24 luglio 2016

Recensione 'Wolf' - Ryan Graudin

Ed eccoci con il secondo post del giorno ^^
Oggi una bella recensione impegnativa (?) di un libro di cui tutti hanno parlato (tranne me, ovviamente) e che ho letto durante queste vacanze ^^

Voi dove siete andati in vacanza - a proposito? Ci dovete ancora andare? Su, narratemi!

Sto ovviamente parlando di... Wolf di Ryan Graudin.

Trama:


È il 1956 e l’alleanza tra le armate naziste del Terzo Reich e l’impero giapponese governa gran parte del mondo. Ogni anno, per celebrare la Grande Vittoria, le forze al potere organizzano il Tour dell’Asse, una spericolata e avvincente corsa motociclistica che attraversa i continenti collegando le due capitali, Germania e Tokyo. Il premio in palio? Un incontro con il supersorvegliato Führer, al Ballo del Vincitore. Yael, una ragazza sopravvissuta al campo di concentramento, ha visto troppa sofferenza per rimanere ancora ferma a guardare, e i cinque lupi tatuati sulla sua pelle le ricordano ogni giorno le persone che ha amato e che le sono state strappate via. Ora la Resistenza le ha dato un’occasione unica: vincere la gara, avvicinare Hitler… e ucciderlo davanti a milioni di spettatori. Una missione apparentemente impossibile che solo Yael può portare a termine. Perché, grazie ai crudeli esperimenti a cui è stata sottoposta, è in grado di assumere le sembianze di chiunque voglia. Anche quelle di Adele Wolfe, la Vincitrice dell’anno precedente. Le cose però si complicano quando alla gara si uniscono Felix, il sospettoso gemello di Adele, e Luka, un avversario dal fascino irresistibile…


Copertina Originale:


(Umm... Quella italiana è bella, quella americana è più bella, però nessuna delle due mi convince a pieno, in effetti.)


Inter(re)view:*

Un giorno casuale della mia vita trovai un libro. Un libro dalla trama mooooolto interessante, così aprii Goodreads. E cosa trovai? Recensioni esaltate, centinaia di commenti positive e oh mio dio il punteggio invidiabile di 4,3/5 stelle. Avete sentito bene? 4,3/5 stelle. Un punteggio che fa quasi allibire. Quindi buongiorno a lei signor Graudin.

Ryan: Salve. Che posso dire, il mio libro è evidentemente piaciuto! Ah, pf, sono il migliore.

Ehm... Si, stia calmo però, che non abbiamo ancora analizzato niente u.u

Ryan: Ma su, scherzavo, sono ansioso di sapere cosa pensa del mio libro e sono felicissimo che sia piaciuto così tanto.

Allora allora, il libro ha una grande premessa: Yael è un'ebrea sopravvissuta ad un campo di concentramento, scappata nella neve alle malvagità naziste. E' anche stata soggetto di un esperimento che ora le ha dato la capacità di cambiare il suo aspetto a suo piacimento e diventare altre persone. Membro della Resistenza la sua missione sarà partecipare alla più grande corsa in motocicletta per festeggiare la vittoria da parte dell'Asse della IIa Guerra Mondiale per vincere e ballare con il Führer e ucciderlo.
Wow. Con una trama così che si vuole di più? C'è tutto: una trama storia ineccepibile e a mio parere interessantissima, un elemento scientifico/magico (a caso) cioè l'abilità di Yael di mutare aspetto e una serie di intrighi romantici e familiari a condire il tutto.



"Era l'ultima volta che vedeva la mappa in quelle condizioni, perchè l'indomani sarebbe iniziata la fine. Lei avrebbe gareggiato in motocicletta da Germania a Tokyo, avrebbe vinto il Tour dell'Asse e conquistato un invito al Ballo del Vincitore, avrebbe ucciso il Führer e innescato il crollo del Terzo Reich.
Avrebbe attraversato il mondo e l'avrebbe cambiato.
O sarebbe morta provandoci."


Ryan: Onoratissimo dal suo commento, direi. Ma, quindi, il libro le è piaciuto?

Se mi è piaciuto? L'ho letteralmente adorato, quasi al 100%. Quasi. Ma andiamo con ordine, prima le cose positive.

Ryan: Aspetti che mi metto nella mia posizione per una ricezione ottimale dei complimenti ≈*^*

Ehm... Okay, ha... Ehm... Fatto?

Ryan: Aspetti un attimo... *si siede a testa in giù indossando delle gigantesche orecchie da elefante*... Okay, ora sono pronto a ricevere tutto!

Okay, allora... Dunque... Questo libro è scritto meravigliosamente (NB: CITAZIONE TOP ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE - "Klaus. Tre anni e quel nome le scorticava ancora il cuore come un pelapatate." ... Ahahahah), i personaggi sono fantasticamente caratterizzati (i principali oltre a Yael sono Luka, tedesco concorrente al Tour dell'Asse contro Yael, giovane, scanzonato, affascinante e irriverente, il boy della situazione che tutti adorano, Katsuo, rivale giapponese di Yael e Luka e spietato avversario disposto a tutto pur di vincere, e infine Felix, tenero e premuroso fratello di Adele Wolfe - concorrente del Tour di cui Yael prende il posto - e che si aggiunge a sorpresa alla gara mettendo in non poca difficoltà la nostra protagonista, soprattutto a causa del suo irrefrenabile desiderio di salvare la sorella Adele), la trama è avvincente e la gara aggiunge quel po' di pepe che basta per tenervi incollati alle pagine. 



"Non per la prima volta, Yael desiderò che le Valchirie esistessero davvero. Che una di loro planasse dalle finestre della Cancelleria - tutta pelle, curia e piume - e si portasse via il Führer. Che scegliesse un'ultima morte."


Ryan: Yu-uuh! Qua i complimenti arrivano che è un piacere!

Yael è però il personaggio veramente azzeccato del libro: misteriosa, ambigua, piena di dubbi, porta tatuati sul corpo cinque lupi, uno per ogni persona che ha amato e che ha perso più un "promemoria", come lei stessa definisce il suo quinto lupo. I suoi sforzi per fingersi Adele sono così accurati, le sue debolezze così umane, le sue difficoltà così comprensibili che è impossibile non trovarsi in sintonia con questa giovane, coraggiosa ragazza. 

Ryan: Uuuuh, visibilio. Vi. Si. Bi. Lio. Sono così felice. *fa una giravolta sulla maschera di elefante*



"La Babushka... Le aveva dato uno scopo.
La mamma... Le aveva dato la vita.
Miriam... Le aveva dato la libertà.
Aaron-Klaus... Le aveva dato una missione.
Vlad... Le aveva dato il dolore.

Quelli erano i nomi che sussurrava al buio.
Quelli erano i pezzi che rimetteva a posto.
Quelli erano i lupi che cavalcava in guerra." (!!)


Già, ma ora ci sono le critiche. *faccina dispiaciuta*

Ryan: Oh... *si tira su, si toglie la maschera, si siede e fissa seriamente Rainy* ... Okay, la sto ascoltando. *fissa, serioso*

Oh, mamma mia. Va bene, ehm...
Diverse cosine, ma piccole, non abbia paura: prima di tutto Luka è un personaggio importante, ma compare poco alla fin fine, poi ci sono svariati pregiudizi sul Giappone (l'autore è americano, si può capire, insomma) che vede i tedeschi allegri, passionali, violenti, mentre i giapponesi sono semplicemente e solamente spietati, freddi, apatici. Ora, io la vedo un po' impossibile come cosa. 

Ryan: Ma alla fine è diverso! Posso capire la storia di Luka, ma i pregiudizi sui giapponesi proprio no! Alla fine i team si uniscono e...

Ehi, ehi, calma, calma!
Non parliamo del finale eh, perchè se è vero che i pregiudizi sui giapponesi si attenuano e i concorrenti diventano un piccolo grande team di certo più coeso che all'inizio, è anche vero che il finale uccide. SPOILER (evidenziate a vostro rischio e pericolo la parte che segue per leggerla): Cosa succede di così traumatico? Semplice: Luka e Yael diventano ovviamente una ship, ma alla fine si lasciano senza un'obiezione, un ripensamento, un tremore. No, fine, stop. La freddezza. Comprensibile nel contesto in cui è, ma immensamente triste. Inoltre alla fine Yael non uccide il Führer, bensì un suo sosia facendo scoppiare ugualmente una rivoluzione, ma a me non è chiaro il perchè dell'inserimento di un sosia, particolare di fatto inutile.

Ryan: Ummm... Era più appropriato, insomma, Hitler non sarebbe mai...

Shhh! Non spoileri!
A chi ha letto il libro le interpretazioni. Manca solo un particolare a questa recensione, direi!

Ryan: Oh, finalmente, quello che aspettavo fin dall'inizio!

Come? Mi sta dicendo che non stava ascoltando quello che dicevo, preso dall'attesa per il voto?!

Ryan: Ma... Ma no! Si figuri! Cioè.... Ehm... Verdetto!

Verdetto:


Un quasi Oltre Ogni Previsione! Per i piccoli particolari elencati sopra non si arriva a 5 stelle piene, ma ci siamo quasi suvvia!

Ryan: Meh, volevo l'eccellenza. Bene, ora che mi ha dato finalmente il voto posso andarmene, arrivederci!

Ma si vergogni! Che antipatico che è ç.ç

Ryan: Ma no, suvvia. Ora scusi, ho un meeting con altri scrittori, adieu!

Arriverci -.- .

A voi un abbraccio, siate più gentili di Ryan, e un'ultima favolosa citazione per chiudere e convincervi a leggerlo!


"Quando Yael era molto piccola, pensava che un mostro vivesse tra quelle mura di mattoni anneriti dalla fuliggine. (Ora sapeva la verità. Aveva visto le foto e gli elenchi interminabili dei morti. File e file di numeri come quelli nascosti dai suoi lupi. C'era un mostro, si, ma non viveva dentro il crematorio del campo di sterminio. La sua tana era molto più elegante: una Cancelleria piena di opere d'arte trafugate e porte blindate)."


#Rainy


* DISCLAIMER:  I dialoghi con gli autori sono frutto di fantasia e non ne vogliono in alcun modo indicare il carattere reale, quindi relax. Prendete con leggerezza queste interviste e non vi offendete se il vostro autore preferito non è rappresentato come vorreste. Grazie.

4 commenti:

  1. Vero Ale ho risposto al tuo commento sul mio blog :) Mi piace come hai scritto la recensione, ha uno stile originale!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille :)
      Grazie per essere passata!

      Elimina
  2. È da un po' che punto questo libro, penso proprio che gli darò una possibilità! :)

    RispondiElimina

Mi farebbe davvero piacere sapere cosa ne pensate :3 Lasciatemi un commentino se vi va!