21 giugno 2022

Review Party: 'La Città di Cap' - M. Iovine, S. Maccariello, I. Carbone


Buongiornissimo, caffè, amici!

Oggi siamo qui per parlare di una graphic novel un po’ particolare, che vuole affrontare un tema molto spesso ignorato dal grande pubblico, ma che riguarda una realtà tristemente comune e che da anni tocca migliaia di persone ogni giorno. Sto parlando de La Città di Cap del trio Iovine, Maccariello e Carbone.

Ringrazio tanto la Beccogiallo per la copia in anteprima e... Iniziamo!


Trama




La città di Cap è ispirata alla storica impresa di Jean Pierre Yvan Sagnet: grazie a lui, il caporalato oggi è riconosciuto nell'ordinamento giuridico italiano come reato. Non solo, la sua azione ha dato avvio al primo processo su scala europea contro alcuni imprenditori che sfruttavano manodopera. Nonostante il suo coraggio e il suo impegno, la situazione del lavoro bracciantile in Italia è ancora largamente al di sotto della soglia del diritto. Ne "La città di Cap" gli autori immaginano una realtà distopica, ambientata in un futuro non troppo lontano, che mostra le conseguenze di una progressiva erosione dei diritti e consegnano la rivoluzione nelle mani di una donna giovane, nera e sfruttata. Una persona umile che, dal gradino più basso della società, muove le coscienze, accende il senso civico, innescando una rivolta alla riscoperta dei diritti, capace di cambiare il destino di molti. Così, Cap, presentataci come una città ordinata, funzionale, perfetta, quasi paradisiaca, in realtà si rivela essere infernale, mentre l'imperfezione di un sogno è in grado di restituire libertà e umanità.


 


Recensione

I libri che parlano di tematiche di cui spesso non si parla sono sempre ben accetti in questa casa. Viva gli argomenti scomodi e viva il parlarne con mezzi nuovi. La Città di Cap affronta infatti il tema del caporalato, che se non si è un minimo attenti alle tematiche dell’immigrazione e dello sfruttamento degli ‘ultimi’ è molto sottovalutata, quindi buono così e avanti tutta! 


Con dei toni alla Il Nuovo Mondo di Huxley, La Città di Cap punta a raccontare cosa sarebbe successo se il caporalato fosse istituito dallo stato, traendo liberamente spunto da cosa sarebbe potuto succedere se le rivolte dei braccianti agricoli nel Meridione italiano non avessero avuto successo e fossero state sedate per imporre il ‘nuovo ordine’. Questo nuovo ordine è rappresentato nella graphic novel dalla città di Cap, dove ogni uomo ed ogni donna vive per lavorare e guadagnarsi il minimo indispensabile per sopravvivere (e talvolta nemmeno) e gli originali agitatori e fomentatori della rivolta sono ormai vecchi e stanchi e guardano alla città con disperazione.


21 maggio 2022

Review Party: 'Iron Widow' - Xiran Jay Zhao


Buongiorno,

oggi siamo qui per parlare di un libro davvero molto atteso che è approdato sugli scaffali italiani grazie a Rizzoli, che ringrazio per la copia. 

La vera domanda è: queso hype era pienamente giustificato? Di seguito la mia risposta, nel mentre ringrazio anche Francesca per aver organizzato l’evento.


Trama



“Forse, se le cose fossero diverse, a questo mi potrei abituare. A venire cullata nel suo calore e nella sua luce. A venire apprezzata.A venire amata. Ma non ho alcuna fede nell’amore.L’amore non mi può salvare.Scelgo la vendetta.”A Huaxia ogni ragazzo sogna di pilotare le Crisalidi, giganteschi robot da guerra mutanti derivati dalle spoglie degli Hundun, alieni animati dal metallo-spirito che da tempo hanno invaso la Terra insediandosi oltre la Grande Muraglia. La massima aspirazione concessa a una ragazza, invece, è quella di diventare la pilota-concubina di qualche famoso combattente, ottenendo una lauta ricompensa per la propria famiglia in cambio quasi sempre della vita, consumata nello sforzo mentale richiesto per supportare il pilota in battaglia. Quando la diciottenne Zetian si offre per il ruolo, ha in mente tutt’altro: il suo scopo è assassinare il celebre pilota responsabile della morte della sorella. Ciò che non ha pianificato, però, è di sopravvivere alla sua vendetta sul campo dimostrando una forza mentale inaudita per una donna, venendo quindi etichettata come Vedova di Ferro, leggendaria figura di pilota donna molto temuta e – non per caso – sconosciuta al popolo che segue ogni combattimento sul proprio tablet.Per domare la sua scomoda ma inestimabile forza mentale, Zetian viene messa in coppia con Li Shimin, il più forte e controverso pilota di Huaxia, che porta sulle spalle l’assassinio della propria famiglia. Ma una volta assaggiato il potere, Zetian non si piegherà tanto facilmente. Non perderà occasione di sfruttare la loro forza e infamia combinate per scampare a un attentato dopo l’altro, finché non riuscirà a capire esattamente perché il sistema dei piloti funziona in modo misogino e a impedire che altre ragazze vengano sacrificate.




Recensione


Questo libro aveva tutte le caratteristiche per essere convincente, ma si è perso per strada per un motivo molto semplice: è troppo corto. Cosa intendo? Be’, un libro con una protagonista forte, una relazione poliamorosa che è una ventata di novità nel panorama YA, un mix interessante di tradizione asiatica e tecnologia di guerra e un’ambientazione asiatica spesso abusata, ma qua descritta in maniera lineare ed efficace, erano i potenziali punti di forza di questo romanzo, ma inevitabilmente gestirli tutti bene è un compito troppo difficile se non gli si dedica un numero di pagine adeguato.



Iron Widow
soffre quindi fondamentalmente di due problemi, uno diretta conseguenza dello scarso numero di pagine e l’altro no: la fretta e la protagonista. Con ‘fretta’ intendo il mancato approfondimento di aspetti di worldbuilding e accadimenti fondamentali all’interno del libro che sono trattati in maniera decisamente superficiale o molto conveniente (a tratti TROPPO conveniente) e ciò è unicamente dovuto al non aver sfruttato 100-150 pagine in più per approfondire. Pare sia stata una scelta dell’editor, quindi alziamo le mani, ma sicuramente il libro ne ha risentito.

Il secondo aspetto che non mi ha convinto è la protagonista, figura forte che dovrebbe farsi carico di portare avanti e promuovere il messaggio femminista che sta dietro al romanzo, ma che risulta particolarmente inefficace, perché troppo poco graduale. Mi spiego meglio: la protagonista è una contadina che non è andata sicuramente a scuola e nonostante ciò non ha un briciolo della mentalità misogina di cui il suo mondo è pregno, anzi. La protagonista è decisa nelle sue idee di emancipazione, una femminista ante litteram che però è semplicemente troppo irrealistica. Se infatti è possibile che la protagonista femminile di un romanzo ambientato in questo contesto abbia una certa insoddisfazione verso la sua condizione (ciò capita in moltissimi romanzi, anche Jane Eyre per citarne un altro di genere e periodo completamente diverso), questo è portato all’estremo con la nostra eroina - sicuramente riflettendo le idee dell’autor* - e ciò mina l’efficacia del messaggio. Andava tutto bene, ma bisognava fermarsi a metà, insomma. 


17 maggio 2022

Review Party: 'Questa Violenta Fine' (These Violent Delights #2) - Chloe Gong


Buongiornissimo!

Oggi siamo qui per concludere il tour della dilogia di Chloe Gong Queste Gioie Violente e naturalmente l’appuntamento di oggi è con il secondo libro!

Ringrazio la CE per la copia e le mie colleghe per il bellissimo viaggio.


Trama



Corre l’anno 1927 e Shanghai pare ormai sull’orlo della rivoluzione.


Dopo aver fatto credere a Roma di aver commesso un crimine terribile pur di allontanarlo da sé e proteggerlo da una faida sanguinaria, Juliette si è lanciata in una nuova missione. Una mossa sbagliata, però, e metterà a rischio il suo ruolo al comando della Gang Scarlatta, dove già qualcuno è pronto a prendere il suo posto.


Roma intanto non si dà pace: se lui non avesse permesso a Juliette di rientrare nella sua vita, niente di quel che è successo sarebbe accaduto. E, in preda alla disperazione e determinato a sistemare la situazione, arriva persino a maturare un’idea estrema.


Quando però un nuovo mostruoso pericolo si manifesta in città, nonostante i tanti segreti che li separano, Juliette e Roma si ritrovano un’altra volta faccia a faccia. Shanghai, poi, è ormai sull’orlo del collasso: i nazionalisti stanno marciando sulla città, le voci di una guerra civile imminente si fanno sempre più insistenti e la leadership delle due gang rischia il totale annientamento. Roma e Juliette non hanno scelta: devono unire le loro forze se vogliono anche solo sperare di sconfiggere ciò che minaccia loro e la città. Ma i due ragazzi sono preparati a tutto tranne che al compito più difficile: proteggere i loro cuori l’uno dall’altra.


La serie è composta da...

01. Queste Gioie Violente (recensione)

02. Quesa Violenta Fine




Recensione


Questa recensione è più difficile da fare di quella del libro precedente, perché devo ammettere che penso che questi due libri avrebbero potuto essere ridotti ad uno solo di lunghezza media. Questo secondo libro infatti sembra un po’ una copia del primo da tanti punti di vista e sebbene il primo mi fosse piaciuto molto (recensione qui), non basta per rendere questo secondo di pari livello. Ma non tutto è perduto!


Sicuramente ci sono degli elementi positivi, primo fra tutti che in questo secondo libro l’approfondimento psicologico dei personaggi predomina senza trascurare l’azione. Infatti, se i protagonisti nel primo erano una piacevole novità fortemente ancorata agli stereotipi degli YA, in questo secondo libro Juliet e Roma trovano una loro individualità e ‘forma finale’, più completa e a tutto tondo rispetto al primo. Entrambi i personaggi sono più profondi, più complessi, più caratterizzati dal punto di vista psicologico anche e soprattutto a causa dei forti accadimenti del primo libro. Particolarmente convincente è l’inversione dei ruoli di vittima e carnefice, pacifista e guerrafondaio, misericordioso e spietato da parte di Juliet e Roma rispetto al primo libro.


10 maggio 2022

Review Party: 'Queste Gioie Violente' (These Violent Delights #1) - Chloe Gong


Buongiornissimo!

Oggi vi propongo, insieme alle mie colleghe, la recensione del primo capitolo della dilogia These Violent Delights di Chloe Gong, retelling in chiave moderna di Romeo & Giulietta. Grazie alla CE per la copia in anteprima!


Trama



Corre l'anno 1926 e a Shanghai, scintillante come non mai, si respira un'aria di dissolutezza. Una faida sanguinosa tra due gang nemiche tinge di rosso le strade, lasciando la città inerme nella morsa del caos. Al centro di tutto c'è la diciottenne Juliette Cai che, dopo un passato lontano dagli affari di famiglia, ha deciso ora di prenderne in mano le redini e assumere il ruolo che le spetta di diritto nella Gang Scarlatta, un'organizzazione di criminali completamente al di sopra della legge. Ma non sono gli unici a voler imporre il proprio controllo sulla città. A contendere il loro potere, infatti, ci sono i Fiori Bianchi, nemici da generazioni. E dietro ogni loro mossa, c'è il loro rampollo, Roma Montagov, il primo amore di Juliette… ma anche il primo ad averla tradita. Quando gli affiliati di entrambe le gang iniziano a mostrare segni di instabilità, che culminano in suicidi cruenti, si diffondono strane voci. Si parla di contagio, di follia, di mostri nascosti nell'ombra. A mano a mano che le morti si accumulano, Juliette e Roma sono costretti a mettere da parte le armi – e il rancore che provano l'una per l'altro – e a iniziare a collaborare. Se non riusciranno a fermare il caos che sta sconvolgendo la loro gente e Shanghai, non resterà più nulla su cui esercitare il loro dominio. In questa originalissima rivisitazione del classico di Shakespeare, Chloe Gong conduce i lettori in un viaggio avventuroso e commovente durante il quale violenza e passione si mescolano nei destini dei giovani protagonisti.


La serie è composta da...
01. Queste Gioie Violente
02. Questa Violenta Fine 



Recensione



"Le gioie violente hanno violenta fine, e muoiono nel loro trionfo, come il fuoco e la polvere da sparo, che si consumano al primo bacio."



Io sono una grande fan dei retelling e dei libri che hanno un’ambientazione orientale, quindi mi sono fin da subito interessata a questo libro che si propone di rielaborare alcuni elementi di Romeo e Giulietta in chiave moderna e fantastica, ambientandoli nella Shanghai degli anni ’20. La prima cosa da precisare è che sebbene questo libro abbia una certa dose di riferimenti all’opera Shakespeariana, non è un retelling vero e proprio, perchè di fatto ha solo la presenza di due innamorati provenienti da due famiglie di gangster rivali (un po’ stile Romeo+Juliet), ma le somiglianze finiscono lì. Gong ha costruito una storia che riguarda i due innamorati più famosi di tutti i tempi, qui provenienti dalle famiglie di gangster Gang Scarlatta e Fiori Bianchi che imperversano nella Shanghai del primo dopo guerra, ma ci ha aggiunto degli elementi soprannaturali e fantastici costruendo una storia decisamente più complessa.



Tra gli aspetti positivi bisogna evidenziare i due protagonisti che finalmente - finalmente! - dimostrano una certa complessità e differenza rispetto agli stereotipi. Juliet, la protagonista femminile di origine cinese e erede della Gang Scarlatta, è infatti estremamente crudele, violenta, spietata, incapace di compassione, caratteristiche che solitamente vengono attribuite al protagonista maschile e, cosa ancora più importante, questa sua durezza caratteriale ci viene mostrata, non descritta (show, don’t tell dicono quelli bravi). Invece Roma, protagonista maschile di origine russa ed erede dei Fiori Bianchi, è un grande esempio di mascolinità NON tossica, ma che non ha timore di esprimere le proprie emozioni, che aborre la violenza per quanto possibile ed è vittima della pressione a cui il suo ruolo di erede lo sottopone, pressione che Juliet sembra sentire molto meno e anzi ricercare. In generale Juliet e Roma sono due ottimi esempi di come si possa ancora dire qualcosa su una storia d’amore tra adolescenti e di come i canoni a cui siamo abituati possano essere stravolti in meglio.


29 aprile 2022

Review Party: 'Aurora's End' (Aurora Cycle #3) - Jay Kristoff, Amie Kaufman



Buongiornissimo, kaffè!

Oggi parliamo della conclusione dell’acclamata trilogia Aurora’s Cycle del duo delle meraviglie Kaufman-Kristoff, amato e odiato in ugual misura.


Trama



MA È DAVVERO LA FINE?


Cosa può succedere quando chiedi a un branco di perdenti, casi disciplinari e disadattati di salvare la galassia da una forza oscura e antica? Che quest’ultima ha la meglio, ovviamente. No, aspettate… Non. Così. In. Fretta. Abbiamo lasciato la Squadra 312 alle prese con una missione impossibile. La paura li ha fatti lavorare bene insieme (era ora!) mentre imperversava una battaglia intergalattica e una super arma minacciava di annientare la Terra. Tutto, però, è andato terribilmente storto, ovvio. Ma sapete una cosa? Non sempre la fine della storia rappresenta proprio la fine. E il gruppo di Ty ha ancora una possibilità per riscrivere la sua. Forse due.


La faccenda è complicata, però. Riuscite a immaginarvi Zila, Fin e Scarlett (e Magellan!) che diventano amici, poi diventano nemici e infine diventano eroi che fanno la storia? Certo, come no. E riuscite a immaginarvi Tyler, Kal e Auri che uniscono le loro forze a quelle di due degli esseri più odiati dell’intero universo? Mmm, ok, va bene. E tutto ciò servirebbe a salvare la galassia dalla distruzione? Ecco, per questo ci vorrebbe un miracolo bello e buono.


Ma la nostra squadra ci ha insegnato che niente è davvero impossibile, perciò fate un bel respiro e preparatevi ad affrontare l’ultimo strepitoso capitolo della saga “Aurora Cycle”!



La serie è composta da...

01. Aurora Rising (recensione)

02. Aurora Burning

03. Aurora's End




Recensione



Purtroppo quando mi appresto a leggere un qualcosa del duo KK in questione, la mente torna sempre a quel capolavoro che è Illuminae ed è difficile trovare qualcosa che regga il confronto, soprattutto se le storie hanno uno sfondo di base così simile. In questo caso poi si aggiunge un altro piccolo dettaglio e cioè che è chiaro che il duo è molto forte nel scrivere le aperture delle proprie storie, ma non altrettanto a chiuderle e così questo terzo libro risulta il più debole dei tre.


La storia si chiude, i personaggi trovano il loro equilibrio finale e i nodi vengono più o meno al pettine, senza però chissà quali sfarzi o emozioni. 


Due sono i dettagli che mi fanno dire che si sia provato a rendere questa serie un Illuminae 2 senza riuscirci: la presenza di battute di spirito e frasi ad effetto a non finire, in pieno stile Kistoff, che normalmente apprezzo, ma che qui sono davvero davvero troppo e che quindi in qualche modo hanno meno effetto del solito, e l’iper-sessualizzazione dei personaggi che per quanto faccia sorridere, anche qui è esagerata, un po' noiosa e soprattutto predominante sulla trama. Sappiamo che il duo ha inserito nel corso della serie delle scene discutibili senza davvero riconoscere le problematicità di quello che si trovava a descrivere e questo terzo libro per quanto non abbia scene di questo tipo non è un’eccezione per quanto riguarda questa ipersessualizzazione. Ci sta che si parli di adolescenti con gli ormoni a palla, ma stavolta sembra quasi che questo prevarichi la trama e quindi stona un po’.


28 aprile 2022

Review Party: 'La Legge dei Lupi' (King of Scars #2) - Leigh Bardugo



Buongiornissimo, kaffè, amici!

Benvenuti alla review del libro più anticipato del 2022, ma che è stato per i più una grande delusione. Sto ovviamente parlando del solo e unico La Legge dei Lupi di Leigh Bardugo.


Trama



Non c’è più tempo.


I lupi sono sempre più vicini…


Mentre l’imponente esercito di Fjerda si prepara all’invasione, Nikolai Lantsov chiama a sé tutte le armi di cui dispone per opporsi all’inevitabile: il suo ingegno, il suo fascino, e persino il mostro che porta dentro. Una parte di lui, forse il corsaro, forse il demone, forse il principe che si è guadagnato il trono con le unghie e con i denti, lo anela addirittura, lo scontro. Ma per sconfiggere l’oscura minaccia che incombe su Ravka potrebbe non bastare nemmeno il coraggio di un giovane sovrano abituato a rendere possibile l’impossibile. Anche solo per sperare di riuscirci, il re ha bisogno di alleati, forti, leali e pronti a tutto.


In prima fila c’è Zoya Nazyalensky, fedele compagna di infinite battaglie, che, nonostante abbia perso tanto per colpa della guerra, e abbia visto morire i suoi uomini e risorgere il suo peggior nemico, non ha intenzione né di abbandonarlo né di arrendersi. Se sarà necessario abbracciare i suoi poteri per diventare l’arma di cui il suo paese ha bisogno, non si tirerà indietro. Costi quel che costi.


Il re di Ravka può contare anche su Nina Zenik, spia abile ma talvolta spericolata, che, per colpa del suo ossessivo desiderio di vendetta, rischia di giocarsi l’unica possibilità di libertà per la sua patria e di guarigione per il suo cuore ferito.


Re, generale e spia: insieme dovranno trovare il modo di strappare all’oscurità un futuro per sé e per il proprio paese. Oppure prepararsi ad assistere alla sua drammatica e definitiva caduta.



La serie è composta da...

01. Il Re delle Cicatrici (recensione)

02. La Legge dei Lupi


Recensione


Che questo libro fosse stato scritto un po’ per fanservice e un po’ per fanservice si sapeva, così come si sapeva che si sarebbe puntato a unire le trame delle due serie ambientate nel Grishaverse e che sostanzialmente sarebbe stato un bel tuffo nel passato per i fan della serie, con tutti i personaggi più amati messi lì in bella mostra. Così in effetti è e non penso sorprenda nessuno, la vera domanda quindi diventa se questo libro meriti comunque di essere letto o meno. La risposta? Mah.



La verità è che quando si legge RoW bisogna avere le idee molto chiare: ci si troverà di fronte ad una fanfiction decisamente lontana dagli sfarzi delle due serie originali e per questo di qualità inferiore da ogni punto di vista
. Saputo questo, la lettura è estremamente godibile e si sa che Leigh è maestra nel descrivere i personaggi a tal punto da far affezionare anche i più ostinati. E’ però impossibile non notare il calo qualitativo rispetto agli standard a cui Bardugo ci ha abituat*.


In particolare gli aspetti che mi hanno infastidito di più sono il ridurre personaggi iconici come Nikolai a macchiette quando dovrebbero essere proprio loro le colonne portanti della storia, il sacrificare personaggi rilevanti un po’ a caso e senza un reale fine, giusto per far soffrire i personaggi (un po’ alla Il Regno Corrotto, ma quindi ancora più a caso, de botto, senza senso) e soprattuto il voler a tutti i costi lasciare aperto un finale per poter potenzialmente scrivere i seguiti (seguiti che per altro sappiamo già non essere potenziali, ma solide realtà come Sei di Corvi #3). Queste sono scelte di trama che personalmente non condivido e che supportano ulteriormente la tesi che questo libro sia stato fatto esclusivamente per il fanservice. 


14 aprile 2022

Review Party: 'La Casa di Cielo e Aria' (Crescent City #2) - Sarah J. Maas

Buongiorno, amici!

Oggi parliamo dell’ultima uscita di casa Mondadori della popolarissima SJM nazionale. E’ infatti uscito da poco La Casa di Cielo e Aria della Maas, secondo capitolo della serie di Crescent City.


Ringrazio la CE per la copia in anteprima e le mie compagne di viaggio!


Trama



Bryce Quinlan e Hunt Athalar hanno stretto un patto e stanno lentamente cercando di tornare alla normalità. Hanno sì salvato Crescent City, ma le loro vite sono così stravolte che l'unica cosa che vogliono è del tempo per rilassarsi. Rallentare. Capire cosa riserva il futuro. Gli Asteri finora hanno mantenuto la parola, lasciando Bryce e Hunt in pace. Ma con il tentativo dei ribelli di Ophion, in gran parte umani e Vanir, di intaccarne il potere, la minaccia che i governanti rappresentano sta diventando sempre più concreta. Quando Bryce, Hunt e i loro compagni vengono loro malgrado coinvolti nei piani dei rivoltosi, la scelta diventa chiara: rimanere in silenzio mentre la popolazione di Midgard viene oppressa o combattere per ciò che è giusto. E il silenzio non è mai stato il loro forte. In "La casa di cielo e aria", secondo romanzo ricco d'azione della nuova serie fantasy Crescent City, Sarah J. Maas dà ulteriore prova delle sue capacità di intessere l'affascinante storia di un mondo sull'orlo del baratro, celebrando il coraggio di coloro che faranno di tutto per salvarlo. .


La Serie è Composta da...
01. La Casa di Terra e Sangue (recensione)
02. La Casa di Cielo e Aria
03. Ancora inedito


Recensione

Come ben sapete io considero Crescent City 1 il libro migliore che la Maas abbia scritto da tutti i punti di vista: solidità della trama, stile, originalità… Non è eccelso, perché dopotutto le solite perle di SJM sono ben presenti, ma come ben sapete lo considero una spanna sopra alle altre sue serie ed è in ogni caso un libro avvincente. Purtroppo Crescent City 2 non è all’altezza del primo e un po’ mi dispiace, perché mi aspettavo sinceramente una continuazione comparabile.


Metà del libro se ne va per i soliti giochetti investigativi che sono un po’ scontati, qua più che nel primo, e l’altra metà se ne va per le solite scene soft-porno a cui SJM ci ha abituato in tutta la sua carriera. Va però riconosciuto che se il primo era più bilanciato come ritmo azione-investigazione-scenehot, questo secondo ha delle rivelazioni decisamente più scioccanti. Scopriamo nuove cose su personaggi già ben noti (che per altro non si sa come facciano ad avere così tanti segreti e come facciano i protagonisti a non aver mai nemmeno sospettato che fosse così) e approfondiamo la conoscenza di altri che nel primo erano solo marginali e questo è sicuramente un punto di forza. Dall’altro lato però non si esplora nessuno degli spunti che personalmente mi avevano interessato nel primo (la coesistenza di magia e scienza ad esempio) e questa cosa a me personalmente ha fatto storcere il naso, perché conferma che la struttura portante del worldbuilding è un po’ raffazzonata.