14 marzo 2017

Recensione: 'L'Incastro (Im)Perfetto' - Colleen Hoover aka OKAY, HO CAPITO CHE NON FAI PER ME

Buongiorno miei cari,
oggi come promesso vi propongo eccezionalmente la recensione dell'ultimo libro che ho concluso.
Come avete letto dal titolo e come forse sapevate dai miei precedenti rapporti con questa autrice (questi rapporti e questi rapporti, per intenderci) questa recensione è il capitolo di chiusura dei rapporti tra me e la Hoover, che sono durati decisamente troppo.

Ma andiamo con molto ordine...

Trama


Quando Tate Collins incontra il pilota di linea Miles Archer, sa fin da subito che non potrà trattarsi di amore. A dire il vero, i due non potrebbero nemmeno considerarsi amici, se non fosse che condividono un'innegabile e travolgente attrazione reciproca. Quando scoprono le carte, pensano di aver trovato l'incastro perfetto: lui non cerca l'amore e lei non ha tempo per trovarlo. Cosa c'è di più semplice? L'importante è che Tate si attenga alle uniche due regole che Miles ha imposto: non chiedere mai del passato e non aspettarsi niente dal futuro. Sembra facile, ma non lo è, perché il loro legame si fa sempre più stretto e rispettare i patti per Tate diventa sempre più arduo, fino ad apparirle impossibile. Quella che doveva essere solo una storia di passione travolgente rischia così di trasformarsi in un qualcosa di veramente spiacevole, l'ultima cosa di cui Tate avrebbe bisogno: un amore travagliato e fallimentare.

Copertina Originale:


(Posso dire che la copertina americana non la capisco? Sarò io - probabile - a non capirla, ma mi sembra poco azzeccata. Adoro, invece, quella italiana)

Inter(re)view*:

Buongiorno, cara Colleen. Ah, perchè siamo qua? Che duro compito ci aspetta? Semplicemente chiudere i rapporti. 

Colleen: Buong... Scusami? In che senso?

Nel senso che probabilmente questo sarà il tuo ultimo libro che leggerò. Punto. A meno che tu non crei opere di straordinaria originalità (cosa che mi permetto di dubitare), non penso proprio di riuscire a leggere un altro tuo libro, perdonami.

Colleen: Accidenti, sei diretta ne?!

Scusami, ma la mia sopportazione ha raggiunto il limite. Dunque dunque, che volevo dire? Parliamo di questo libro, ne?

Colleen: Non sono decisamente sicura di voler sapere cosa vuoi da me e dal mio piccolo libricino ç.ç

Iniziamo dalle cose belle allora: in questo libro c'è decisamente un miglioramento.
Molti lo indicano come il tuo capolavoro e non a torto: decisamente il libro migliore tra i tuoi tre che ho letto (non molti, ma abbastanza da darmi un'idea). In questo libro si parla di Tate, una giovane quasi infermiera tirocinante che si ritrova un ubriachissimo e delirante Miles svenuto davanti alla porta del suo nuovo appartamento che condivide con il fratello. Premessa che avrebbe potuto decisamente essere interessante, ma ahimè.

Colleen: Premessa decente, ma niente di che, sento che il "sangue" deve ancora arrivare.



Esattamente. Allora, di questo libro
bisogna sapere che questi due instaurano un contratto da trombamici, ma poi ci scattano i sentimenti fino al finale per fortuna non così scontato, ma in realtà questo libro è fuffa. Cioè sono pagine e pagine di rapporti sessuali che si ammucchiano a caso con sentimenti ben descritti, per carità, ma descritti in modo talmente poetico e profondo da risultare irreali, finti. A tutto c'è un limite e viva la finzione letteraria, ma pure quella ce l'ha.


Colleen: Ma i miei fan mi supportano proprio per il mio modo di descrivere i sentimenti, senza tralasciare nulla, profondamente.

Posso dirti la verità? Splendido, ma MENO. Me-no. Si capisce ugualmente e si alleggerisce la narrazione. Ora, intendiamoci, non sto parlando di una narrazione esasperante: abbiamo visto di peggio
L'altra cosa da sapere è che questo libro si propone come un libro da adulti, un New Adult con sentimenti meglio sviluppati e più "hot", ma di "hot" io ho visto poco e di sentimenti da adulti ancora meno, visto che il protagonista maschile Miles è senza dubbio adorabile e un gran figo, ma in quanto a maturità lascia parecchio a desiderare (il classico bad-boy con un passato difficile e che dice di aver chiuso con l'amore).


«Dopo un po' ho iniziato a notare che i bei momenti con Brad avevano cominciato a battere la tristezza. La tristezza che prima era tutta la mia vita si è ridotta dei momenti, mentre i momenti felici con Brad sono diventati la mia vita.»


Colleen: Non ti permetto di insultare Miles. E' un personaggio che si trova ad affrontare una situazione difficilissima, tragica e dolorosa, e il modo in cui ne viene fuori è oltremodo onorevole. Oltretutto ha Tate, una badass di prim'ordine, a supportarlo.

Ma si dai, sfatiamo anche questo mito: 1) Miles non "ne viene fuori", anzi. Miles si rifiugia dietro il suo dolore perchè è troppo pigro/codardo per affrontarlo e finalmente liberarsene. E mi è pure piaciuto il suo personaggio, ma il modo in cui soffre per tutto il libro e poi riesce a liberarsi di sei anni di lutti in quattro pagine mi ha fatto davvero arrabbiare, perchè profondità di quà e empatia di là e poi in quattro pagine ti senti di nuovo pronto ad amare?! E poi, cavolo, 2) Tate è insopportabile. Una donna che non è una donna, che dice di volere di più del sesso, ma che si lascia conquistare ostentando sicurezza ogni volta che Miles desidera. Una donna senza attributi, per così dire, sottomessa fino alla fine, che tira a volte fuori temi seri totalmente a caso solo per suscitare empatia nel lettore.
- seguono esempi di quanto appena detto-

-

ESEMPIO 1. DI QUANTO TATE E' IDIOTA:

"Non ho regole. Perché non ho regole? Miles sta ancora aspettando. «Non so ancora qual è, ma quando ci avrò pensato dovrai seguirla.»" (In sostanza alla domanda se Tate ha regole per i loro rapporto di trombamici lei risponde questo... WTF?!)

ESEMPIO 2. DI QUANTO TATE E' IDIOTA:

«Chiedimi se puoi andare a studiare fa me.» sussurra. 
Annuisco, domandandomi che diavolo di senso abbia chiedermi una cosa del genere dopo quello che è appena successo. In ogni caso lo faccio. «Posso andare a studiare da te?» 
A quel punto Miles sorride di cuore e abbasso la testa verso la mia, avvicinando le labbra il mio orecchio. «L'idea era che me lo chiedessi davanti a tuo fratello.» dice, ridendo sommessamente. «Per avere una scusa per portarti di là.»

ESEMPIO DI QUANTO TIRI FUORI TEMI A CASO SOLO PER EMPATIA:

«L'idea che una persona non abbia una casa perché il suo bisogno di qualcosa è più forte del bisogno di una casa non mi dissuade minimamente. [...] Non credo che la dipendenza sia una scelta. » (Riferito a un barbone. Ora, io non sono d'accordo e mi irrita tutto questo, ma è opinabile)

-

Colleen: Ma i miei poveri personaggi ç.ç. Me li hai clamorosamente distrutti quando io ci avevo messo tanto impegno per costruirli... Che poi il grande pubblico me li ha apprezzati, quindi sei tu l'anormale qui!

Probabilmente è vero... Comunque questo mi offre uno spunto per chiarire finalmente quale penso sia il problema tra noi due: lo stile. Io mi aspetto sentimenti espressi bene, che coinvolgono, una lettura che ti impedisce di staccarti dal libro, ma con te... Non accade. Diciamo che so esattamente come andrà a finire già dalle prime pagine del libro (e in questo caso avevo pienamente ragione) e questo già infrange le mie speranze di un libro perfetto, poi i sentimenti suonano estremamente fasulli e idealizzati (come ho detto già sopra) e infine non è una lettura coinvolgente, almeno per me. Cioè rimane sul piano "carta", non infrange la quarta parete. 
E il problema è che penso sia un problema solo mio ç.ç .



Colleen: Quindi questo è un addio?

Temo di si. Non ho ancora deciso se dare un'ultima possibilità a September 9, ma non credo, perchè una storia strappalacrime come quella non può finire felicemente per me lol. 
Dopo questo verdetto credo ci diremo addio (almeno fino a quando non scriverai il nuovo capolavoro del III millennio) :c .

Colleen: Mi dispiace moltissimo. Una situazione sentimentale travagliata, ma spero davvero che ci ripenserai. Almeno mi hai spiegato il tuo punto di vista, anche se mi ha leggermente lasciato l'amaro in bocca...

Posso capirlo e mi dispiace moltissimo, ma non posso farci alcunchè ç.ç .

Verdetto:


Il migliore dei tuoi libri. Più di Accettabile, meno di Eccezionale.

Colleen: Grazie, mi aspettavo di meno, confesso.

E' il tuo libro che mi è piaciuto di più, te l'ho detto, e visti i voti dati agli altri tuoi due volumi che ho letto era piuttosto obbligato ahah.

Colleen: Allora... Addio. Mi dispiace che sia finita così.

Anche a me, devo dire la verità. Addio, ma in fondo spero di no.
Un abbraccio megaloide (?) a tutti,
#Rainy




* DISCLAIMER:  I dialoghi con gli autori sono frutto di fantasia e non ne vogliono in alcun modo indicare il carattere reale, quindi relax. Prendete con leggerezza queste interviste e non vi offendete se il vostro autore preferito non è rappresentato come vorreste. Grazie.

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