26 maggio 2020

Recensione: 'La Quinta Stagione. La Terra Spezzata' - N. K. Jemisin

Buondì, carissimi!
Oggi come promesso nelle mie storie su Insta (@raggywords), vi propongo la recensione dell'ultima meraviglia che ho letto.
Ve l'avevo detto che le recensioni normali sarebbero tornate no? Be', eccole!

Dunque dunque senza ulteriore indugio, andiamo, anche perchè la recensione di oggi sarà un tantino diversa dalle altre..

Trama

La Quinta Stagione. La terra spezzata – Libro 1
È iniziata la stagione della fine. Con un’enorme frattura che percorre l’Immoto, l’unico continente del pianeta, da parte a parte, una faglia che sputa tanta cenere da oscurare il cielo per anni. O secoli. Comincia con la morte, con un figlio assassinato e una figlia scomparsa. Comincia con il tradimento e con ferite a lungo sopite che tornano a pulsare.

L’Immoto è da sempre abituato alle catastrofi, alle terribili Quinte Stagioni che ne sconquassano periodicamente le viscere provocando sismi e sconvolgimenti climatici. Quelle Stagioni che gli orogeni sono in grado di prevedere, controllare, provocare. Per questo sono temuti e odiati più della lunga e fredda notte; per questo vengono perseguitati, nascosti, uccisi; o, se sono fortunati, sono presi fin da piccoli e messi sotto la tutela di un Custode, nel Fulcro, e costretti a usare il loro potere per il bene del mondo.

È in questa terra spezzata che si trovano a vivere Damaya, Essun e Syenite, tre orogene legate da un unico destino.













Recensione:

jameelaillustration:“Some fan art of Syenite from The Fifth Season ...
@jameelaillustration
Amici, aiuto.

Questo libro mi ha scombussolato, mi ha scioccato, mi ha disgustato, mi ha traumatizzato, mi ha fatto ridere, mi ha fatto arrabbiare. Tutto insieme, a volte contemporaneamente.

Si parla dell’Immoto, una terra continuamente sconquassata dalle catastrofi naturali perché per sua natura è particolarmente soggetta agli spostamenti tettonici e dunque ai terremoti, alla formazione di nuovi vulcani e fenomeni simili. La terra trema spesso, nell’Immoto, non sta appunto ‘mai ferma’. Gli umani e non che la abitano sono abituati a questi suoi repentini movimenti, a dover ricostruire una nuova vita da un’altra parte perché la propria vecchia casa è stata spazzata via dall’ennesimo terremoto. Le condizioni di vita sono sempre molto difficili e i periodi di crisi subito dopo un’eruzione, un terremoto o una tragedia del genere, quando il cielo viene coperto di cenere, il sole scompare o intere città vengono rase al suolo dai movimenti della terra, vengono chiamate Quinte Stagioni.

Il senso è esattamente quello che la parola suggerisce: ci sono quattro stagioni normali e poi c’è un periodo di sofferenza e di morte chiamato Quinta Stagione.

L’Immoto è sempre stato così e chi lo abita è abituato a veder scomparire intere civiltà, intere città o veder riemergere dalla Terra rovine di civiltà perdute. Ogni luogo è pericoloso e non esiste una posizione ottimale, perché tutto l’Immoto è inospitale. Nonostante ciò, il sentimento che domina largamente fra le creature che popolano questo mondo è la rassegnazione. Non si può fare nulla per modificare la natura particolarmente pericolosa dell’Immoto, l’unica cosa ragionevole da fare è cercare di limitare i danni e sopravvivere il più possibile.

Non tutte le creature che abitano l’Immoto, però, sono umani. Una notevole minoranza, discriminata e isolata, è composta dagli Orogeni, creature umane in tutto e per tutto, ma in grado di controllare i movimenti della Terra, seppur in minima parte, e i materiali che produce, come i metalli. La loro magia, l’Orogenia, viene usata per contrastare le catastrofi naturali e viene addestrata in luoghi particolari dove vengono portati tutti i bambini che dimostrano un talento per l’uso di questa magia. Gli Orogeni, dunque, volgono un ruolo fondamentale nell’Immoto, ma come ricompensa ottengono solo diffidenza e timore perché sono creature diverse, pericolose, sconosciute.

Seguiamo la storia di tre donne, una bambina, una giovane Orogena che viene affidata ad un mentore, e ad una donna che cerca di ritrovare la propria figlia. Ben presto si scopre che le loro storie sono più intrecciate di quello che sembrano, ma non è l’obiettivo della mia recensione di oggi. Potrei parlavi delle altre creature magiche che popolano questo libro, di come gli Orogeni non siano gli unici con una particolare sintonia con la Terra, e nemmeno i più potenti. Nemmeno questo, però, è l’obiettivo di questa recensione.



bam pow — some fanart for The Fifth Season/The Obelisk Gate...

Quello che io vorrei riuscire a trasmettervi è la sensazione di disperazione che pervade il libro. La Quinta Stagione è per chi ha lo stomaco forte: in un mondo così crudele e così estremo è ovvio che gli istinti che prevalgono sono quelli più biechi ed egoisti. L’uomo pensa solo alla propria sopravvivenza e guarda con sospetto chi ha un vantaggio su di lui, come l’Orogenia. Non c’è limite al peggio, non c’è nessuno scrupolo dettato dalla moralità o dalla giustizia, c’è solamente la legge della sopravvivenza. ‘Io sopravvivo perché ho questo, poco importa se devo sterminare una comunità per ottenerlo o cibarmi dei miei simili per vivere un giorno in più’.

Non esiste una legge, esistono solamente fame, sete, sonno, la necessità di avere un tetto sopra la testa, di avere un corpo caldo a fianco. Chi è utile sopravvive e viene accolto in una comunità, chi non sa fare nulla di fondamentale viene abbandonato a sé stesso, ‘meglio a te che a me’.

Un mondo crudele, genera persone crudeli.

Potrei stare qui ore a parlarvi di come questo libro scuota nel profondo ogni lettore, di come descriva senza mezzi termini i più bassi desideri umani e le più terribili forme di violenza, ma alla fine ogni parola sarebbe inadeguata. Stupri, violenza, discriminazione, pedofilia, ricatti, cannibalismo, furto, opportunismo… Leggete e capirete.

E’ l’inizio folgorante di una nuova serie che senza dubbio turberà i più così come ha turbato me. L’unica pecca è che è davvero un po’ confuso e io ho fatto molta fatica a destreggiarmi tra creature diverse, obelischi, magia, luoghi, i diversi tipi di narrazione… Insomma, poteva essere strutturato in maniera forse più ordinata, ma il sottostrato rimane: questo libro è un orrore sconvolgente. Originale, ben scritto, un po’ confuso e impossibile da leggere con indifferenza.

Non so francamente dirvi se mi sia piaciuto, perché è talmente pieno di odio ed orrore che trovo difficile dargli un voto. Leggerò sicuramente il secondo, ma ora come ora non me la sento di dargli un giudizio e di classificarlo: mi sembrerebbe terribilmente inadeguato. Perdonatemi, ma sono davvero bloccata in tal senso.

Se qualcuno di voi l’ha letto, sarei più che felice di discuterne!

Lasciatemi qui sotto cosa ne pensate e a presto!
Rainy

2 commenti:

  1. Io invece non l'ho trovato confuso: sì, ci sono tante cose, personaggi, elementi ecc ecc, ma trovo che la Jemisin li inserisca in corso di lettura, senza spiegoni, e uno li impara senza capire come ^^" Comunque sono felicissima di aver trovato un'altra fan dell'autrice, è veramente un grande talento e deve essere conosciuta ovunque!!!

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    1. Il mondo è bello perchè è vario! Non vedo l'ora di leggere il secondo ^^

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Mi farebbe davvero piacere sapere cosa ne pensate :3 Lasciatemi un commentino se vi va!