9 aprile 2021

Recensione: 'Il Rintocco' (Trilogia della Falce #3) - Neal Shusterman

Amici, sedetevi, perchè questo sarà un lungo viaggio. 

Allora, ci siamo lasciati con Thunderhead, un libro che di interessante aveva giusto Greyson e che anziché colmare i buchi di trama creati da Falce, li lasciava intatti o addirittura li allargava. Falce, invece, era un buon inizio, ma claudicante e questa zoppia è stata interamente trasportata al secondo ed è culminata ne Il Rintocco, di cui parliamo oggi. Ringrazio Nia per aver organizzato l'evento e la CE per la copia in anteprima!


Trama:



Da tre anni Citra e Rowan sono scomparsi: da quando cioè la falce Goddard ha assunto il potere e il Thunderhead si è chiuso in un silenzio che solo Greyson Tolliver riesce a infrangere. La città-isola di Endura, il “cuore pulsante” della Compagnia delle falci, è perduta, affondata per sempre nelle acque dell’oceano, e con lei le Grandi falci. Davvero sembra che ormai nulla possa impedire il dominio assoluto di Goddard, nominato Suprema Roncola della MidMerica. E, mentre gli echi della Grande Risonanza scuotono ancora il cuore della Terra, la domanda è una sola: c’è ancora qualcuno in grado di fermare il tiranno? Gli unici a saperlo sono la Tonalità, il Rintocco e il Tuono.













Recensione:


Questa serie è una trilogia fantasy YA della peggior specie: scritta benino, ma che prende in giro i lettori pensando che non colgano le molteplici incoerenze che ci sono. 

Ma è proprio di (in)coerenza che vorrei parlare oggi, perchè è quella che manca completamente ne Il Rintocco e di conseguenza nell’intera serie. In che senso?


I Personaggi

Dimenticate Citra, Rowan e Greyson perchè quelli che troviamo nel Rintocco non sono più loro. Greyson in particolare è quello che subisce l’involuzione peggiore, passando da ragazzo insicuro e realistico a santone incorruttibile, moralmente integerrimo, sempre una spanna sopra gli altri e persino sopra il Thunderhead. Menzione di disonore anche per Faraday che non ha più nulla dell’intraprendenza di un tempo ed è ridotto ad una macchietta di sé stesso.

Il problema che Shusterman si porta dietro dall’alba dei tempi, e cioè categorizzare eccessivamente i personaggi dividendoli in ‘buoni che più buoni non si può, sempre, in ogni situazione’ e ‘cattivi, cattivissimi senza nessun motivo se non il desiderio di potere a caso’, viene portato all’estremo in questo libro. I personaggi sono così chiaramente divisi e omologati a una di queste due categorie che fanno quasi ridere per la loro prevedibilità e anche quando Shusterman tenta di introdurre delle sfaccettature in uno di loro, questo tentativo è raffazzonato e stona con tutto quello che si è detto in precedenza (vedi Madame Rand). In una parola? Incoerenza.


Il Senso

Più andavo avanti con la lettura più, francamente, mi chiedevo che senso avesse quello che stavo leggendo. Troppe sono le volte dove i protagonisti si comportano in maniera assolutamente illogica (per ben due volte ad Anastasia vengono nascoste delle informazioni perchè “Sì, ho avuto notizie. Però non posso rivelarle nulla, dovesse anche supplicarmi.”; pagina 258), troppe sono le volte dove i personaggi fanno deduzioni che definire creative sarebbe generoso e decisamente troppe sono le volte dove Shusterman si affida a espedienti troppo comodi per cavarsi d’impiccio da situazioni difficili. Siamo a questi livelli?


8 aprile 2021

Recensione: 'Piranesi' - Susanna Clarke

Buongiornissimo!

Oggi parliamo del libro più popolare di febbraio 2021 ahahah. Ho un po’ di cose da dire e alcune riflessioni da fare, quindi partiamo senza indugio.


Trama



Piranesi vive nella Casa. Forse da sempre. Giorno dopo giorno ne esplora gli infiniti saloni, mentre nei suoi diari tiene traccia di tutte le meraviglie e i misteri che questo mondo labirintico custodisce. I corridoi abbandonati conducono in un vestibolo dopo l’altro, dove sono esposte migliaia di bellissime statue di marmo. Imponenti scalinate in rovina portano invece ai piani dove è troppo rischioso addentrarsi: fitte coltri di nubi nascondono allo sguardo il livello superiore, mentre delle maree imprevedibili che risalgono da chissà quali abissi sommergono i saloni inferiori.

Ogni martedì e venerdì Piranesi si incontra con l’Altro per raccontargli le sue ultime scoperte. Quest’uomo enigmatico è l’unica persona con cui parla, perché i pochi che sono stati nella Casa prima di lui sono ora soltanto scheletri che si confondono tra il marmo.

Improvvisamente appaiono dei messaggi misteriosi: qualcuno è arrivato nella Casa e sta cercando di mettersi in contatto proprio con Piranesi. Di chi si tratta? Lo studioso spera in un nuovo amico, mentre per l’Altro è solo una terribile minaccia. Piranesi legge e rilegge i suoi diari ma i ricordi non combaciano, il tempo sembra scorrere per conto proprio e l’Altro gli confonde solo le idee con le sue risposte sfuggenti. Piranesi adora la Casa, è la sua divinità protettrice e l’unica realtà di cui ha memoria. È disposto a tutto per proteggerla, ma il mondo che credeva di conoscere nasconde ancora troppi segreti e sta diventando, suo malgrado, pericoloso.

Susanna Clarke, autrice fantasy fra le più acclamate, torna in maniera trionfale con un nuovo, inebriante romanzo ambientato in un mondo da sogno intriso di bellezza e poesia.


Recensione


Piranesi ha rotto l’internet, oserei dire. Non ricordo infatti un’altra uscita Mondadori che sia stata così celebrata, così diffusa, così sulla bocca di tutti tranne qualche eccezione. Sembrava che dovesse essere il libro dell’anno seppur ben poche persone avessero letto Jonathan Strange & Il Signor Norrell e dunque conoscessero già la scrittura di Susanna Clarke.


Io che invece ho letto e abbandonato Strange & Norell per noia temevo una cocente delusione. Per fortuna, non è andata così. 


Piranesi, ormai lo sanno tutti, parla di questa figura - Piranesi, appunto - e della sua vita all’interno della Casa, uno spazio labirintico e onirico fatto di ampi saloni, statue gigantesche e misteriose reliquie che apparentemente è infinito. Un numero imprecisato e inimmaginabile di saloni tutti uguali si sussegue e si sviluppa su tre livelli: il livello superiore ospita folte coltri di nubi e di stelle, il livello inferiore presenta vasti mari e il livello di mezzo è l’unico abitabile. Proprio qui vivono gli unici due occupanti della casa: Piranesi, uomo profondamente devoto alla Casa che vive con quello che quest’ultima gli offre ed esplorandola, e l’Altro, sempre ben vestito, scostante e altezzoso figuro che conduce delle misteriose ricerche all’interno della Casa. Inutile dire che le attività quotidiane di Piranesi verranno un giorno bruscamente interrotte da un evento del tutto inaspettato che da il via al libro.


2 aprile 2021

TBR: Aprile 2021

Ma buongiorno, amici e amiche!!

Ormai sapete benissimo cosa ci aspetta a inizio mese, quindi come sempre non mi dilungo. Listone della spesa, here we go!

- USCITE ITALIANE -

00. La Catena di Ferro (The Last Hours #2) - Cassandra Clare


La speranza è una prigione. La verità la chiave che la apre. A osservarla da lontano, la vita di Cordelia Carstairs sembrerebbe perfetta. Che altro potrebbe desiderare infatti la giovane donna? È fidanzata con James Herondale, uno degli scapoli più ambiti di Londra, che oltretutto è proprio il ragazzo di cui da sempre è disperatamente innamorata. Ha iniziato una vita nuova ed eccitante a Londra, insieme alla sua migliore amica Lucie Herondale e agli affascinanti amici di James, gli Allegri Compagni. Per di più, sta per riunirsi con l'amato padre e ha con sé Cortana, la leggendaria spada che la sua famiglia si trasmette di generazione in generazione. Purtroppo, però, la realtà è ben diversa, e certo molto meno entusiasmante. Per prima cosa, il suo imminente matrimonio con James non è altro che una farsa, organizzato soltanto per salvare la reputazione di entrambi. James, poi, è innamorato della misteriosa Grace Blackthorn, sorella inconsolabile di Jesse, un ragazzo morto anni addietro a causa di un terribile incidente. Per non parlare di Cortana: ogni volta che cerca di utilizzarla, Cordelia si ritrova i palmi delle mani bruciati. Suo padre, inoltre, è molto diverso dall'uomo che conosceva, ora è molto più amareggiato e incattivito. Come se non bastasse, un assassino seriale sta prendendo di mira gli Shadowhunter di Londra. Complice l'oscurità, pugnala indisturbato le sue vittime e poi sparisce, senza lasciare traccia. Insieme agli Allegri Compagni, Cordelia, James e Lucie percorrono in lungo e in largo le strade più pericolose della città per seguire le orme dell'assassino. Ma i segreti che ciascuno custodisce gelosamente rischiano di vanificare tutti i loro sforzi...

DATA DI USCITA: 27 aprile



01. Il Ritratto di Oscar Wilde - Mondadori DRAGHI


Dal romanzo, con la storia di culto del Ritratto di Dorian Gray, al teatro, con commedie brillanti come L’importanza di chiamarsi Ernesto, fino alla favola e alla poesia: Oscar Wilde ha lasciato il suo segno – il segno del genio – in ogni genere della letteratura. Questo ricco volume raccoglie i suoi testi più amati, restituendo l’immagine a tutto tondo di un grande artista e un grande uomo.

DATA DI USCITA: 13 aprile











02. Crush - Tracy Wolff


Sembra una mattinata qualunque alla Katmere Academy, mentre Grace si fa strada fra streghe, vampiri, draghi e licantropi per andare a lezione. Eppure, poco dopo, si rende conto che i suoi compagni la fissano più del solito, che le occhiate insistenti la accompagnano in giro per la scuola a ogni passo. E nel giro di qualche istante scopre che quegli sguardi non sono dovuti solamente al fatto che è la ragazza di Jaxon, il principe dei vampiri: negli ultimi quattro mesi, a sua insaputa, è rimasta pietrificata in forma di gargoyle. Lo shock della rivelazione è grande, ma ancora peggio è venire a sapere che Hudson, lo spietato fratello di Jaxon, potrebbe ancora nascondersi da qualche parte, pronto a fare del male a chiunque. Come se tutto ciò non bastasse, Grace comincia a sentire che qualcosa dentro di lei non va, che in qualche modo il legame con Jaxon è stato compromesso, forse dalla sua nuova natura, o forse da qualcosa di più oscuro. E benché lui si dichiari disposto ad aspettarla in eterno, se necessario, la ragazza riuscirà a tornare ad amare con tutta se stessa il vampiro che le ha rubato il cuore?

DATA DI USCITA: 6 aprile







03. Shadowhunters The Dark Artificies COFANETTO - Cassandra Clare


NB: Il cofanetto contiene l'intera trilogia, quindi Signora della Mezzanotte, Signore delle Ombre e Regina dell'Aria e delle Tenebre. Costo 50€.

Los Angeles 2012. Sono passati cinque anni da quando Emma Carstairs ha perso i genitori ed è diventata una talentuosa Shadowhunter. Accanto a lei il suo parabatai, Julian Blackthorn, al quale la lega un sentimento che la Legge degli Shadowhunters non ammette. E che potrebbe distruggere entrambi.

DATA DI USCITA: 13 aprile







30 marzo 2021

Review Party: 'Rovina e Ascesa' (Grishaverse #3) - Leigh Bardugo

Buongiorno, amici!

Ce l’abbiamo fatta: siamo qui per recensire l’ultimo capitolo della grande serie che è stata il Grishaverse. Se mi avete seguito in questo viaggio meraviglioso, siamo finalmente giunti all’ultimo atto. 

Se invece è la prima volta che leggete il mio parere su questa serie, permettetemi di rimandarvi alla recensione dei primi due capitoli, Tenebre e Ossa e Assedio e Tempesta. 


Ringrazio la CE Mondadori per avermi permesso di organizzare l’evento e ringrazio le fantastiche compagne di viaggio che mi hanno accompagnato attraverso il secondo e il terzo libro, love a tutte voi!


Un bel respiro e iniziamo!


Trama



“Disprezza il tuo cuore.” Era quello che volevo. Non volevo più essere in lutto, soffrire per qualche perdita o per i sensi di colpa, o per la preoccupazione. Volevo essere dura, calcolatrice. Volevo essere impavida. Fino a poco prima mi era sembrato possibile. Ora ne ero meno sicura.


L’Oscuro ha ormai esteso il suo dominio su Ravka grazie al suo esercito di creature mostruose. Per completare i suoi piani, gli manca solo avere nuovamente al suo fianco Alina, la sua Evocaluce.


La giovane Grisha, anche se indebolita e costretta ad accettare la protezione dell’Apparat e di fanatici che la venerano come una Santa, non ha perso però le speranze: non tutto è perduto, sempre che un certo principe, sfacciato e fuorilegge, sia sopravvissuto, e che lei riesca a trovare la leggendaria creatura alata di Morozova, la chiave per liberare l’unico potere in grado di sconfiggere l’Oscuro e distruggere la Faglia. Per riuscirci, la potente Grisha dovrà tessere nuove alleanze e mettere da parte le vecchie rivalità. Nel farlo, verrà a conoscenza di alcuni segreti del passato dell’Oscuro che getteranno finalmente luce sulla natura del legame che li unisce e del potere che l’uomo esercita su di lei.


Con una nuova guerra alle porte, Alina si avvia verso il compimento del proprio destino, consapevole che opporsi all’ondata di crescente oscurità che lambisce il suo paese potrebbe costarle proprio quel futuro per cui combatte da sempre.



Recensione:


Bisogna subito mettere in chiaro che ho un grande debito nei confronti di questo libro e sono qui per saldarlo. Come ormai avrete capito, infatti, questa era una rilettura, rilettura di un libro che ho letto in inglese e controvoglia due anni fa, quando dato il mio livello di inglese di allora sarebbe stato meglio non farlo.

Morale della favola, all’epoca l’ho apprezzato davvero poco e la mia recensione è stata piuttosto tiepida. Il sentimento che prevaleva era il sollievo per aver finalmente concluso la trilogia, ma la scrittura di Leigh Bardugo era sicuramente troppo difficile per la sottoscritta di due anni fa e dunque il mio parere è stato inevitabilmente falsato a causa della barriera linguistica.


Il libro che mi era parso così pesante in inglese, è volato via in due giorni nella mia lingua madre e quindi oggi sono qui a pagare pegno e ad ammettere che la mia vecchia recensione non riflette più il mio parere su Rovina e Ascesa. Come con il secondo capitolo, quindi, andrò a riprendere stralci di quella recensione e a commentari in virtù di questa rilettura. 


La prima e più vecchia recensione verrà poi definitivamente eliminata. Perdonami, Leigh, non sapevo quello che facevo.



Se siete freschi di Assedio e Tempesta, sapete dove ci siamo lasciati: Alina è nelle mani dell’Apparat, nascosta dall’Oscuro che guadagna forza e potere e consolida sempre più il suo controllo su Ravka. E’ indebolita, senza poteri, reduce da un sacrificio senza precedenti che le ha fatto capire l’enorme prezzo che esercitare la magia della creazione della vita richiede e, sempre più isolata, non può che tentare di recuperare le forze prima di andare a cercare il terzo amplificatore di Morozova, l’uccello di fuoco, unica arma che pare la renderebbe sufficientemente forte da sconfiggere il nemico. 


Bene, cosa pensavo due anni fa di questo libro?


Come ogni libro finale che si rispetti, naturalmente, la trama deve evolversi dal punto di stallo che si è (inevitabilmente) creato alla fine del secondo libro per condurre al lieto fine spargendo un po’ di sangue qua e la e uccidendo qualche personaggio così, per far soffrire i lettori.”


E’ vero: questa serie non è recente, quindi presenta tutti i punti salienti dello sviluppo di trama classico di un fantasy. L’abbiamo già detto e rimane vero e questo terzo libro non fa eccezione. C’è la risoluzione dello stallo, c’è il viaggio finale che traghetta al lieto fine più o meno sofferto, ci sono gli inevitabili sacrifici lungo il cammino. La pecca aggiuntiva di questo finale è che c’è ancora molta carne al fuoco e ahimè il libro conta solamente 288 pagine. Molte sono le cose che vengono risolte nel corso del libro e i nodi vengono al pettine in maniera precisa, ma spesso troppo affrettata. E’ quindi un libro frettoloso in alcuni punti, spesso anche parecchio, e con risoluzioni a volte un po’ improbabili o fantasiose, ma d’altronde non potrebbe essere altrimenti data la sua lunghezza.


28 marzo 2021

Recensione: 'Echi in Tempesta' (L'Attraversaspecchi #4) - Christelle Dabos

Buondì, amici e…

Ci siamo, stiamo per parlare di Echi in Tempesta e del caos che ha fatto esplodere su Instagram.


Echi in Tempesta è il libro conclusivo che tutti aspettavano. Iper famoso, iper desiderato e iper conosciuto. Il giorno dell’apertura delle prevendite, poi, ricordo il panico che si è scatenato per il libro viola e l’eccitazione che serpeggiava per tutto il bookstagram.


E poi? Poi è arrivato, tutti l’hanno letto ed è stato - per dirla con dolcezza - massacrato. Sembrava che a nessuno fosse piaciuto questo finale e io, che all’epoca dovevo ancora leggere La Memoria di Babel, ho iniziato a preoccuparmi; o almeno mi sono preoccupata fino all’altro giorno, quando ho letto l’ultima riga di Echi in Tempesta e ho finalmente concluso la serie.


Trama



Nell’ultimo avvincente capitolo della saga, Christelle Dabos ci trasporta, con la potenza suggestiva del suo ritmo incalzante, in un grande gioco di fantasia avvinto alle vicende fin troppo umane dei suoi protagonisti. Ofelia e Thorn affrontano un universo colmo di allegorie e di realtà interiori profonde, di orizzonti antichi e di sentimenti nuovi, fino a scovare la verità che da sempre è nascosta dietro lo specchio.


Crollati gli ultimi muri della diffidenza, Ofelia e Thorn si amano ormai appassionatamente. Tuttavia non possono farlo alla luce del sole: la loro unione deve infatti rimanere nascosta perché possano continuare a indagare di concerto sull’indecifrabile codice di Dio e sulla misteriosa figura dell’Altro, l’essere di cui non si conosce l’aspetto, ma il cui potere devastante continua a far crollare interi pezzi di arche precipitando nel vuoto migliaia di innocenti. Come trovare l’Altro, senza sapere nemmeno com’è fatto? Più uniti che mai, ma impegnati su piste diverse, Ofelia e Thorn approderanno all’osservatorio delle Deviazioni, un istituto avvolto dal segreto più assoluto e gestito da una setta di scienziati mistici in cui, dietro la facciata di una filantropica clinica psichiatrica, si cela un laboratorio dove vengono condotti esperimenti disumani e terrificanti. È lì che si recheranno i due, lì scopriranno le verità che cercano e da lì proveranno a fermare i crolli e a riportare il mondo in equilibrio.


Recensione: 


Sicuramente Echi in Tempesta non è un libro perfetto e alcuni dei motivi per cui tanti lettori ne sono rimasti delusi sono fondati, altri meno. Iniziamo dai motivi per cui Echi è in effetti un libro che poteva essere migliore…


E’ innanzitutto particolarmente confuso. Abbiamo lasciato Ofelia e Thorn alle prese con il crollo delle Arche che sta accelerando sempre di più e che minaccia di far cadere il loro mondo nel vuoto. Non hanno trovato l’Altro, non hanno capito quasi nulla della sua vera natura e ben poco di quella di Dio, Eulalia, dunque ancora molti sono gli interrogativi.

Beh, la risoluzione dell’inghippo funziona, ma è particolarmente confusionaria e sicuramente si nota un cambio di passo tra i primi due libri della serie e gli ultimi due per quanto riguarda la scrittura. La Dabos - mi è stato detto - ha più volte dichiarato che non sapeva bene come far finire la serie e questo quarto libro che dovrebbe chiarificare l’intera storia delle Arche, di Dio e dell’Altro è in realtà caotico e spesso difficile da seguire. Io stessa ho dovuto rileggere alcuni passaggi più volte per capirli.



Un altro punto negativo è che se una delle più grandi ricchezze dei libri precedenti era la presenza di tanti personaggi e molteplici sottotrame, in questo volume conclusivo vengono quasi totalmente dimenticati. In particolare le sottotrame, penso a quella di Vittoria per esempio, assumono un ruolo del tutto irrilevante e vengono liquidate in poche semplici righe, con risoluzioni abbastanza deludenti per chi si aspettava chissà quale geniale sviluppo (me inclusa). Che l’autrice abbia dovuto finire la serie di fretta sotto la crescente pressione del suo editore? Può darsi e sicuramente spiegherebbe perché una dimensione così ricca e interessante che aveva caratterizzato i libri precedenti è stata trascurata a tal punto.


Qua però essenzialmente si fermano le mie remore con Echi in Tempesta.


25 marzo 2021

Review Party: 'Il Regno di Rame' (Trilogia di Daevabad #2) - S. A. Chakraborty


Buongiornissimo, kaffè e kissini, amici.

In sostanza… Oggi parliamo di una delusione, purtroppo. Sapete che il primo mi era piaciuto abbastanza (qui la recensione) e sapete che aspettavo con ansia di poter sapere qualcosa di più di questo universo. Peccato che Il Regno di Rame, secondo libro della trilogia ispirata al mondo arabo della Chakraborty, sia stato per me una grande delusione e ora vi spiego sostanzialmente perché.


Ringrazio Nia per aver organizzato pazientemente l’evento e ringrazio la CE Mondadori per la copia in anteprima.


Trama



La vita di Nahri è cambiata per sempre nel momento in cui ha accidentalmente evocato Dara, un misterioso jinn. Fuggita dalla sua casa al Cairo, si è ritrovata nell'abbagliante corte reale di Daevabad, immersa nelle cupe conseguenze di una battaglia devastante, e lì ha scoperto di aver bisogno di tutto il suo istinto truffaldino per sopravvivere. Anche se accetta il suo ruolo ereditario, sa di essere intrappolata in una gabbia dorata, controllata da un sovrano che governa dal trono che una volta apparteneva alla sua famiglia: basterà un passo falso per far condannare la sua tribù. Nel frattempo, Ali è stato esiliato per aver osato sfidare suo padre. Braccato dagli assassini, è costretto a fare affidamento sui poteri spaventosi che gli hanno donato i marid. Così facendo, però, minaccia di portare alla luce un terribile segreto che la sua famiglia ha tenuto nascosto a lungo. Intanto, nel desolato nord, si sta sviluppando una minaccia invisibile. È una forza capace di portare una tempesta di fuoco proprio alle porte della città. Un potere che richiede l'intervento di un guerriero combattuto tra un feroce dovere a cui non potrà mai sottrarsi e una pace che teme di non meritare mai.







Recensione:


Amici, amici. Aiuto.


L’unica cosa che mi sento di dire di questo libro è boh, raga, ma prima permettetemi di darvi qualche dettaglio.



Il Regno di Rame
è ambientato cinque anni dopo la fine de La Città di Ottone e troviamo la nostra solita triade di eroi - Nahri, Ali e Dara - dove li abbiamo lasciati, o quasi. 

Ali deve fare i conti con dei nuovi strabilianti poteri acquisti dai perfidi Marid alla fine del primo libro e come se non bastasse è stato esiliato e mandato a morire lontano da casa. E’ proprio qui però che si unisce ad una tribù che non ha particolarmente in simpatia suo padre o la famiglia reale, pian piano ritagliandosi un nuovo posto nel mondo.

Dara è vivo, ma deve fare i conti con nuovi poteri che lo turbano profondamente. Si è unito un po’ controvoglia e un po’ no a Manizheh, madre di Nahri e Banu Nahida a sua volta, che progetta di detronizzare il padre di Ali.

Nahri, infine, è incastrata nel matrimonio con Munthadir, figlio dell’emiro Ghassan e tenta di destreggiarsi in questa nuova vita tra i doveri coniugali, le difficoltà di dover sottostare all’imperatore di Daevabad, il ruolo di medico Nahid e il suo desiderio di portare pace e unificazione tra le tribù del regno.


Naturalmente i nostri tre protagonisti si ritroveranno ben presto e emergeranno nuovamente tutte le pecche che li avevano contraddistinti nel primo, quindi si, boh raga.


Boh, raga perchè se avevamo lasciato due personaggi maschili improbabili - un daeva letale pericolosissimo cattivissimo con l’intelligenza di un cassetto e un principino viziato e bigotto - li ritroviamo qui a piena forza, più determinati che mai ad odiarsi e a comportarsi da persone immature. Ali torna il bigotto inflessibile e Dara torna il bambino ingenuo e impulsivo senza uno straccio di spina dorsale. 

18 marzo 2021

Recensione: 'Circe' - Madeline Miller

Buongiorno, belli di zia!

Oggi paliamo di un altro libro incredibile, che mi è piaciuto moltissimo e che ho decisamente aspettato troppo a leggere. Mitologia greca, there we go!


Trama


Ci sembra di sapere tutto della storia di Circe, la maga raccontata da Omero, che ama Odisseo e trasforma i suoi compagni in maiali. Eppure esistono un prima e un dopo nella vita di questa figura, che ne fanno uno dei personaggi femminili più fascinosi e complessi della tradizione classica. Circe è figlia di Elios, dio del sole, e della ninfa Perseide, ma è tanto diversa dai genitori e dai fratelli divini: ha un aspetto fosco, un carattere difficile, un temperamento indipendente; è perfino sensibile al dolore del mondo e preferisce la compagnia dei mortali a quella degli dèi. Quando, a causa di queste sue eccentricità, finisce esiliata sull’isola di Eea, non si perde d’animo, studia le virtù delle piante, impara a addomesticare le bestie selvatiche, affina le arti magiche. Ma Circe è soprattutto una donna di passioni: amore, amicizia, rivalità, paura, rabbia, nostalgia accompagnano gli incontri che le riserva il destino – con l’ingegnoso Dedalo, con il mostruoso Minotauro, con la feroce Scilla, con la tragica Medea, con l’astuto Odisseo, naturalmente, e infine con la misteriosa Penelope. Finché – non più solo maga, ma anche amante e madre – dovrà armarsi contro le ostilità dell’Olimpo e scegliere, una volta per tutte, se appartenere al mondo degli dèi, dov’è nata, o a quello dei mortali, che ha imparato ad amare.



Recensione


La figura di Circe è sempre stata bistrattata nella storia. Da prostituta a malvagia incantatrice, la povera semidea se ne è sentite dire di ogni, senza mai ricevere la giusta attenzione o il giusto approfondimento, fino ad ora. La Miller si è però inserita in questo grande buco andando a colmarlo e riservando al personaggio, finalmente, la cura che merita.


Inutile dire che la figura di Circe è dolorosa, piena di sofferenza e paradossalmente di fragilità laddove non dovrebbe. Circe è infatti una titana, figlia di Elios, divinità del sole, e la sua vita è per gran parte caratterizzata dalla sottomissione. Sottomissione in quanto titana, eternamente seconda agli Dei che fanno capo a Zeus, sottomissione in quanto figlia meno gradita di Elios e sottomissione in quanto apparentemente priva di ogni potere e dunque impotente, che nel suo mondo è sinonimo di inutile e senza valore. 


Il libro della Miller ci vuole quindi narrare la rinascita e la rivalsa di una creatura divina che però è terribilmente fragile e umana nella sua profonda insicurezza. Sempre messa in secondo piano, perennemente denigrata o ignorata, Circe è in realtà una donna da sempre alla ricerca del suo posto nel mondo.


Potrei passare ore a spiegarvi come la sorte non dia tregua a Circe nemmeno per un istante e come le sue debolezze terribilmente umane la portino a compiere un errore fatale che la farà esiliare per sempre su un’isola che diverrà tutto ciò che le è permesso conoscere. Potrei parlarvi dei molti incontri che farà su quella sua isola, dei viaggiatori che giungeranno da lei e degli ospiti sgraditi che le imporranno la propria presenza, ma non lo farò. 


Quello che vorrei riuscire a trasmettervi, infatti, è quanto struggente e allo stesso tempo affascinante sia questa storia. La Miller è riuscita con un’accuratezza mitologica perfetta, che non lascia spazio a dubbi e che è sicuramente frutto di una lunga ricerca, a ricostruire una storia e a ridare dignità ad un personaggio perennemente snobbato. La Circe della Miller è continuamente in preda a forze più grandi di lei, mai abbastanza potente e mai abbastanza sveglia, ma è anche una donna che impara a conoscersi e ad accettarsi e pian piano si ritaglia il proprio posto nella storia, reclamando la propria vita con le unghie e con i denti.


17 marzo 2021

Review Party: 'Wilder Girls' (Wilder Girls #1) - Rory Power


Buongiornissimo, kaffè, amici! 

Come andiamo? Come sta andando questa zona rossa incredibile? Uff…


Per fortuna ci sono le buone letture che ci fanno compagnia e proprio una di queste è Wilder Girls!

Se vi siete persi la prima parte dell’evento, l’approfondimento sulla nascita dell’horror per ragazzi, lo trovate linkato. Io ne approfitto per ringraziare nuovamente la CE Mondadori per la copia in anteprima e Nia per aver organizzato tutto.


Senza ulteriore indugio…


Trama


"Un altro rumore dalla macchia e poi di nuovo silenzio. La strada è vuota. Io tengo il mio fucile sollevato, non si sa mai; il mirino davanti all'occhio sinistro. L'altro occhio è morto, è diventato cieco durante una crisi. La palpebra superiore si è chiusa fondendosi con quella inferiore, e sotto sta crescendo qualcosa. E così per tutte, qui. Siamo malate e strane, e non sappiamo perché". Da quando il loro collegio è stato messo in quarantena, Hetty, Byatt e Reese, e le loro compagne di scuola, sono barricate nell'istituto, su un'isola al largo della costa americana. Un'epidemia sconosciuta, infatti, ha incominciato a diffondersi. Tutto è incominciato piano piano. Prima sono morte le insegnanti, una dopo l'altra. Poi sono state infettate le studentesse, che hanno visto trasformare i loro corpi in qualcosa di strano e alieno. Da allora è passato un anno e mezzo e le ragazze, tagliate fuori dal resto del mondo e costrette a badare a loro stesse, non osano spingersi oltre le cancellate del collegio, dato che l'epidemia si è propagata nella foresta circostante rendendola un luogo pericoloso e inospitale. Quel che sanno è che devono cercare di restare vive il più a lungo possibile, in attesa della cura che è stata loro promessa. Ma quando Byatt sparisce, Hetty decide di tentare il tutto per tutto pur di trovarla, anche se questo significa violare la quarantena e andare incontro agli orrori che potrebbero esserci oltre il cancello. Dopotutto la ragazza non ha altra scelta: Byatt è la sua più cara amica e gli amici si proteggono sempre l'un l'altro. Ma quando mette in atto il suo piano, Hetty scopre che dietro a ciò che sta sconvolgendo le loro vite c'è molto di più, più di quello che avrebbe mai potuto immaginare.


Recensione


Possiamo ammettere tutti insieme che ci voleva una pausa da questi fantasy? Si? Molto bene. Sapete quanto io ami il fantasy in ogni sua declinazione o quasi, ma in effetti ultimamente sto leggendo solo quel genere e una pausa era più che doverosa.


Quindi no, Wilder Girls non è un fantasy, ma un horror (circa) particolarmente violento. Dico ‘circa’, perchè se come me siete degli inguaribili fifoni questo libro non fa paura, non impedisce di dormire la notte, non rischia di perseguitarvi negli anni a venire. Niente di tutto ciò, ma andiamo con ordine.


Wilder Girls è la storia della scuola femminile di Raxter, un’isola a poca distanza da Camp Nash, nel Maine. Cos’ha di particolare? Beh, che a Raxter esiste un parassita letale, il Tox (veleno, in latino), che lentamente intacca tutto ciò che vive sull’isola, partendo dalle creature più deboli quali piccoli animali e fiori, per poi estendersi anche a orsi, cervi e umani una volta diventato sufficientemente forte. La scuola femminile di Raxter è perciò in quarantena da un anno e mezzo e le sue occupanti hanno sviluppato strane mutazioni fisiche e si sono dovute abituare ad uno stile di vita nuovo, in continua lotta con la malattia che corrompe tutto ciò che le circonda, razionando le poche provviste che vengono mandate sull’isola dalla terraferma e combattendo ogni giorno per non soccombere alle crisi causate dal Tox. Come se non bastasse, le tre protagoniste che seguiamo - Hetty, Reese e Byatt - scoprono molto presto che numerosi segreti si celano entro i confini dell’isola, segreti oscuri che hanno a che fare con l’origine della malattia.


Prima informazione fondamentale: questo libro non è uno stand-alone, ma il primo di una duologia ed è molto corto (250 pagine circa), quindi vola via in un attimo e se davvero volete fare una pausa dai generi che leggete solitamente per tuffavi nell’horror, Wilder Girls fa per voi.


Più che horror, però, come dicevo, è un libro estremamente atmosferico, dove le protagoniste e le loro colleghe studentesse sono state costrette da cause di forza maggiore a riconsiderare la propria vita. 



Immaginatevi un’isola divenuta inospitale, dove ogni creatura contagiata dal Tox è trasformata in una bestia assetata di sangue che non pensa ad altro se non alla propria sopravvivenza. 

Immaginate una scuola dove ogni ragazza ha contratto una malattia misteriosa che le espone a terribili e dolorose mutazioni di ogni genere che vanno periodicamente peggiorando. C’è chi ha perso l’uso di un occhio, chi ha visto strane squame iniziare a crescere sulla propria pelle, chi si è accorta di avere strane protuberanze o vesciche purulente che il giorno prima non c’erano, chi ha sviluppato arti aggiuntivi. 

Immaginatevi delle razioni di cibo che arrivano a cadenza regolare, ma sempre in quantità minori e che costringono le giovani ragazze a razionarle e a soffrire la fame per lunghi periodi aggrappandosi alla fragile promessa che sulla terraferma qualcuno sta lavorando per trovare una cura al Tox. 

Questo libro è quindi horror in questo senso: è cruento e spietato, descrive le cose esattamente come sono e non disdegna un po’ di sangue. L’isola di Raxter è un ambiente estremamente inospitale, privo di conforto o speranza. Le ragazze sono sole al mondo, abbandonate da tutti e in continua lotta con un qualcosa che è infinitamente più subdolo e potente di loro. Non avrebbe avuto molto senso, quindi, indorare la pillola e l’autrice non ci prova nemmeno: la vita delle studentesse è violenta e ognuna di loro è egoisticamente pronta a sacrificare le altre per salvare sé stessa essendo cresciuta in un ambiente che non esiterebbe a fare lo stesso. Perdere il controllo o commettere un errore significano morte.


13 marzo 2021

Blog Tour: L'HORROR PER RAGAZZI, da IT a Piccoli Brividi a Wilder Girls


Buongiorno, amici lettori! 

Vi do un caloroso benvenuto alla prima parte dell’evento dedicato a Wilder Girls che ci terrà compagnia oggi e la prossima settimana - il 17 marzo. Un doppio appuntamento per parlare meglio di questo libro originale e che rappresenta una piacevole pausa dai soliti fantasy.


Ringrazio la CE Mondadori per la copia in anteprima e ringrazio Nia per aver organizzato l’evento con tanta cura e attenzione.


Fanart di Susan H
Senza indugio, quindi, andiamo a chiacchierare un po’ dell’ evoluzione del genere horror per ragazzi.

Devo ammettere che io non sono una grandissima fan dell’horror, anzi. Sono una persona incredibilmente impressionabile, al punto che non riesco a vedere un film dell’orrore, perchè mi toglie il sonno. Stessa cosa vale per i libri del genere, o meglio, valeva. Questo rifiuto completo è infatti cambiato con la scoperta di IT, capolavoro di King che mi ha fatto realizzare che il genere in realtà nasconde delle perle!

Proprio tra queste, aspettava solamente di essere dato alle stampe Wilder Girls, horror per ragazzi che di horror vero e proprio ha poco, ma compensa con tanta atmosfera e tanta violenza.


Questo approfondimento vuole quindi essere un messaggio di speranza: esistono degli horror che possono essere letti anche da chi sopporta poco il genere e parlo per esperienza! L’horror può diventare accessibile, soprattutto se è dedicato ai ragazzi, ma come nasce questo sottogenere?


In realtà l’horror per ragazzi non ha una storia particolarmente lunga, perché è da sempre (logicamente) un genere dedicato prettamente agli adulti.

Tanti sono i classici della letteratura horror o con tematiche horror che sono diventati famosi, primo fra tutti Il Castello di Otranto di Walpole (1764), seguito poi da Frankenstein (1817) della Shelly, da Lo Strano Caso del Dottor Jackill e Mister Hyde (1886) di Stevenson, e naturalmente dall’opera di Poe. Nonostante dettagli macabri inizino a pervadere i racconti di mezzo mondo, il genere passa comunque in sordina ed è solo con il ‘900 che ne si ha la vera e propria esplosione.