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17 dicembre 2021

Intervista all'Autrice: Caterina Costa - Io, I Miei Mostri e Me




Buongiornissimo!

Oggi sono molto felice di proporvi l'intervista che io e le mie colleghe abbiamo ideato, sotto la guida di Valeria, e sottoposto all'autrice di Io, I Miei Mostri e Me, Caterina Costa. Trovate la recensione qui e di seguito l'intervista integrale!

Trama


Il primo libro della giovanissima Caterina Costa, instagrammer, autrice di webcomics, conosciuta tra i suoi tanti fans con lo pseudonimo di CHEIT. Un webcomics che racconta senza filtri le ansie, le paure, le inquietudini, le sofferenze dei ventenni di oggi. Un’autrice dall’enorme seguito sui social media.









L'Intervista

Ciao Caterina, prima di iniziare vogliamo ringraziarti per il tempo che ci dedicherai e farti i complimenti per il tuo lavoro.

La prima domanda che vogliamo farti è la seguente: 

- Come mai hai deciso di suddividere ogni storia in una striscia di quattro quadrati? E’ un formato che ti è stato richiesto da altri o da esigenze esterne, o che hai deciso tu in maniera indipendente? 

Forse mi sono involontariamente ispirata ad altri webcomic che ho visto negli anni, ma la ricordo come una scelta molto naturale. Inoltre, postando su Instagram, questa struttura rende molto più facile la condivisione dei miei lavori, perché la somma delle vignette quadrate è sempre un quadrato. 


- La forza del tuo lavoro è anche nella sua brevità, ma hai mai pensato di creare una storia molto più lunga, magari una graphic novel completa, partendo da una o più strisce? 

È sicuramente qualcosa che mi piacerebbe molto fare! Il primo esperimento con storie più lunghe è stato con il mio primissimo libro, Vita da Pomodoro, un’antologia realizzata insieme ad altre 6 fumettiste.

È stato molto difficile per me scrivere qualcosa di più lungo, perché in genere nei miei lavori cerco sempre di trasmettere un’emozione, una sensazione, un concetto, e per questo tipo di comunicazione la vignetta breve è ciò che più mi è congeniale. 

Al momento sto cercando di leggere più fumetti e di imparare a narrare storie più lunghe, perché penso che potrei farne qualcosa di bello! 


- Ci racconti la tua esperienza dell’Inktober e di cosa ti ha insegnato come fumettista? In futuro pensi che parteciperai nuovamente all’evento? 

Per me l’Inktober del 2018 è stato la svolta, mi ha cambiato la vita.

È iniziato tutto come un gioco, un esperimento, ma mi ha portato tante cose fantastiche.

Ho deciso di fare un fumetto al giorno anziché un’illustrazione e ho scoperto la mia vocazione! Intanto mi ha fatto capire che sono in grado di produrre tanto in poco tempo, perché le parole a cui ispirarsi uscivano il 1 ottobre e ogni giorno c’era una nuova parola da usare, io all’epoca andavo in università i giorni e da pendolare tornavo spesso a casa verso le 20. Però ce l’ho fatta! Ogni sera mi mettevo lì e creavo i miei fumetti.

È stato anche l’inizio del mio successo su internet, perché dai miei fumetti per l’Inktober è arrivata la prima ondata di lettori su Instagram.

Penso parteciperò ogni anno e spero di riuscirci ancora! 

16 novembre 2021

Blog Tour: 'Le Vite dei Santi' - Leigh Bardugo


Buongiornissimo kaffè!

Bentornati sul blog per la seconda parte dell’evento dedicata a Le Vite dei Santi della Bardugo! Nel caso ve la foste persa, ho pubblicato la recensione proprio ieri e la potete trovare qui!


Il mio compito oggi è narrarvi qualcosa di più sul genere a cui Le Vite dei Santi è ascrivibile, ossia l’agiografia!


Come si è sviluppata? Beh, continuate a leggere per scoprirlo!


Trama



Un libro imperdibile per tutti gli amanti del GrishaVerse


Direttamente dalle mani di Alina Starkov alle vostre, la riproduzione fedele della Istorii Sankt’ya, per permettervi di entrare nelle pieghe più profonde dell’amatissimo universo creato da Leigh Bardugo. Una raccolta di storie che raccontano le vite, i martirii e i miracoli dei Santi a voi più familiari, come Sankta Lizabeta delle Rose o Sankt Ilya in Catene, ma anche le vicende più strane e meno conosciute, come quelle di Sankta Ursula, Sankta Maradi e del Santo senza Stelle. Una collezione resa ancora più preziosa dalle straordinarie tavole a colori che accompagnano ogni storia.











L’Agiografia


Si sa che religione e libri sono legati a doppio filo e non sono pochi i fantasy dove si ha un sistema religioso pienamente sviluppato e intrecciato alla storia. Spesso i Santi giocano un ruolo fondamentale nella trama  e Tenebre & Ossa, di cui Le Vite dei Santi è compendio, non fa eccezione. In molti libri quindi la vita dei santi e come viene raccontata giocano un ruolo fondamentale ed è naturale quindi pensare che raccontare e ricordare la vita di quesi santi e la storia del loro martirio sia altrettanto importante. Le Vite dei Santi è difatti un esempio di agiografia, termine derivante da àgios ‘santo’ e grapheys ‘scrittore’, che identifica un genere letterario che consiste nella narrazione biografica delle - indovinate un po’ - vite dei santi.


Ma come si è sviluppato il genere dell’agiografia?


L'agiografia durante i primi secoli del cristianesimo aveva più che altro un carattere devozionale. Le prime rinvenute risalgono al II e il IV secolo, quando le più importanti Chiese cristiane iniziarono a conservare dei "martirologi" continuamente aggiornati. Erano sostanzialmente dei calendari divisi per mesi e giorni che riportavano in date precise il nome di uno o più santi e l'indicazione del luogo della loro morte. Queste liste vennero in seguito arricchite di tutte quelle notizie che spesso includevano anche una descrizione di come era avvenuto il decesso. Sono questi i cosiddetti "martirologi storici" tra cui il più famoso è quello "geronimiano", compilato nel VI secolo a Roma e falsamente attribuito a san Girolamo. 


Successivamente, si affermò l'usanza di leggere, durante la Messa, una breve storia della vita del santo di cui si celebrava il dies natalis, cioè l'anniversario della morte.


13 marzo 2021

Blog Tour: L'HORROR PER RAGAZZI, da IT a Piccoli Brividi a Wilder Girls


Buongiorno, amici lettori! 

Vi do un caloroso benvenuto alla prima parte dell’evento dedicato a Wilder Girls che ci terrà compagnia oggi e la prossima settimana - il 17 marzo. Un doppio appuntamento per parlare meglio di questo libro originale e che rappresenta una piacevole pausa dai soliti fantasy.


Ringrazio la CE Mondadori per la copia in anteprima e ringrazio Nia per aver organizzato l’evento con tanta cura e attenzione.


Fanart di Susan H
Senza indugio, quindi, andiamo a chiacchierare un po’ dell’ evoluzione del genere horror per ragazzi.

Devo ammettere che io non sono una grandissima fan dell’horror, anzi. Sono una persona incredibilmente impressionabile, al punto che non riesco a vedere un film dell’orrore, perchè mi toglie il sonno. Stessa cosa vale per i libri del genere, o meglio, valeva. Questo rifiuto completo è infatti cambiato con la scoperta di IT, capolavoro di King che mi ha fatto realizzare che il genere in realtà nasconde delle perle!

Proprio tra queste, aspettava solamente di essere dato alle stampe Wilder Girls, horror per ragazzi che di horror vero e proprio ha poco, ma compensa con tanta atmosfera e tanta violenza.


Questo approfondimento vuole quindi essere un messaggio di speranza: esistono degli horror che possono essere letti anche da chi sopporta poco il genere e parlo per esperienza! L’horror può diventare accessibile, soprattutto se è dedicato ai ragazzi, ma come nasce questo sottogenere?


In realtà l’horror per ragazzi non ha una storia particolarmente lunga, perché è da sempre (logicamente) un genere dedicato prettamente agli adulti.

Tanti sono i classici della letteratura horror o con tematiche horror che sono diventati famosi, primo fra tutti Il Castello di Otranto di Walpole (1764), seguito poi da Frankenstein (1817) della Shelly, da Lo Strano Caso del Dottor Jackill e Mister Hyde (1886) di Stevenson, e naturalmente dall’opera di Poe. Nonostante dettagli macabri inizino a pervadere i racconti di mezzo mondo, il genere passa comunque in sordina ed è solo con il ‘900 che ne si ha la vera e propria esplosione.

28 settembre 2020

'Dormire in un Mare di Stelle' - Spazio e Letteratura, da 'l'errare tra le stelle, in una stella' a Paolini


Una delle mie citazioni preferite di Leonardo Da Vinci è ‘una volta che avrete conosciuto il volo, camminerete sulla terra guardando il cielo’ e c’è da dire che il rapporto tra gli umani e questo ‘cielo immenso’ che ci sovrasta è sempre stato piuttosto stretto.

L’esplorazione dell’ignoto ha sempre avuto una particolare predilezione per il cielo e per il volo, per natura precluso alla nostra specie e dunque fortemente desiderato. Questo è uno dei motivi per cui dall’alba dei tempi lo spazio e il cielo hanno popolato canzoni, poesie, film, giochi, libri, racconti. 


Benvenuti, amici cari, alla mia tappa di approfondimento che apre il Blog Tour dedicato a Dormire in un mare di stelle di Paolini. Il mio obiettivo oggi, direi piuttosto ambizioso, è condurvi in un viaggio (non nello spazio, magari!) attraverso la storia per esplorare meglio l’indissolubile legame tra la letteratura e lo spazio profondo. Paolini infatti è ben lontano dall’essere il primo autore a trattare il tema dell’esplorazione spaziale e oggi voglio parlarvi di chi prima di lui ha posto le pietre miliari del genere.


Se volete saperne di più su Dormire in un Mare di Stelle, vi lascio la mia recensione qui.


Trama


È l’ultima missione nello spazio per la scienziata Kira Navárez. Semplici rilievi di routine su un pianeta non ancora colonizzato. Il sogno di un futuro d’amore con Alan sta per realizzarsi. Ma il giorno della partenza accade qualcosa di inatteso. Qualcosa di terribile. Spinta dalla curiosità, Kira si imbatte in un reperto alieno. Il terrore la invade quando il pulviscolo intorno a lei comincia a muoversi.Una guerra universale è alle porte, e Kira è trascinata nelle profondità della galassia in un’odissea di scoperte e trasformazioni. Lei ha dalla sua compagni formidabili e un coraggio immenso. Ma soltanto fidandosi davvero di se stessa potrà affrontare il destino a cui è chiamata e combattere per i propri simili. Sarà il secondo volume di questa visionaria impresa di Christopher Paolini a svelare fino a dove si spinge il viaggio di Kira, quali conflitti dovrà superare il genere umano per sopravvivere, nel vasto mare di stelle. Il Volume 2 sarà in libreria a ottobre.


 




Il rapporto tra l’esplorazione dello spazio e la letteratura, come dicevo, è sempre stato piuttosto stretto. Naturalmente ci vorrebbero pagine e pagine per discutere di quanto questa tematica abbia influenzato la letteratura mondiale, non solo italiana, quindi premetto che cercherò di raccontarvi questa rapporto dividendolo orientativamente in tre periodi: la letteratura classica, la letteratura propriamente di fantascienza e la letteratura contemporanea.


Appena si prova a mettere piede nella letteratura classica si viene naturalmente inondati da pubblicazioni, poesie, saggi, racconti sul tema dell’esplorazione spaziale. Un primo esempio piuttosto unico nel suo genere, ma spesso dimenticato è L’Astolfo sulla Luna di Ariosto, canto dell’Orlando Furioso che vede Astolfo viaggiare nello spazio sulla groppa di un Ippogrifo e atterrare sulla Luna per recuperare il senno di Orlando. Il viaggio nello spazio è quindi una tematica che da sempre è presente nella nostra letteratura e spesso ha come oggetto la Luna, il nostro satellite visibile dalla Terra che senza dubbio affascina da sempre, specialmente perchè soprattutto in antichità appariva lontano, irraggiungibile, immobile e misterioso. Per Ariosto dunque il viaggio nello spazio è una missione avventurosa volta al recupero di qualcosa che è andato perduto e avviene con un mezzo di trasporto poco convenzionale, certo, ma senza particolari problematiche.


In una porzione significativa della letteratura classica, invece, lo spazio è visto come qualcosa di così misterioso da risultare ostile, opprimente, incommensurabile e perciò spaventoso, perchè ci fa prendere consapevolezza della piccolezza e della fragilità umane. Era così per l’Otello di Shakespeare, volendo fare un breve salto in Inghilterra, per il quale la Luna - corpo celeste estraneo che occupa i cieli - è colpevole di far impazzire gli uomini quando si avvicina troppo alla Terra. ‘È tutta colpa della Luna, quando si avvicina troppo alla Terra fa impazzire tutti.’ recitava infatti. Lo spazio dunque non è più avventuroso, ma paralizzante.


Era così anche per Pascoli, il quale sentiva incredibilmente la fragilità e la precarietà della condizione umana, nonché la sua piccolezza se paragonata alla vastità dello spazio profondo. Egli allarga addirittura questo disagio alla Terra stessa, vista come piccolo corpo celeste in balia dell’universo e alla deriva nei cieli. A questo egli si riferisce, infatti, con Il Bolide, la cui frase più famosa è forse ’E mi vidi quaggiù piccolo e sperso errare, tra le stelle, in una stella.’, e con la ancora più celebre X Agosto, dove la definizione del nostro pianeta è addirittura ‘quest'atomo opaco del Male’ inondato di un pianto di stelle da un cielo infinito e immortale. Non proprio rassicurante, no?


7 settembre 2020

'Anomalia' - Intervista all'Autore Nicola Camedda // Blog Tour

Amici, amicissimi!

Benvenuti alla mia tappa del Blog Tour di Anomalia, edito dalla Multiplayer edizioni. La tappa di oggi è un po’ speciale perchè ho avuto l’immenso piacere di chiacchierare un po’ con l’autore, Nicola Camedda, e di fargli qualche domanda in più sul libro e sulla sua genesi.


Trama


"Nell'Ammasso Stellare Zero, la civiltà prospera grazie ai sorprendenti progressi raggiunti dalla ricerca scientifica. Il sistema predittivo di Bionneq è il suo più riuscito traguardo ma qualcosa sta per cambiare... ... un'Anomalia, un elemento che sfugge agli algoritmi predittivi e che rischia di condurre la civiltà sull'orlo dell'ennesimo e stavolta definitivo Annientamento. Questo almeno è quello che sostengono le alte cariche governative. Ma chi si cela davvero dietro l'enigmatico Edward, potente consigliere che sembra orchestrare l'intero corso degli eventi? Qual è il reale scopo della task force antiterroristica da lui instituita? Un scenario futuristico in cui il peso del passato determina il presente, costringendo tutti i personaggi coinvolti a trovare il coraggio di rompere lo specchio delle apparenze per la ricerca della verità.


Scopri di più...


Goodreads - Multiplayer


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Prima di iniziare vi rimando alle tappe di approfondimento dei miei colleghi, che hanno esplorato tematiche differenti legate al libro.


Il Mondo di Sopra - Il genere della fantascienza nella letteratura


Appunti di Zelda - Il genere della fantascienza nel cinema


Il Labirinto dei Libri - Ambientazione di Anomalia: quanto è lontana dal nostro presente?


Francelovebooks - I personaggi di Anomalia


RedKedi - Tematiche affrontate in Anomalia (da rapporto uomo-tecnologia al libero arbitrio..)

Libri, Libretti, Libracci - Tecnologia: tra opportunità e pericolo


Andiamo con l’intervista! 



Classica domanda introduttiva per aprire l'intervista.. Partendo dall’inizio: come è nata l’idea del mondo di Anomalia, da dove arriva l’ispirazione?



Nicola: L’idea è arrivata un po’ all’improvviso, quasi per gioco, nella Primavera del 2017. Tutto è nato dalla volontà di costruire un universo narrativo in cui poter ambientare delle storie, innanzi tutto divertenti, ma anche dotate di profondità e con diversi livelli di significato e di tematiche e, soprattutto, uno scenario popolato da personaggi che lasciano il segno. In poche parole, un universo narrativo che rispecchia la mia personale concezione di epica spaziale o “space opera” (con varie influenze distopiche, cyberpunk, military sci-fi ecc). Nello specifico, ho sviluppato l’idea di Anomalia (e, in un certo senso, anche dell’intera saga) partendo dal concetto espresso nel finale del romanzo. (Ovviamente non posso entrare nel dettaglio perché si tratterebbe di uno spoiler gigantesco :D ). Il titolo stesso del romanzo rappresenta un elemento fondamentale nelle vicende narrate. L’anomalia come errore, eccezione, discrepanza, elemento di disturbo in un sistema altrimenti considerato quasi perfetto. L’anomalia è un qualcosa che accompagna l’evolversi della vicenda nei suoi vari aspetti. 



E direi che l’intento è perfettamente riuscito! Il piano originale prevedeva la costruzione di un mondo così complesso (penso alle numerose tematiche inserite nel libro, per esempio il rapporto tra uomo e tecnologia di cui ha parlato RedKedi) o l’iniziale ispirazione per la storia è andata arricchendosi da sé una volta iniziata la scrittura?  



Nicola: Sì, l’idea è stata da subito quella di costruire uno scenario piuttosto articolato e ricco di aspetti e sfaccettature. Prima di iniziare a scrivere il primo capitolo di Anomalia, ho impiegato oltre un mese per progettare l’universo narrativo di Star Cluster Zero. Alcuni elementi li ho sviluppati in modo accurato già dalla prima fase di pianificazione […]. Altri invece li ho potuti approfondire in corso d’opera, durante la scrittura dei vari capitoli. In pratica, ho adottato una soluzione di compromesso. In questo modo ho potuto iniziare a scrivere contando su una buona base di documentazione, evitando però di spendere un tempo eccessivamente lungo nella fase del cosiddetto “world building”. 



Ah! Interessante come questo sia un caso di pianificazione meticolosa dell’universo. Molto diverso da altri autori che invece scrivono di getto o con un’idea meno vaga in mente, ma semplicemente si ‘lasciano trasportare’. A cosa si ispira questa ambientazione con un rapporto così ricco di sfaccettature tra uomo e tecnologia (vedete anche la tappa dedicata alla tecnologia per approfondire)? 



Nicola: Nello Star Cluster Zero lo sviluppo tecnologico ha raggiunto un livello di gran lunga superiore al nostro. Gli elementi tecnologici e scientifici non sono fini a se stessi, ma calati nelle vicende narrate. […] Ho immaginato un utilizzo delle tecnologie non sempre uniforme, ma diversificato in base a fattori legati allo sviluppo economico e sociale, o a logiche di potere. […] In particolar modo, ho pensato che, in una realtà del genere, dovessero esistere delle leggi tese a regolare l’impiego delle intelligenze artificiali. Per forza di cose, quando si parla di regole e norme che disciplinano il rapporto fra uomo e tecnologia il riferimento non può che essere quello di Isaac Asimov. Dal canto mio, ho pensato di approfondire alcuni aspetti prendendo spunto dal nostro attuale sviluppo delle IA e ipotizzando una possibile evoluzione di tali tecnologie. […] 

In definitiva, per quanto riguarda l’aspetto tecnologico, ho tratto spunto da alcuni temi classici della Fantascienza, ma ho guardato anche al nostro attuale livello di sviluppo scientifico (con tutti i dubbi, le paure e gli interrogativi che esso si porta dietro) e ho cercato di elaborare queste suggestioni e influenze seguendo il mio personale taglio interpretativo. 



Beh, è un tema sicuramente molto attuale e questa è una delle grandi attrattive del romanzo. Umm.. Sicuramente non sei il primo a parlare del tema, però, e notevole è il tuo portare riflessioni già iniziate in precedenza avanti e parlare del rapporto tra uomo e tecnologia sotto una nuova luce. Devo però chiederlo, ci sono libri o film che hanno ispirato specificatamente Anomalia da qualsiasi punto di vista..? 



Nicola: Direi che Anomalia trae ispirazione ed è certamente influenzato da tante opere letterarie e visuali, ma non una sola in particolare. La Fantascienza rappresenta chiaramente un’influenza preponderante. Fin da bambino, ho sempre amato la Science Fiction nelle sue varie forme (libri, fumetti, film e serie TV, videogiochi). Tuttavia, influenze e ispirazione non vanno immaginate come delle gabbie, ma rappresentano piuttosto una sorta di mare culturale dove ognuno di noi naviga. Molte delle tematiche tipiche della Fantascienza appartengono ormai al linguaggio comune della cosiddetta “cultura pop”, in cui tutti noi siamo immersi. Con Anomalia ho voluto divertire, intrattenere e allo stesso tempo coinvolgere e (possibilmente) far riflettere su tematiche e argomenti di un certo interesse, veicolati attraverso i codici comunicativi tipici della Fantascienza, ma non solo. […] Sicuramente risento anche dell’influenza dei miei studi universitari (sfortunatamente non portati a termine, anche se per un pelo) di tipo umanistico ed etno-antropologico e la mia esperienza in ambito informatico. 



Ah, quindi un’ispirazione estremamente ricca e diversificata! E i personaggi invece? Ti sei ispirato a qualche altro personaggio in particolare? Cosa c'è di tuo in loro? Qui per la tappa di Fra dedicata ai personaggi. Sono ispirati a persone reali o ad altri personaggi, letterari e non, a cui sei particolarmente legato?


2 agosto 2020

Blog Tour: LE SORELLE BRONTË - TRA FAMA E CRITICA

Buongiorno, amici e amiche!


Oggi è con immenso piacere che vi presento la tappa del BT sulle Sorelle Brontë. Senza ulteriore indugio, visto che sarà una tappa molto lunga, be’, iniziamo!


Trama


Questo volume offre l’occasione per riscoprire tre voci femminili originalissime nel panorama letterario, tra incanto, disperazione, e il desiderio insopprimibile di affermare la propria identità. Da Cime Tempestose, a Jane Eyre, passando per Agnes Grey, fino ai meno noti L’angelo della tempesta, La Signora di Wildfell Hall e Shirley, le tre sorelle Bronte ci hanno lasciato romanzi immortali , capolavori della narrativa ottocentesca pieni di pathos e emozione, ciascuna con la propria voce. A questi romanzi si aggiungono i sublimi versi nei quali rivive tutto il fascino della natura selvaggia delle brughiere dello Yorkshire, tra distese d’erica, roccia e foschia. Questo volume offre l’occasione per riscoprire tre voci femminili originalissime nel panorama letterario, tra incanto, disperazione, e il desiderio insopprimibile di affermare la propria identità.











LE SORELLE BRONTË - TRA FAMA E CRITICA


Per noi donne e uomini moderni le sorelle Brontë sono uno dei più luminosi esempi di indiscutibile talento letterario e una delle pietre miliari della letteratura inglese.

Chi non pensa almeno una volta a Jane Eyre o Cime Tempestose quando pensa ai classici della letteratura più famosi di sempre? Nessuno, immagino.


Forse vi sorprenderà però sapere (o forse no se avete letto i capolavori di Charlotte, Emily e Anne e avete ben presente i temi che trattano) che non sempre i loro lavori sono stati accolti con ammirazione e favore dalla critica.


Nella tappa di oggi, quindi, andremo ad esplorare quali sono state le criticità nella ricezione delle opere delle tre sorelle e quali punti a favore invece hanno convinto subito pubblico e critica.


Prima di entrare nel vivo della discussione, occorre ricordare che tutte e tre le sorelle pubblicarono inizialmente sotto pseudonimo. I nomi fittizi di Acton Bell, Ellis Bell e Currer Bell - tre fratelli con iniziali identiche a quelle delle tre sorelle - sono infatti stati usati per le prime pubblicazioni Brontiane. Il motivo è evidente: tre fratelli scrittori all’epoca erano decisamente più ben visti di tre sorelle scrittrici.

Convintesi poi di voler rivendicare il loro talento e la loro abilità con la scrittura, anche e soprattutto per colpa di un editore che spargeva la diceria che l’autore di Jane Eyre, Cime Tempestose e Agnes Grey fosse la stessa persona e non tre distinte, uscirono allo scoperto con la casa editrice e successivamente con il pubblico, affermandosi definitivamente come alcune tra le - ahimè sempre troppo poche - figure femminili più influenti della letteratura.


Naturalmente non potremo mai sapere se le opere delle sorelle Brontë, se pubblicate fin da subito sotto il loro vero nome, avrebbero avuto uguale, inferiore o maggiore successo, a me piace pensare che nulla sarebbe cambiato data la qualità delle opere, ma teniamo presente il periodo storico in cui siamo.


Dopo questa doverosa premessa, entriamo davvero nel pieno dell’argomento!



I tre capolavori delle sorelle, Jane Eyre, Agnes Grey e Cime Tempestose, sono stati tutti pubblicati nel 1847, il primo dall’editore Smith, Elder & Co e gli ultimi due da Thomas Cautley Newby. Cime Tempestose in particolare è stato pubblicato in due volumi come accompagnamento per Agnes Grey.


Jane Eyre, il primo ad essere pubblicato, è stato inizialmente accolto con perplessità dalla critica, poiché accusato di usare toni violenti, fortemente critici e ribelli nei confronti della morale e dell’autorità politica e di incitare alla lotta di classe. Allo stesso tempo, si accusava l’autrice di sfruttare la narrazione in prima persona per evitare di dover mettere in discussione le idee della protagonista su sé stessa e sul mondo, semplicemente dandole per verità assolute.

Chiaramente, c’è un fondamento in queste critiche, data la personalità spiccatamente pragmatica, intelligente, senza peli sulla lingua e - per l’epoca - femminista del personaggio di Jane. Ella infatti è un personaggio unico nel suo genere e si discosta dalla maggior parte delle donne che hanno abitato la letteratura fino ad allora (possiamo forse ricondurla a Elizabeth di Orgoglio e Pregiudizio, uscito qualche decennio prima). E’ dunque chiaro che nella società in cui si muovevano le sorelle Brontë un romanzo del genere potesse suscitare scalpore.


Nonostante queste perplessità, il libro ha fin da subito ottenuto un grande successo con il pubblico, conquistandosi man mano la fama con cui ancora oggi noi lo ricordiamo e studiamo.


Un discorso molto diverso vale per Cime Tempestose, fin da subito acclamato per la sua originalità e il suo stile, ma allo stesso tempo aspramente criticato per le tematiche trattate, considerate straordinariamente violente, immorali, scandalose, e per la rappresentazione corrotta e malvagia dell’umanità. Venne persino detto che un’opera del genere non poteva essere altro che ‘il lavoro di un uomo con una mente depravata’.


21 luglio 2020

Blog Tour - Il Portale degli Obelischi: se ti è piaciuto, leggi anche..


Buondì, amici!

Altra settimana, altro evento, ormai lo sapete!


Oggi vi porto con molta felicità un altro blog tour *^*. Un evento dove si esplora una determinata tematica riguardante un libro o una serie.


Ancora una volta devo ringraziare la OscarVault per la copia de La Terra Spezzata e Il Portale degli Obelischi e Beatrice e Ylenia per aver organizzato il tutto con pazienza.


Trama



La Stagione della fine si fa sempre più buia, mentre la civiltà sprofonda in una notte senza termine. Essun ha trovato un luogo dove rifugiarsi, ma soprattutto ha trovato Alabaster, sorprendentemente ancora vivo; ha inoltre scoperto che è stato lui, ormai in procinto di trasformarsi in pietra, a provocare la frattura nel continente e a scatenare una Stagione che forse non terminerà mai. E ora Alabaster ha una richiesta da farle: deve usare il suo potere per chiamare un obelisco. Agendo così, però, segnerà per sempre il destino del continente Immoto. Nel frattempo, molto lontano, anche Nassun, la figlia perduta di Essun, è forse approdata in un luogo dove sentirsi a casa, dove coltivare la sua straordinaria dote di orogenia, per diventare sempre più potente. Ma anche Nassun dovrà compiere scelte decisive, in grado di mutare il futuro del mondo intero.







Il tema della tappa di oggi è qualcosa che avete già avuto modo di vedere per La Città di ottone, anche se in maniera leggermente differente. 

E' una tappa molto semplice, ma che io apprezzo sempre e leggo volentieri in un BT!


Siccome molti di voi hanno già letto quantomeno il primo capitolo della trilogia di Jemisin, ho infatti deciso di sfruttare la mia tappa per darvi dei consigli di lettura sul genere. Se vi è piaciuta questa serie, allora potreste anche apprezzare i seguenti titoli!



01. The Queen of the Tearling - Erika Johanssen. Se vi piacciono gli high fantasy dove una forte figura femminile è immersa in difficoltà che non ha richiesto, dove si è predestinati a vedere il mondo finire per mano di un potere antico e la tematica del futuro apocalittico è ben ben presente, sicuramente avete letto La Quinta Stagione e conoscete la serie del Tearling. Una delle serie fantasy secondo me più riuscite degli ultimi anni (non fosse per quel finale assolutamente atroce), che ahimè passa sempre sotto silenzio e anonimato.

02. Il Sognatore -  Laini Taylor. Profezie antiche? Dei dispotici? Stupri, trattamenti brutali, schiavitù? Un eroe improbabile che non sa di chi si può fidarsi e di chi no e che scopre improvvisamente di avere un'abilità fuori dal comune? Sembra La Quinta Stagione e invece è Il Sognatore. Molti sono infatti gli elementi in comune alle due serie. Sono ovviamente molto diverse, non fraintendetemi, ma si può intravedere un fil rouge comune. Se avete apprezzato La Quinta Stagione, allora potrebbe piacervi anche questa celebre duologia di Laini Taylor.

03. I Regni di Nashira - Licia Trosi. Ho pensato molto se inserire questa serie qui o meno, perchè dopotutto La Quinta Stagione è decisamente una serie per adulti e Nashira non proprio. Del resto, però, spaziare tra i target è sempre interessante e vedere come le stesse tematiche sono applicate a categorie di lettori differenti può essere davvero interessante. Nashira, una delle ultime serie della stella italiana della scrittura per ragazzi, Licia Trosi, presenta infatti lo stesso tema di un mondo inospitale e prossimo alla fine, in cui gli umani sono fuori posto e hanno una vita decisamente difficile. Se vi interessano questi fantasy con una forte componente survival senza farsi mancare un po' di magia e senza dimenticare che esistono anche i libri per ragazzi, allora sicuramente Nashira può fare per voi.


21 giugno 2020

Blog Tour - La Città di Ottone: se ti sono piaciuti questi, allora fa per te!



Buongiorno, amici e oibò, cosa vedo?
Un blog tour *^*!
E preparatevi perché questo mese e i prossimi ne arriveranno a bizzeffe (ebbene si, è stato fatto il passo successivo per quanto riguarda il blog e mi sono infilata in una caterva di eventi)!


Oggi, prima di presentarvi la mia tappa del BT, vorrei spendere due parole per fare una hola di felicità al cielo dato che questo BT l'ho organizzato io #superproud *^* con l'aiuto di due valenti collaboratrici, France e Fede (alla quale dobbiamo queste grafiche pazzesche) senza le quali non ce l'avrei fatta, quindi un applauso anche a loro!

Un grazie alla CE per la copia del libro e per la fiducia datami autorizzando l'organizzazione di Blog Tour e Review Party, grazie :').

Ora che ho perso tempo come mio solito, possiamo iniziare!
Il tema della tappa di oggi è il classico se ti è piaciuto questo, allora leggi La Città di Ottone! 


Trama

La città di ottone - S. A. Chakraborty | Oscar Mondadori
EGITTO, XVIII SECOLO. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori. Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all’interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L’arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli.


La mia tappa è molto semplice, ma è secondo me una di quelle più interessanti o che quantomeno io guardo sempre più volentieri nei BT!

Vi indicherò infatti una lista di cinque libri simili per tematiche o ambientazione a La città di Ottone, così da facilitarvi nella scelta di lettura. Se avete letto uno di questi e vi è piaciuto, allora La Città di Ottone fa per voi!
Se invece non siete particolarmente fan del genere, La Cittò di Ottone potrebbe essere l'occasione giusta per iniziare ad esplorarlo!

Iniziamo dunque!

01. Rebel (Serie) - A. Hamilton. Eroine nel deserto, demoni soprannaturali e cultura araba che sprizza da ogni poro..? Oh yes, se avete letto la serie The rebel of the sands e vi ha fatto impazzire, sicuramente anche la città di ottone è una serie che saprà catturarvi e ammaliarvi come una calda notte nel deserto. Molti elementi in comune, anche troppi, ma due sviluppi completamente diversi, quindi non temete!

02. La moglie del califfo (serie) - R. Ahdieh. Un'altra serie dalla forte presenza di eroine tostissime, magia e mitologia araba. Anche qui il deserto fa da sfondo ad una vicenda ricca di azione, segreti, colpi di scena, amore, leggende e miti su creature soprannaturali provenienti da altri mondi. La differenza con Rebel? Questo è un retelling de Le Mille e una Notte, quindi le storie d'amore tormentate e i giochi di palazzo la fanno da padrone!

The Forbidden Wish by Jessica Khoury03. The forbidden wish - J. Khoury. Forse sapete che le affinità tra La Città di Ottone e Aladdin sono molte (e ve ne parlerà meglio withfireandbooks nella sua tappa del BT, uscita anch'essa oggi!), ma nel caso non ne abbiate mai abbastanza della favola disneyana questo libro fa per voi. Se non desiderate altro che partire su un tappeto volante, se sognate lampade magiche da strofinare, se sapete prefettamente quali tre desideri esprimereste e se canticchiate quotidianamente 'le notti d'orieeeeeenteeeee', sicuramente conoscete già The forbidden wish, celebre retelling della favola di Aladdin. Se l'avete già letto e vi è piaciuto, allora dovete assolutamente dare una possibilità a La Città di Ottone!

3649248804. We Hunt the Flame - H. Faizal. Un libro in inglese che sicuramente vi ha conquistato se siete amanti delle atmosfere calde dei deserti dell'Arabia. Una giovane Robin Hood e un principe assassino che mette a tacere con la violenza gli oppositori del proprio padre sono destinati ad incontrarsi e a scontrarsi nel mezzo del loro regno mentre intorno a loro antiche minacce rinascono e prosperano. Anche qui una storia piena di colpi di scena profondamente legata all'antica Arabia e alla sua cultura.

05. Il dominio del fuoco - S. Tahir. So cosa state pensando: che accidenti c'entra questa serie con la città di ottone? Poche affinità, ma rilevanti. Se amate le storie dove c'è un disegno più ampio in corso, profondamente legate alla storia di un popolo, al servilismo di una razza nei confronti di un'altra, alle guerre che segnano per millenni, alle creature magiche portatrici di male e distruzione e desiderose di mettere a ferro e fuoco il pianeta allora sicuramente avete letto Il Dominio del Fuoco. Con la sua complessità e i suoi personaggi di ogni genere, classe sociale e professione, è sicuramente una storia che lascia il segno e così è La Città di Ottone. 





Questo è tutto per la mia tappa che chiude ufficialmente il BT. Non abbandonateci, però, eh! Da domani inizia il Review Party, così finalmente andiamo a scoprire questo benedetto libro di che parla ahahaha.

Vi lascio qui sotto le tappe delle mie colleghe, grazie per aver letto fin qui!


A presto,
Rainy