Buongiorno e benvenuti alla seconda tappa dell’evento dedicato alla Guida per Giovani Gentiluomi e Gentildonne di McKenzie Lee.
L’evento è partito la scorsa settimana con la recensione de Guida ai Vizi e alle Virtù per Giovani Gentiluomini, che potete recuperare qui, e si conclude oggi con la review del secondo libro, ossia Guida ai Pizzi e alla Pirateria per Giovani Gentildonne. Eccezionalmente potete recuperare i due libri in libreria in un’edizione particolarmente curata by Oscarvault che li raccoglie entrambi!
Come sempre grazie a Beezus per aver organizzato e alla CE per la copia omaggio e senza perdere ulteriore tempo andiamo a parlare un po’ di GAPEAPPGG (si, un titolo più lungo evidentemente non c’era).
Trama
Felicity Montague ha due obiettivi nella vita: evitare il matrimonio con Callum Doyle e iscriversi alla facoltà di medicina, riservata agli uomini. Una speranza però c'è: l'eccentrico dottor Alexander Platt sta cercando assistenti. Felicity dovrebbe recarsi da lui in Germania, ma non ha i soldi per il viaggio. Fortunatamente una donna misteriosa si offre di pagarglielo, purché la porti con sé travestita da sua cameriera. Quali sono i veri motivi di tanta insolita generosità?
La serie è composta da...
01. Guida ai Vizi e alle Virtù per Giovani Gentiluomini (recensione)
02. Guida ai Pizzi e alla Pirateria per Giovani Gentildonne
Recensione
Questo secondo libro è dedicato a Felicity, sorella del mitico Monty che abbiamo avuto modo di conoscere nel primo libro. Felicity, come vi ho detto nella review del primo libro, è sostanzialmente un alter ego della protagonista de Sulle Tracce di Jack lo Squartatore, quindi una giovane donna cresciuta in un mondo maschilista e patriarcale - no, non ai giorni nostri, anche se può sembrare, ma nel Settecento - con il sogno di diventare medico. Ambizione che, però, si scontra con la società a loro contemporanea, secondo la quale una donna non può essere ammessa alla facoltà di medicina e non può studiare proprio perché è donna e dunque troppo sensibile e inadatta alla professione.
Felicity però non si da per vinta e gira mezza Europa alla ricerca dell’opportunità giusta per studiare. Purtroppo si ritrova suo malgrado immischiata in una vicenda molto complicata che riguarda delle specie rarissime di draghi di mare, un’antica popolazione di pirati che protegge queste creature da secoli, un certo medico che ha sempre idolatrato che si rivela un farabutto e una sua vecchia amica con cui ha mortalmente litigato e che pare essere la chiave per i sogni di Felicity. Come era nel primo, quindi, l’intreccio è assolutamente anti-convenzionale e ai limiti dell’assurdo. Anche se il realismo passa in secondo piano, però, la trama ordita risulta gradevole, zeppa di umorismo e avventure mirabolanti.
Il libro è molto scorrevole, di quelli che ‘si leggono che è un piacere’, ma nemmeno qui si dimenticano le tematiche importanti che fanno di una storia piacevole una bella storia.
Felicity è infatti affiancata da altre due protagoniste femminili, Sim e Johanna, che si fanno baluardo della lotta femminista nel Settecento. A differenza di Audrey Rose e la serie della Maniscalco, infatti, Felicity, Sim e Johanna sono davvero femministe, stoiche e salde nelle loro posizioni e nel loro rifiuto di piegarsi ad una società che non le apprezza come dovrebbero. Certo, sono piene di dubbi e paure anche loro e difficilmente potrebbe essere il contrario vista la società che le ha plasmate, ma insieme trovano la forza per non mollare.
“Vorrei zittire la vocetta odiosa nella mia testa che mi sussurra che forse hanno ragione loro, che forse non sono portata per questi studi, e che forse sono davvero isterica. Perché anche se non penso di esserlo, quando cresci in un mondo in cui ti insegnano a credere sempre a quello che ti dicono gli uomini, è difficile poi non dubitare di te stessa a ogni passo.”
“Mi sta inducendo a scusarmi per aver richiesto il minimo che è garantito alla maggior parte degli uomini.”




