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29 gennaio 2021

Propositi Letterari (e non) per il 2021 + Recap del 2020!

Buongiorno, amici. Ce l'abbiamo fatta. 

Sono tornata nella mia casetta studentesca dove avevo tristemente dimenticato i propositi per il 2020, quindi all'alba del 26 gennaio - meglio tardi che mai - siamo pronti per fare un recap e augurarci il meglio per il 2021!

Ah, cosa mi ha insegnato questa tragica dimenticanza? Che quest'anno il recap si fa su un bel Foglio Google. Già.

Andiamo!

1. Leggere almeno 70 libri
Allora. In realtà ne ho letti 69 (Mai una Gioia, here I am), ma se vogliamo aggiungere le graphic novel che comunque ci sono... Beh, ci sono arrivata. Dai, ho letto quasi 10 graphic novel, sostituiranno un libro no? LOL
Per vedere i TOP e i FLOP del 2020, trovi un post dedicato qui!

2. Iniziare 10 nuove serie tv/essere in pari con 10 serie tv.
Beh, questo era proprio l'anno giusto per buttarsi sulle serie tv ahahah. Tra le nuove serie che ho iniziato ci sono Scandal, The Circle, Glow Up, The Hunters, Too Hot to Handle, Gossip Girl, Lucifer, La Regina degli Scacchi. Sono in pari con La Casa di Carta ed Elite.

12 maggio 2020

Perchè le Serie Tv Spagnole ci piacciono così tanto: ESP vs USA

Buondì, amiconi!

Oggi vi propongo un tipo di post un po’ diverso in cui ho deciso di fare una specie di saggio (parolone assolutamente immeritato) su un tipo molto particolare di serie tv: le serie tv spagnole. L’obiettivo sarebbe in teoria capire perché sono diventate così famose e perché ci piacciono così tanto, a volte più delle classiche serie americane a cui siamo abituati. 

Non so bene se questa cosa avrà successo o meno, ma noi ci proviamo con i nostri soliti toni allegri e spensierati.

Dunque, let’s go!

Perché le serie tv spagnole ci piacciono così tanto: ESP vs USA

In questo post farò riferimento in particolare alle due serie tv spagnole che sono diventate iperfamose negli ultimi anni: naturalmente, La Casa di Carta ed Elite. Vorrei poter fare una menzione speciale a Le Ragazze del Centralino, ma ahimè non ne ho visto abbastanza.

DISCLAIMER: so benissimo che per ogni cosa che dirò a favore delle serie spagnole e per ogni differenza che evidenzierò con le serie americane ci saranno decine di esempi di serie made in USA che io non ho mai visto e che mi smentiscono. Be’, sticavoli. Ovviamente non posso aver visto tutto il panorama televisivo mondiale, quindi peace out!

Prima di tutto, se avete vissuto sotto ad una roccia fino ad adesso e non avete mai visto la super uper famosissima Casa di Carta né tantomeno il più ggggiovane Elite, un piccolo riassuntino può fare al caso vostro!

La Casa di Carta: un gruppo criminali, ognuno specializzato in una determinata area del crimine, viene assoldata da una mente geniale, il Professore, per svaligiare la Zecca di Spagna. Il piano sembra impossibile, e nonostante la genialità del Professore abbia previsto ogni possibile dettaglio e complicazione, i problemi non mancheranno (ma dai?).

Elite: Las Encinas, una scuola esclusiva tra le più costose e snob di Spagna, frequentata da figli di ricconi. Tre ragazzi normali - quindi molto meno facoltosi - porteranno però scompiglio a Las Encinas vincendo una borsa di studio e insinuandosi, non benvoluti, tra i suddetti ricconi. Intrighi amorosi, segreti, pettegolezzi etc. Solite tematiche adolescenziali, ovviamente, ma con un risvolto dark che spunta fuori ad ogni stagione: infatti i morti non mancano.

Queste due serie non hanno quasi nulla in comune se non qualche attore - cosa che turba particolarmente se viste a poca distanza l’una dall’altra - ma secondo me condividono gli elementi chiave che li rendono così di successo. Andiamo ad analizzarne qualcuno insieme…

01. Personaggi Esasperati IS BETTER THAN Trama che abbia un Senso

Ehi, tu, ignaro spettatore della domenica, come dici? Vorresti avere una trama che fila senza buchi e senza palesi dimenticanze che fanno urlare a squarciagola ‘dove avete lasciato il realismo?!”?
MA CHISSENEIMPORTA! Cosa ce ne frega quando abbiamo Carla e Lu che dettano legge in collegio, quando abbiamo Tokyo che fa una delle sue solite cavolate, quando il Professore frega la polizia proprio sotto i loro occhi?
*pappappararararappappara*




Non è un segreto che ci siano buchi di trama a non finire in entrambe le serie, non è un segreto che a volte ci siano delle cose talmente assurde da lasciare allibiti anche gli spettatori più fedeli e di sicuro non è un segreto che soluzioni molto semplici siano bellamente ignorate a favore di piani complicatissimi al limite dell’assurdo.

MA NON CI INTERESSA!

La grande attrattiva di queste serie, che fa totalmente dimenticare i buchi di trama che invece nelle serie americane secondo me sono minori (a parte qualche scivolone notevole che non stiamo a ricordare qui), sono infatti i personaggi.

Personaggi portati all’estremo, assurdi, di persone che nella vita reale probabilmente non esistono, ma che hanno stili di vita che noi tutti vorremmo: noi invidiamo i personaggi e vorremo essere come loro. Siamo dunque inevitabilmente trascinati verso il loro universo, poco importa che sia assolutamente irrealistico.

Chi non ha mai desiderato di essere al fianco della banda di rapinatori della Casa de Papel (almeno quando le cose vanno bene) e soprattutto chi non ha mai voluto andare a una delle travolgenti feste di Lu in Elite?

I protagonisti sono folli, energici, carismatici all’ennesima potenza. Intelligenti, sempre truccati o vestiti benissimo, pieni di denaro, ovviamente fascinosi, ovviamente migliori di chiunque gli stia intorno, ma non faccia parte della loro ‘cricca’.

Soprattutto, così come in altre serie tv, sono liberi. Liberi di fare quello che vogliono della propria vita senza nessun obbligo, costrizione o dovere (incluse legalità e la moralità).

Personaggi IS BETTER THAN Trama, per rilevanza ed importanza, senza alcun dubbio, e chi guarda è portato ad assecondare tutto ciò, ad accettare qualche scivolone sulla storia per godere di qualche scena in più con i nostri eroi.

Cioè a chi cavolo importa se la polizia di Madrid avrebbe tranquillamente potuto eliminare la corrente dalla Zecca impedendo alla Banda di continuare a produrre moneta (cosa per altro realmente possibile) e quindi sfanc*lando tutto il piano, quando possiamo godere del fascino di Berlino, degli scleri di Tokyo e della mitica meravigliosa perfetta divina insuperabile incommensurabile Nairobi? Daje, priorità nella vita, priorità!

Alla fine della fiera chissenefrega della trama, chissenefrega se ha senso o non ha senso, noi siamo qui per la chimica tra i personaggi, o no?

02. The Trasher the Better

In questo caso, se le serie americane ci hanno insegnato che se si vuole catturare uno spettatore osare si può e si deve, be’, qua è ancora peggio.

Tutto è sensazionale, esagerato, cinematografico. Gli espedienti per uscire dai casini sono così arzigogolati che aiuto, la parola d’ordine è OSARE.

Chiaramente gli sceneggiatori hanno deciso che più si creava una situazione assurda che sfidava i confini della realtà e dell’umanamente concepibile, più il tutto sarebbe venuto meglio e in effetti… Non dico che queste serie, proprio per la loro esagerazione, non siano trash, anzi, ma è quel tipo di trash che si ama e si vuole rivedere. 

Un guilty pleasure trash e leggero, insomma, perfetto per svagarsi (cosa che con queste serie si può fare egregiamente). Una serie che non conosce decenza né limite e dunque affonda a piene mani nel calderone del trash e senza nemmeno vergognarsene. In sintesi: non c’è limite al peggio.

Seguono esempi!

21 marzo 2020

AAA: Rimedi contro la Noia cercasi. SERIE TV che Recupererò in Quarantena

Buondì, amici!
Come state? Siete già stati sopraffatti dalla noia? Io si. E quindi sono passata dal rileggere vecchi libri che non toccavo da una vita (tipo Ready Player One di cui vi ho parlato su Instagram) a serie tv che devo recuperare.

Oggi quindi vi elenco le sei per le quali in effetti non aspettavo altro che un po' di tempo per poterle riprendere in mano!

Naturalmente, se anche voi come me siete drogati di Netflix e/o simili, be', sentitevi liberissimi di scrivere qua sotto quali recupererete in questi giorni vuoti: è sempre bello scambiarsi opinioni e consigli, soprattutto ora che si ha taaaanto tempo per farlo.

Ah, le serie non sono elencate in un ordine specifico, ma come mi vengono.


01. Elite (Stagione 3)


In realtà ho già finito di vedere la terza stagione e da 1 a 10 direi che è un solido 3 ahah. Piena di trash come piace a noi, ma la seconda era molto meglio.
Il finale, però, è una chicca e da solito merita un 10 e Lode.



02. How to Get Away With Murder/Le Regole del Delitto Perfetto (Stagione 5&6)

In realtà ho anche già finito la stagione 5 ahah. Molto carina, questa serie è piena di alti e bassi, ma ultimamente sta migliorando un sacco. Ci sono cose che mi hanno dato sui nervi, ma pazienza, non si può avere la perfezione.
In tutto ciò, finale shoooock, e sono pronta per la prima metà della stagione 6, che per altro è quella finale aiuto.



03. Suits (Stagione 9)
Aaaaaah che ansia!
La stagione finale di Suits, finalmente ce la farò, no? Per di più con Mike ç.ç e la neo-principessina d'Inghilterra Meghan altrimenti detta Rachel ç.ç.
Non vedo l'ora, ma allo stesso tempo non voglio iniziarla, capite che voglio dire?



04. On My Block (Stagione 3)

Una delle perle che mi ritengo fortunata ad aver scoperto. E' una piccola serie Netflix che parla di amicizia, crescita e tutte quelle belle cose in un quartiere governato dalle gang. I nostri amiconi, be', devono destreggiarsi in mezzo a tutto ciò.
Assolutamente divertente e così corta che vola in un paio di giorni, approfittatene!


1 gennaio 2020

Propositi Letterari (e non) per il 2020 + Recap del 2019!


Buongiornissimo, kaffè?
Non sembra proprio ieri che era il 2019? 
...
...
*rumore di grilli imbarazzati in sottofondo*
...
Lo so, era una battuta a dir poco pessima, perdonatemi please.

Detto ciò, come avete festeggiato ieri? Come è andato il vostro party di Capodanno? 
Raccontatemelo nei commenti!

Anno nuovo, vita nuova, giusto? Quindi prima di passare ad elencare i miei nuovi obiettivi per il 2020, direi di analizzare come sono andati quelli del 2019 (facendo riferimento a questo post qui, cavolo, è già passato un anno).

Cosa mi ero ripromessa e come sono andata?

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1. Leggere almeno 100 libri
NOPE. Ho fallito, ne ho letti solamente 59, completando il 59% della sfida lol. Mi dispiace moltissimo, ma se da un lato bisogna ammettere che sono stata troppo ambiziosa (cioè 100 libri in un anno?! Quasi due libri a settimana, che avevo nella testa?), dall'altro sono molto contenta di aver letto poco più di un libro alla settimana anche se comunque non ho raggiunto il mio goal. Diciamo che il mio ritmo di lettura è stato piuttosto regolare, ma non produttivo quanto avrei voluto. Perdonatemi!

30 settembre 2019

28 Settembre - Un caffè con Jay Kristoff

Buongiornissimo kaffè, amici!
ANCORA NON CI CREDO MA QUESTO GIORNO E' ARRIVATO. Anche la vostra Rainy - piccola blogger di quarta categoria - è stata invitata ad un evento dalla Mondadori (ringrazio di nuovo la gentilissima Anna che ha pensato a me). E non un evento qualsiasi, ma un incontro/intervista con il principe del fantasy, Jay Kristoff, autore della pluripremiata serie Illuminae e di Nevernight (di cui leggerete la recensione nei prossimi giorni).


Dunque questo è il delirante riassunto di quella mattina surreale, leggete se avete piacere di scoprire qualcosa di più su Jay e sui meravigliosi mondi da lui creati, soprattutto Nevernight. Ancora grazie al team della Mondadori e iniziamo!

NB: L'incontro era strutturato con una serie di domande fatte da vari blogger - che taggo tutti alla fine del post - a cui mister Kristoff ha gentilmente risposto, espandendo l'universo di Nevernight e aiutando noi lettori a conoscere meglio lui e il suo stile di scrittura!
NBB: Inutile dire che tutte le foto presenti in questo post sono state fatte dalla sottoscritta, yuppi, + varie fanart di cui trovate gli autori sotto alle immagini. Ancora più inutile è precisare che ogni parola qui sotto è stata pronunciata da Jay e riorganizzata in un discorso da me, niente di inventato!

Enjoy!




Fan art by Diana

01. Partendo dall'inizio, come è nata l'idea del mondo di Nevernight e come si è sviluppata nei tre volumi? 


Qui Mister Kristoff ci ha rivelato forse il dettaglio più interessante di tutta l'intervista e che l'ha consacrato (insieme ad un altro piccolo particolare che vedremo alla fine) tra gli autori che stimo: ha detto di essere un grandissimo nerd di storia Romana Antica e perciò di aver basato molto di ciò che Nevernight è sulla storia della Jens Julia. La realtà storica, la sua passione e la fantasia dunque si mischiano nello splendido racconto che tutti noi abbiamo avuto il piacere di leggere.
Sostanzialmente Kristoff ha immaginato cosa sarebbe accaduto e come sarebbe stato il mondo se il complotto ordito da Cesare per ribellarsi al Senato fosse fallito. Il Cesare fittizio che immagina Kristoff, è sostanzialmente un generale che si è ribellato, ma ha fallito, facendo precipitare Nevernight nella tirannia e nella violenza.

02. Perchè hai voluto iniziare la serie di Nevernight comunicando subito ai lettori la morte della protagonista, facendo così uno spoiler sul finale?

"Perchè sono cattivo".
..
Si, amici, ha detto proprio così. 
Naturalmente il motivo reale è diverso: Mia (la protagonista di Nevernight; nda) è stata concepita come un personaggio leggendario che ha vissuto nella violenza e perciò avrà la sua fine nella violenza. Jay voleva costruire un viaggio ben definito che attraversa la sua vita e conduce alla sua morte, creando per altro tanta aspettativa nel lettore.
Oltretutto - elemento che ho trovato delizioso - così facendo nessuno nella storia è al sicuro: il lettore ha quasi paura di voltare la pagina e scoprire cosa succede, perchè se il personaggio principale muore, allora nessun altra figura può dirsi davvero tranquilla. Tutti devono temere la morte.

03. Quando hai  finito di scrivere la trilogia cosa hai provato, ma soprattutto avevi idea del grande successo che avrebbe avuto?

Si è ovviamente sentito molto triste, quasi prossimo alle lacrime. Il nostro Jay ha messo molto di sè nell'epilogo, come se fosse lui stesso a dire addio ai lettori e a lasciarli andare per abbandonare definitivamente il mondo di Nevernight.
(Ha anche rivelato di aver scritto ben tre diversi finali, uno più triste dell'altro, per poi optare per il più allegro lololol).

Non aveva assolutamente idea del successo che avrebbe avuto la serie, anche perchè in America questo successo ha scarseggiato e non è stato supportato da una moltitudine di eventi come invece è successo in Italia.

04. Sapevi già come si sarebbe conclusa la storia di Mia dalla prima stesura del primo libro?

Qui Jay ha dato una lezione di scrittura a tutti noi spiegando che esistono due tipi di scrittori nel mondo, chi definisce tutto prima minuziosamente e poi scrive in ordine cronologico e chi invece procede man mano senza sapere esattamente dove sta andando. Ha usato la metafora di un guidatore che sta andando verso una città e la vede in lontananza. Sa dove sta andando, vede la città, ma non sa come ci arriverà, attraverso quale strada.

Piccolo fun fact: il narratore che aveva originariamente pensato come autore delle note e dei commenti nel libro non si è poi rivelato l'autore che i lettori hanno trovato nella versione finale lol. Jay ha infatti ammesso di essere stato sorpreso dai personaggi.

05. Qual è stato il momento più difficile da scrivere nell’intera trilogia?

Semplice: le scene di sesso.
Non l'aveva mai fatto prima ed è stato strano doverle scrivere sapendo che tutti i suoi familiari le avrebbero lette.
Ha persino usufruito dell'aiuto della moglie e di alcune amiche di sua moglie, appassionate di romanzi rosa e erotici, che gli hanno fornito una "best of" di scene di sesso come ausilio.

06. Luce e Oscurità, due realtà contrapposte che in Nevernight assumono sfumature nuove e particolari. Da dove è nata l’idea di questa battaglia ideologica?

Qui naturalmente la risposta immediata è stata che questa battaglia è una delle caratteristiche classiche dei fantasy, uno dei temi più noti.
Classicamente però la luce è 'buona' e l'oscurità è 'malvagia' e lui voleva invertire un po' i ruoli nella vicenda.
Mia del resto è un personaggio semi-oscuro.
Jay voleva anche veicolare l'idea che nessuno dei due estremi è ideale: un eccesso di luce o oscurità porta inevitabilmente alla tirannia ed era proprio questo che egli voleva rappresentare con la peculiare forma di governo dell'ambientazione.

8 giugno 2019

Non Solo Libri - Black Mirror 5: Cosa ne pensiamo?



Buongiorno cari!

Oggi parliamo dell’ultima novità di giugno in quanto a serie tv e in particolare di un qualcosa di cui abbiamo già parlato qui.

Mi sto naturalmente riferendo a Black Mirror e se siete familiari con le mie opinioni su questa serie sapete che ne sono OSSESSIONATA!

Il 5 giugno è uscita la tanto attesa quinta stagione dopo quell’assaggio abbastanza corposo che era stato Bandersnatch, a inizio 2019. Ora però siamo di nuovo back at it, girl: una nuova stagione, una stagione seria e completa, non più un episodio singolo per soddisfare momentaneamente i fan.

Cosa è successo, però, con questa quinta stagione? Questo, in sostanza, è un post in cui ve ne parlo e analizzo quelli che secondo me sono i punti di forza di questi nuovi episodi e soprattutto i loro difetti!

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Prima di tutto qualche precisazione tecnica: sono solamente tre episodi, che effettivamente è molto poco rispetto alle altre stagioni, ma è stato giustificato dicendo che la preparazione di Bandersnatch ha richiesto molto più tempo e più sforzi del previsto e dunque si preferiva far uscire solo tre episodi, ma solidi e belli (e estremamente lunghi), che farne di più compromettendo la qualità della serie. 

Che dire, condivisibile. Se solo questi episodi fossero solidi e belli lol (di sicuro però sono lunghi). BOOOOOM, DRAMA ENTERS.

Sostanzialmente non era un segreto che i produttori di Black Mirror volessero iniziare a fare episodi più speranzosi, più positivi come San Junipero o Hang the DJ. E’ però anche vero che quello che mi (e ci) aveva fatto appassionare a Black Mirror è paradossalmente la sua crudeltà e il suo non guardare il faccia a nessuno. La voglia di capire fin dove si sarebbero spinti i produttori e il regista nell’approfondire lo schifo raggiungibile dall’umanità era ciò che mi spingeva a guardare un episodio dopo l’altro, a non abbandonare la serie. Dunque immagino un po’ tutti noi ci chiedessimo se questa vena “speranzosa” avrebbe snaturato la serie o l’avrebbe trasformata in un prodotto nuovo.

Be’, posso dire che sono accadute entrambe le cose date le enormi differenze tra un episodio e l’altro.

Andiamo dunque a parlare di questi tre episodi fantastagorici nei dettagli per continuare un po’ il discorso.

 La serie si apre con STRIKING VIPERS, un episodio che sostanzialmente analizza le relazioni amorose costruite grazie ad app/dating systems online, le nostre molteplici identità virtuali mischiando il tutto con l’assottigliarsi del confine tra fedeltà/infedeltà, eterosessualità/omosessualità, amicizia/amore. I due protagonisti, Danny - sposato e con un figlio - e Karl - saltellante da una relazione all’altra con donne molto più giovani, sono amici da moltissimi anni e condividono la passione per i videogiochi. Karl regala a Danny questo nuovo gioco, Striking Vipers, appunto, nel quale i due amici impersonano i loro personaggi preferiti stile Mortal Kombat e lottano tra di loro. I due amici entrano in uno stato di paralisi sul divano mentre le loro menti sono completamente immerse nella realtà virtuale. Peccato che, quando sono dentro il gioco, una forte passione scatti tra i due amici, facendoli dubitare di tutte le loro certezze riguardo alla propria identità, sessuale e non. 

Patti chiari e amicizia lunga: Striking Vipers non è un bell’episodio. Ne abbiamo visti di molto più belli, traumatizzanti e coinvolgenti e questo non regge il confronto. La cosa positiva però è che qui viene preservato almeno un po’ quel senso di amarezza che faceva da padrone in molti episodi precedenti e che era un elemento caratterizzante della serie. Il finale è amaro e crudele proprio come piace ai fan hard core della serie, ma abbiamo visto sia di peggio (in quanto a cattiveria) sia di meglio (in quanto a qualità degli episodi). Se si vuole far riflettere sulle relazioni e sull’identità sessuale si è fallito miseramente, perché non emerge nessun particolare messaggio. Degno di nota il finale disincantato che guarda freddamente alla “famiglia”, ridotta a un qualcosa di facciata e di apparenza (come era in Messaggio al Primo Ministro o The Entire History of You), ma non ci si spinge mai in là come nelle prime stagioni. 

31 dicembre 2018

Propositi Letterari (e non) per il 2019

Ehi, partecipa al nostro Giveaway!



(So perfettamente che questo post in realtà riguarda - di nuovo - dei libri, però in realtà è più una lista di astratti propositi e non ci sono esclusivamente intenzioni letterarie, quindi peace out!)

Buonasera carissimi,
cosa c'è di più azzeccato di una lista di buoni propositi per l'anno che verrà, per salutare il 2018 che giunge al termine? 
Forse niente ed è la prima volta che faccio una lista di propositi pubblica per il blog, ma direi di provarci ugualmente e vediamo come va!

Dunque, ho deciso di volare basso dato che è la prima volta che faccio una lista di propositi e ne ho inseriti non troppi e non particolarmente difficili.
Nel caso in cui mi renda conto che gli standard sono troppo bassi o troppo alti... Be', pazienza! I propositi non si cambiano, quindi ci servirà da eventuale lezione per il 2020 (o per far totalmente naufragare questa iniziativa ahah).

Detto ciò, andiamo a scoprire cosa mi sono fissata come proposito per l'anno che verrà!

(Ovviamente colgo l'occasione per ringraziare tutti quelli che hanno supportato il blog in questo anno oltremodo complicato ^^)


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26 agosto 2018

Non Solo Libri - Once Upon A Time: storia di un declino


Oh, bene bene bene.
Cosa abbiamo qui? Si direbbe un altro post su una serie tv! Ebbene si, ma non una serie tv qualsiasi, infatti oggi prendiamo in esame una delle principali serie tv degli ultimi anni e uno show tra quelli che mi stanno più a cuore, che mi accompagna ormai da 5 lunghi e intensissimi anni.

Cinque lunghi anni, già, ma dopo 7 stagioni, 154 episodi e rotti, lutti, gioie, matrimoni e incantesimi, Once Upon A Time giunge al termine.

Quindi il post di oggi vuole essere un sunto di queste 7 stagioni (e di questi lunghi anni) e una spiegazione del perché penso siamo tutti d'accordo nel pensare che, si, serie bellissima, un viaggio meraviglioso, ma grazie a Dio è finito! 
Non proprio quello che uno dovrebbe dire dopo la fine di una delle sue serie tv preferite, o sbaglio? 

Senza anticipare nulla di più, andiamo a cominciare!


❧ QUALCHE DETTAGLIO TECNICO 



Dunque, Once Upon A Time per chi non lo sapesse è una serie tv americana di genere fantasy ambientata a Storybrooke, una piccola cittadina del Maine per le prime 6 stagioni, e ad Hyperion Hights, quartiere di Seattle durante la settima e ultima stagione. Cito testualmente da Wikipedia: "la serie è liberamente ispirata a leggende, ad alcuni classici della letteratura fantasy e, soprattutto, alle fiabe, ma ambientati ai giorni nostri. Inoltre si fa spesso riferimento ai film d'animazione Disney dai quali si riprendono nomi, personaggi e luoghi specifici". Insomma, pensate a tutte le fiabe, ai classici Disney e alle leggende che vi si raccontavano da bambini e immaginate che siano reali, con i personaggi che vivono ognuno la propria storia intrecciando le proprie vicende a quelle degli altri. Ora immaginate che quei personaggi vengano spediti sotto l'effetto di un sortilegio nel nostro mondo, perdendo completamente la memoria. Bene, avete ora - a grandi linee - Once Upon A Time.

Ad oggi la serie conta 155 episodi di 22', 10 episodi speciali inediti in Italia, una serie spin-off chiamata "Once Upon A Time in Wonderland" ambientata nel Paese delle Meraviglie e qualche episodio bonus (come il 6x20, l'episodio musical). Un bel po' di roba, no?


❧ TRAME GENERICHE 

Per avere un'idea generica di cosa si parla, molto molto in sintesi...

 STAGIONE UNO:

Dedicata interamente al risveglio di Emma, la protagonista, che non si ricorda di essere la figlia di Biancaneve e Il Principe Azzurro, frutto quindi del Vero Amore, e investita del ruolo di Salvatrice. E' incaricata cioè di salvare la sua intera famiglia da un sortilegio della Regina Cattiva.
Peccato non si ricordi nemmeno la sua vera identità! Compito del figlio che non sapeva di avere aiutarla a risvegliarsi...





 STAGIONE DUE:

La magia è arrivata nel nostro mondo, ma alcuni membri della famiglia di Emma sono stati rapiti e riportati nella Foresta Incantata. Quindi tutti al salvataggio.
Vengono anche introdotti alcuni personaggi fondamentali quali il primo amore di Emma, Neal, il fascinoso Uncino e la malvagia madre di Regina, Cora (arcinemica da sconfiggere).




21 febbraio 2018

Non Solo Libri: Ehi, ho finalmente visto Stranger Things!


Buongiorno,
non sapevo - naturalmente - di cosa scrivere, ma avendo un po' di tempo per farlo ho deciso di inventarmi da zero questo post sull'ultima serie tv che ho letteralmente divorato: Stranger Things, che sono sicura molti di voi abbiamo già visto.

Quindi preparatevi ad un post delirante, perchè non so davvero da dove cominciare a esprimere la miriade di emozioni concernenti questa serie c:


Dunque, prima di tutto qualche dettaglio tecnico c:

Per ora esistono due stagioni piuttosto diverse, ma so perfettamente che la domanda che tutti i profani di Stranger Things si stanno facendo è: Di cosa diamine parla Stranger Things?
Be', prendete complotti governativi, esperimenti su bambini per creare una razza superiore, mostri, paranormale e un mondo parallelo al nostro dove è tutto al contrario, poi agitate bene e condite con un'abbondante dose di umorismo, salsa nerd, amori e amicizie tipiche del liceo naturalmente con una massiccia spolverata di deliziosa atmosfera anni '80 et voilà, avete appena creato Stranger Things. Ambientato ad Hawkins, piccola cittadina dell'Indiana in pieno periodo Reagan,  i nostri protagonisti sono 4 amici molto nerd, molto amici e decisamente piccoli (parliamo di 10-11 anni circa) e uno di questi, Will Byers, sparisce misteriosamente nel nulla tornando a casa una sera. Sua madre (una splendida Winona Ryder) comincia subito le ricerche con l'aiuto dello Sceriffo locale e, ovviamente, degli amici di Will, ma presto scopriranno che dietro la sua scomparsa c'è molto, molto più di quello che sembra e decisamente un qualcosa che trascende il nostro mondo (dai complotti a una misteriosa ragazzina scappata da un laboratorio segreto...).

Quindi, cosa rende Stranger Things così speciale? Diverse cose. Andiamo con ordine!
Ah, premessa: tenete presente che è già stato scritto tutto lo scrivibile su questa serie tv, quindi non aspettatevi fuochi d'artificio o ciambelle gratis per contraddistinguere questa recensione lolol.





- L'ambientazione

Prima di dire qualsiasi altra cosa occorre subito precisare due robette sull'ambietazione: favolosa. Non ne avevo mai abbastanza di questi continui rimandi agli anni '80 e penso che se fossi americana me lo sarei goduto ancora di più.
Dalle sale giochi a Dungeons & Dragons o altri giochi da tavolo "precedenti all'era digitale", i fanatici del periodo avranno di certo grandi emozioni e si perderanno in questo gigantesco tuffo nei ricordi.
I colori spara-flashati (?), contrastanti e le ambientazioni così "oh, so american" fanno sorridere in continuazione (storia narrata a parte, che di sicuro non fa sorridere).
La ciliegina sulla torta? Be', la colonna sonora *^*.

19 gennaio 2018

Non Solo Libri: L'Ultima Meraviglia del mondo delle Serie TV

Buongiornissimo cari,
come state? E' un po' che non ci sentiamo, ma ehi, oggi ho una meraviglia di post da presentarvi, almeno, su un argomento che mi piace tantissimo, le serie tv. 
Oggi vi parlo in particolare della mia ultima scoperta, o meglio di una serie tv che ho scoperto da molto tempo, ma concluso da poche settimane.

Sto parlando di...


Cos'è Black Mirror?
E' forse una delle serie più rivoluzionarie degli ultimi anni. Cito dalla Bibbia (aka Wikipedia): "Ogni episodio è a se stante, ed il filo conduttore di ognuno è l'incedere e il progredire delle nuove tecnologie, l'assuefazione ad esse ed i loro effetti collaterali. Vengono immaginate e ricreate diverse situazioni del mondo moderno o futuro in cui una nuova invenzione tecnologica o un'idea paradossale ma realistica ha, in qualche modo, destabilizzato la società e i sentimenti umani." 
E Black Mirror è proprio questo, una serie in cui ogni episodio è a sè stante e in cui si analizza un diverso terrificante scenario in cui una qualche nuova scoperta tecnologica ora inesistente, ma non così improbabile, ha destabilizzato la società umana.

Gli episodi sono di lunghezza variabile, le stagioni hanno 3, 4 o 6 episodi, ma essendo a sè stanti poco importa. Insomma, si va dallo straordinariamente inquietante al perfettamente normale o quasi tenero o tragicomico

Per concludere, una serie da una potenza devastante, che si presta bene al binge-watching perchè non c'è alcun tipo di sequel o continuità, quindi vedere un episodio è come vedere un piccolo film senza l'ansia di dover sapere cosa succede negli episodi successivi. 
Il lato negativo è che, be', effettivamente questa discontinuità a volte dispiace, perchè saperne di più di qualche personaggio spesso sarebbe gradito.

L'altro aspetto alquanto peculiare di Black Mirror è che è una serie effettivamente in grado di far riflettere e non come molte altre che trattano temi importanti (come razzismo, anoressia, pregiudizi ecc.), ma perchè parla di avvenimenti concreti che per ora non si sono mai verificati, ma che potrebbero verificarsi in un futuro non troppo lontano e non ci resta che augurarci la protezione di qualche essere sovrannaturale nel caso si verificassero. Il problema è che noi siamo davvero così come veniamo descritti, schiavi della tecnologia e c'è davvero da preoccuparsi e farsi un esame di coscienza.

Infine vi siete già chiesti perchè Black Mirror si chiama così? Perchè, se ci fate caso e provate a spegnere un vostro device qualsiasi - pc, telefono cellulare, ipod o che ne so - lo schermo diventa nero e voi vi ci potete perfettamente riflettere, vedendo così voi stessi. E' quindi uno Specchio Nero. Black Mirror.

Per il resto vediamo ora di analizzare i top e i flop di questa serie attraverso le splendide fan-art in stile pop di Butcher Billy (qua ce n'è solo una selezione, intendiamoci).

GLI EPISODI MIGLIORI


  

1. Hated in the Nation. Forse forse il mio episodio preferito di tutta la serie (se la gioca con USS Callister). In un mondo dove le api si sono estinte e sono stati creati dei piccoli robot che le sostituiscono esse vengono sfruttate in una specie di gioco della morte basato su Twitter. Bello e profondo, fa riflettere sull'uso sconsiderato che le persone fanno di Twitter, dell'odio gratuito che si diffonde sulla rete, perchè in ogni caso "c'è un computer che ci protegge e impedisce agli altri di vedere chi siamo"... Peccato che ogni parola abbia un peso, soprattutto se augura la morte a qualcun altro.

2. Men Against Fire. Allora. Facciamo prima una riflessione sulla rielaborazione del poster di Full Metal Jacket di Kubrick? Adoro. In questo caso siamo un contesto militare (ricorrente in Black Mirror) in cui dei soldati sono portati a uccidere dei cosiddetti "Parassiti", persone sfigurate e selvagge che si sono trasformate in mostri, ma niente è come sembra e tutto potrebbe nasconde un grosso oscuro segreto... Bello bello, anche se un tantino ovvio per le classiche teorie del complotto...

3. USS Callister. Da grandissima fan di Star Trek questo episodio non poteva che finire in top 3. Anzi, probabilmente è alla vetta del podio. E' un episodio che mira interamente ad omaggiare la pluripremiata serie televisiva e il protagonista di questo episodio è un genio dell'informatica e sviluppatore di una piattaforma virtuale molto popolare. Peccato che sia anche uno psicopatico con una predilezione per la clonazione delle persone...
Bello, bellissimo. Ironico, pieno di riferimenti anche molto espliciti, ma ovviamente anche di rivisitazioni. Non dimentichiamo però che siamo in Black Mirror quindi anche in questo caso gli elementi inquietanti non mancano.

18 settembre 2017

Non Solo Libri: Due Serie TV di cui NECESSITO di parlarvi.

Buongiorgissimo ragazzi,
oggi vi devo assolutamente parlare di due serie tv che ho finito recentemente (una settimana fa e ieri per essere precisi ahah) e questo post è semplicemente il mio spazio di sfogo in cui vi parlerò a ruota libera di tutte le meraviglie di queste opere, che mi hanno totalmente conquistata e delle quali - perciò - non posso esimermi dal parlare.

Due serie totalmente diverse e splendide in modi diversi. Detto ciò, andiamo a sproloquiare a random *^*!

- Breaking Bad





Walter White è un professore di chimica di Albuquerque. Vive con la moglie Skyler, incinta della loro secondogenita, e il figlio Walter "Flynn" Junior, affetto da una paralisi cerebrale, un disturbo che gli causa problemi di linguaggio e lo costringe a servirsi di stampelle per muoversi. Alla soglia del compimento dei cinquant'anni, Walter è costretto a svolgere un secondo lavoro come dipendente di un autolavaggio, per far fronte alle difficoltà economiche della famiglia. A tutto questo si aggiunge il profondo senso di insoddisfazione di Walter, che deve sopportare le angherie del suo titolare, dei suoi amici e familiari, i quali lo vedono come un uomo debole e remissivo. In particolare suo cognato Hank, agente della DEA, con cui peraltro ha un buon rapporto, non perde occasione per mettere a confronto la sua vita avventurosa con quella di Walter, totalmente priva di soddisfazioni.
Quando a Walter viene diagnosticato un cancro ai polmoni, i suoi problemi sembrano precipitare. Tuttavia, in seguito al casuale incontro con Jesse Pinkman, un suo ex studente diventato uno spacciatore di poco conto, Walter decide di cucinare i cristalli di metanfetamina. Il prodotto di Walter si rivela però di qualità nettamente superiore rispetto alla concorrenza, con una purezza del 99,1%, derivante dalle sue conoscenze chimiche. Decide quindi di sfruttare le sue capacità per prendere il controllo del mercato della droga.

Riconoscimenti..
La serie ha vinto numerosissimi premi tra cui 15 Emmys, 2 Golden Globes, 6 WGA Awards, 5 Satellite Awards e molti altri per un totale di 52 premi.


Il mio pensiero molto disordinatamente...
Allora, ho iniziato questa serie quasi per gioco, perchè sentirsi dire "si, questa è una delle serie televisive migliori degli ultimi anni insieme a Lost" non è un'affermazione da poco, considerando che ho giornalmente a che fare con un essere umano che stravede letteralmente per Lost e che ai suoi tempi (quando ancora ancora lo davano in lunedi sera in tv, sigh, che nostalgia) mi obbligava a guardarlo in televisione.

Quindi non è che mi aspettassi chissà cosa, perchè si sa che un paragone con Lost è sempre un paragone un po' forzato, ma in realtà MI SBAGLIAVO COMPLETAMENTE. Cioè questa serie è - e non mi sento di esagerare a dirlo - un capolavoro.