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12 maggio 2020

Perchè le Serie Tv Spagnole ci piacciono così tanto: ESP vs USA

Buondì, amiconi!

Oggi vi propongo un tipo di post un po’ diverso in cui ho deciso di fare una specie di saggio (parolone assolutamente immeritato) su un tipo molto particolare di serie tv: le serie tv spagnole. L’obiettivo sarebbe in teoria capire perché sono diventate così famose e perché ci piacciono così tanto, a volte più delle classiche serie americane a cui siamo abituati. 

Non so bene se questa cosa avrà successo o meno, ma noi ci proviamo con i nostri soliti toni allegri e spensierati.

Dunque, let’s go!

Perché le serie tv spagnole ci piacciono così tanto: ESP vs USA

In questo post farò riferimento in particolare alle due serie tv spagnole che sono diventate iperfamose negli ultimi anni: naturalmente, La Casa di Carta ed Elite. Vorrei poter fare una menzione speciale a Le Ragazze del Centralino, ma ahimè non ne ho visto abbastanza.

DISCLAIMER: so benissimo che per ogni cosa che dirò a favore delle serie spagnole e per ogni differenza che evidenzierò con le serie americane ci saranno decine di esempi di serie made in USA che io non ho mai visto e che mi smentiscono. Be’, sticavoli. Ovviamente non posso aver visto tutto il panorama televisivo mondiale, quindi peace out!

Prima di tutto, se avete vissuto sotto ad una roccia fino ad adesso e non avete mai visto la super uper famosissima Casa di Carta né tantomeno il più ggggiovane Elite, un piccolo riassuntino può fare al caso vostro!

La Casa di Carta: un gruppo criminali, ognuno specializzato in una determinata area del crimine, viene assoldata da una mente geniale, il Professore, per svaligiare la Zecca di Spagna. Il piano sembra impossibile, e nonostante la genialità del Professore abbia previsto ogni possibile dettaglio e complicazione, i problemi non mancheranno (ma dai?).

Elite: Las Encinas, una scuola esclusiva tra le più costose e snob di Spagna, frequentata da figli di ricconi. Tre ragazzi normali - quindi molto meno facoltosi - porteranno però scompiglio a Las Encinas vincendo una borsa di studio e insinuandosi, non benvoluti, tra i suddetti ricconi. Intrighi amorosi, segreti, pettegolezzi etc. Solite tematiche adolescenziali, ovviamente, ma con un risvolto dark che spunta fuori ad ogni stagione: infatti i morti non mancano.

Queste due serie non hanno quasi nulla in comune se non qualche attore - cosa che turba particolarmente se viste a poca distanza l’una dall’altra - ma secondo me condividono gli elementi chiave che li rendono così di successo. Andiamo ad analizzarne qualcuno insieme…

01. Personaggi Esasperati IS BETTER THAN Trama che abbia un Senso

Ehi, tu, ignaro spettatore della domenica, come dici? Vorresti avere una trama che fila senza buchi e senza palesi dimenticanze che fanno urlare a squarciagola ‘dove avete lasciato il realismo?!”?
MA CHISSENEIMPORTA! Cosa ce ne frega quando abbiamo Carla e Lu che dettano legge in collegio, quando abbiamo Tokyo che fa una delle sue solite cavolate, quando il Professore frega la polizia proprio sotto i loro occhi?
*pappappararararappappara*




Non è un segreto che ci siano buchi di trama a non finire in entrambe le serie, non è un segreto che a volte ci siano delle cose talmente assurde da lasciare allibiti anche gli spettatori più fedeli e di sicuro non è un segreto che soluzioni molto semplici siano bellamente ignorate a favore di piani complicatissimi al limite dell’assurdo.

MA NON CI INTERESSA!

La grande attrattiva di queste serie, che fa totalmente dimenticare i buchi di trama che invece nelle serie americane secondo me sono minori (a parte qualche scivolone notevole che non stiamo a ricordare qui), sono infatti i personaggi.

Personaggi portati all’estremo, assurdi, di persone che nella vita reale probabilmente non esistono, ma che hanno stili di vita che noi tutti vorremmo: noi invidiamo i personaggi e vorremo essere come loro. Siamo dunque inevitabilmente trascinati verso il loro universo, poco importa che sia assolutamente irrealistico.

Chi non ha mai desiderato di essere al fianco della banda di rapinatori della Casa de Papel (almeno quando le cose vanno bene) e soprattutto chi non ha mai voluto andare a una delle travolgenti feste di Lu in Elite?

I protagonisti sono folli, energici, carismatici all’ennesima potenza. Intelligenti, sempre truccati o vestiti benissimo, pieni di denaro, ovviamente fascinosi, ovviamente migliori di chiunque gli stia intorno, ma non faccia parte della loro ‘cricca’.

Soprattutto, così come in altre serie tv, sono liberi. Liberi di fare quello che vogliono della propria vita senza nessun obbligo, costrizione o dovere (incluse legalità e la moralità).

Personaggi IS BETTER THAN Trama, per rilevanza ed importanza, senza alcun dubbio, e chi guarda è portato ad assecondare tutto ciò, ad accettare qualche scivolone sulla storia per godere di qualche scena in più con i nostri eroi.

Cioè a chi cavolo importa se la polizia di Madrid avrebbe tranquillamente potuto eliminare la corrente dalla Zecca impedendo alla Banda di continuare a produrre moneta (cosa per altro realmente possibile) e quindi sfanc*lando tutto il piano, quando possiamo godere del fascino di Berlino, degli scleri di Tokyo e della mitica meravigliosa perfetta divina insuperabile incommensurabile Nairobi? Daje, priorità nella vita, priorità!

Alla fine della fiera chissenefrega della trama, chissenefrega se ha senso o non ha senso, noi siamo qui per la chimica tra i personaggi, o no?

02. The Trasher the Better

In questo caso, se le serie americane ci hanno insegnato che se si vuole catturare uno spettatore osare si può e si deve, be’, qua è ancora peggio.

Tutto è sensazionale, esagerato, cinematografico. Gli espedienti per uscire dai casini sono così arzigogolati che aiuto, la parola d’ordine è OSARE.

Chiaramente gli sceneggiatori hanno deciso che più si creava una situazione assurda che sfidava i confini della realtà e dell’umanamente concepibile, più il tutto sarebbe venuto meglio e in effetti… Non dico che queste serie, proprio per la loro esagerazione, non siano trash, anzi, ma è quel tipo di trash che si ama e si vuole rivedere. 

Un guilty pleasure trash e leggero, insomma, perfetto per svagarsi (cosa che con queste serie si può fare egregiamente). Una serie che non conosce decenza né limite e dunque affonda a piene mani nel calderone del trash e senza nemmeno vergognarsene. In sintesi: non c’è limite al peggio.

Seguono esempi!

21 marzo 2020

AAA: Rimedi contro la Noia cercasi. SERIE TV che Recupererò in Quarantena

Buondì, amici!
Come state? Siete già stati sopraffatti dalla noia? Io si. E quindi sono passata dal rileggere vecchi libri che non toccavo da una vita (tipo Ready Player One di cui vi ho parlato su Instagram) a serie tv che devo recuperare.

Oggi quindi vi elenco le sei per le quali in effetti non aspettavo altro che un po' di tempo per poterle riprendere in mano!

Naturalmente, se anche voi come me siete drogati di Netflix e/o simili, be', sentitevi liberissimi di scrivere qua sotto quali recupererete in questi giorni vuoti: è sempre bello scambiarsi opinioni e consigli, soprattutto ora che si ha taaaanto tempo per farlo.

Ah, le serie non sono elencate in un ordine specifico, ma come mi vengono.


01. Elite (Stagione 3)


In realtà ho già finito di vedere la terza stagione e da 1 a 10 direi che è un solido 3 ahah. Piena di trash come piace a noi, ma la seconda era molto meglio.
Il finale, però, è una chicca e da solito merita un 10 e Lode.



02. How to Get Away With Murder/Le Regole del Delitto Perfetto (Stagione 5&6)

In realtà ho anche già finito la stagione 5 ahah. Molto carina, questa serie è piena di alti e bassi, ma ultimamente sta migliorando un sacco. Ci sono cose che mi hanno dato sui nervi, ma pazienza, non si può avere la perfezione.
In tutto ciò, finale shoooock, e sono pronta per la prima metà della stagione 6, che per altro è quella finale aiuto.



03. Suits (Stagione 9)
Aaaaaah che ansia!
La stagione finale di Suits, finalmente ce la farò, no? Per di più con Mike ç.ç e la neo-principessina d'Inghilterra Meghan altrimenti detta Rachel ç.ç.
Non vedo l'ora, ma allo stesso tempo non voglio iniziarla, capite che voglio dire?



04. On My Block (Stagione 3)

Una delle perle che mi ritengo fortunata ad aver scoperto. E' una piccola serie Netflix che parla di amicizia, crescita e tutte quelle belle cose in un quartiere governato dalle gang. I nostri amiconi, be', devono destreggiarsi in mezzo a tutto ciò.
Assolutamente divertente e così corta che vola in un paio di giorni, approfittatene!


8 giugno 2019

Non Solo Libri - Black Mirror 5: Cosa ne pensiamo?



Buongiorno cari!

Oggi parliamo dell’ultima novità di giugno in quanto a serie tv e in particolare di un qualcosa di cui abbiamo già parlato qui.

Mi sto naturalmente riferendo a Black Mirror e se siete familiari con le mie opinioni su questa serie sapete che ne sono OSSESSIONATA!

Il 5 giugno è uscita la tanto attesa quinta stagione dopo quell’assaggio abbastanza corposo che era stato Bandersnatch, a inizio 2019. Ora però siamo di nuovo back at it, girl: una nuova stagione, una stagione seria e completa, non più un episodio singolo per soddisfare momentaneamente i fan.

Cosa è successo, però, con questa quinta stagione? Questo, in sostanza, è un post in cui ve ne parlo e analizzo quelli che secondo me sono i punti di forza di questi nuovi episodi e soprattutto i loro difetti!

Risultati immagini per black mirror season 5

Prima di tutto qualche precisazione tecnica: sono solamente tre episodi, che effettivamente è molto poco rispetto alle altre stagioni, ma è stato giustificato dicendo che la preparazione di Bandersnatch ha richiesto molto più tempo e più sforzi del previsto e dunque si preferiva far uscire solo tre episodi, ma solidi e belli (e estremamente lunghi), che farne di più compromettendo la qualità della serie. 

Che dire, condivisibile. Se solo questi episodi fossero solidi e belli lol (di sicuro però sono lunghi). BOOOOOM, DRAMA ENTERS.

Sostanzialmente non era un segreto che i produttori di Black Mirror volessero iniziare a fare episodi più speranzosi, più positivi come San Junipero o Hang the DJ. E’ però anche vero che quello che mi (e ci) aveva fatto appassionare a Black Mirror è paradossalmente la sua crudeltà e il suo non guardare il faccia a nessuno. La voglia di capire fin dove si sarebbero spinti i produttori e il regista nell’approfondire lo schifo raggiungibile dall’umanità era ciò che mi spingeva a guardare un episodio dopo l’altro, a non abbandonare la serie. Dunque immagino un po’ tutti noi ci chiedessimo se questa vena “speranzosa” avrebbe snaturato la serie o l’avrebbe trasformata in un prodotto nuovo.

Be’, posso dire che sono accadute entrambe le cose date le enormi differenze tra un episodio e l’altro.

Andiamo dunque a parlare di questi tre episodi fantastagorici nei dettagli per continuare un po’ il discorso.

 La serie si apre con STRIKING VIPERS, un episodio che sostanzialmente analizza le relazioni amorose costruite grazie ad app/dating systems online, le nostre molteplici identità virtuali mischiando il tutto con l’assottigliarsi del confine tra fedeltà/infedeltà, eterosessualità/omosessualità, amicizia/amore. I due protagonisti, Danny - sposato e con un figlio - e Karl - saltellante da una relazione all’altra con donne molto più giovani, sono amici da moltissimi anni e condividono la passione per i videogiochi. Karl regala a Danny questo nuovo gioco, Striking Vipers, appunto, nel quale i due amici impersonano i loro personaggi preferiti stile Mortal Kombat e lottano tra di loro. I due amici entrano in uno stato di paralisi sul divano mentre le loro menti sono completamente immerse nella realtà virtuale. Peccato che, quando sono dentro il gioco, una forte passione scatti tra i due amici, facendoli dubitare di tutte le loro certezze riguardo alla propria identità, sessuale e non. 

Patti chiari e amicizia lunga: Striking Vipers non è un bell’episodio. Ne abbiamo visti di molto più belli, traumatizzanti e coinvolgenti e questo non regge il confronto. La cosa positiva però è che qui viene preservato almeno un po’ quel senso di amarezza che faceva da padrone in molti episodi precedenti e che era un elemento caratterizzante della serie. Il finale è amaro e crudele proprio come piace ai fan hard core della serie, ma abbiamo visto sia di peggio (in quanto a cattiveria) sia di meglio (in quanto a qualità degli episodi). Se si vuole far riflettere sulle relazioni e sull’identità sessuale si è fallito miseramente, perché non emerge nessun particolare messaggio. Degno di nota il finale disincantato che guarda freddamente alla “famiglia”, ridotta a un qualcosa di facciata e di apparenza (come era in Messaggio al Primo Ministro o The Entire History of You), ma non ci si spinge mai in là come nelle prime stagioni. 

26 agosto 2018

Non Solo Libri - Once Upon A Time: storia di un declino


Oh, bene bene bene.
Cosa abbiamo qui? Si direbbe un altro post su una serie tv! Ebbene si, ma non una serie tv qualsiasi, infatti oggi prendiamo in esame una delle principali serie tv degli ultimi anni e uno show tra quelli che mi stanno più a cuore, che mi accompagna ormai da 5 lunghi e intensissimi anni.

Cinque lunghi anni, già, ma dopo 7 stagioni, 154 episodi e rotti, lutti, gioie, matrimoni e incantesimi, Once Upon A Time giunge al termine.

Quindi il post di oggi vuole essere un sunto di queste 7 stagioni (e di questi lunghi anni) e una spiegazione del perché penso siamo tutti d'accordo nel pensare che, si, serie bellissima, un viaggio meraviglioso, ma grazie a Dio è finito! 
Non proprio quello che uno dovrebbe dire dopo la fine di una delle sue serie tv preferite, o sbaglio? 

Senza anticipare nulla di più, andiamo a cominciare!


❧ QUALCHE DETTAGLIO TECNICO ❧



Dunque, Once Upon A Time per chi non lo sapesse è una serie tv americana di genere fantasy ambientata a Storybrooke, una piccola cittadina del Maine per le prime 6 stagioni, e ad Hyperion Hights, quartiere di Seattle durante la settima e ultima stagione. Cito testualmente da Wikipedia: "la serie è liberamente ispirata a leggende, ad alcuni classici della letteratura fantasy e, soprattutto, alle fiabe, ma ambientati ai giorni nostri. Inoltre si fa spesso riferimento ai film d'animazione Disney dai quali si riprendono nomi, personaggi e luoghi specifici". Insomma, pensate a tutte le fiabe, ai classici Disney e alle leggende che vi si raccontavano da bambini e immaginate che siano reali, con i personaggi che vivono ognuno la propria storia intrecciando le proprie vicende a quelle degli altri. Ora immaginate che quei personaggi vengano spediti sotto l'effetto di un sortilegio nel nostro mondo, perdendo completamente la memoria. Bene, avete ora - a grandi linee - Once Upon A Time.

Ad oggi la serie conta 155 episodi di 22', 10 episodi speciali inediti in Italia, una serie spin-off chiamata "Once Upon A Time in Wonderland" ambientata nel Paese delle Meraviglie e qualche episodio bonus (come il 6x20, l'episodio musical). Un bel po' di roba, no?


❧ TRAME GENERICHE ❧

Per avere un'idea generica di cosa si parla, molto molto in sintesi...

 STAGIONE UNO:

Dedicata interamente al risveglio di Emma, la protagonista, che non si ricorda di essere la figlia di Biancaneve e Il Principe Azzurro, frutto quindi del Vero Amore, e investita del ruolo di Salvatrice. E' incaricata cioè di salvare la sua intera famiglia da un sortilegio della Regina Cattiva.
Peccato non si ricordi nemmeno la sua vera identità! Compito del figlio che non sapeva di avere aiutarla a risvegliarsi...





 STAGIONE DUE:

La magia è arrivata nel nostro mondo, ma alcuni membri della famiglia di Emma sono stati rapiti e riportati nella Foresta Incantata. Quindi tutti al salvataggio.
Vengono anche introdotti alcuni personaggi fondamentali quali il primo amore di Emma, Neal, il fascinoso Uncino e la malvagia madre di Regina, Cora (arcinemica da sconfiggere).




21 febbraio 2018

Non Solo Libri: Ehi, ho finalmente visto Stranger Things!


Buongiorno,
non sapevo - naturalmente - di cosa scrivere, ma avendo un po' di tempo per farlo ho deciso di inventarmi da zero questo post sull'ultima serie tv che ho letteralmente divorato: Stranger Things, che sono sicura molti di voi abbiamo già visto.

Quindi preparatevi ad un post delirante, perchè non so davvero da dove cominciare a esprimere la miriade di emozioni concernenti questa serie c:


Dunque, prima di tutto qualche dettaglio tecnico c:

Per ora esistono due stagioni piuttosto diverse, ma so perfettamente che la domanda che tutti i profani di Stranger Things si stanno facendo è: Di cosa diamine parla Stranger Things?
Be', prendete complotti governativi, esperimenti su bambini per creare una razza superiore, mostri, paranormale e un mondo parallelo al nostro dove è tutto al contrario, poi agitate bene e condite con un'abbondante dose di umorismo, salsa nerd, amori e amicizie tipiche del liceo naturalmente con una massiccia spolverata di deliziosa atmosfera anni '80 et voilà, avete appena creato Stranger Things. Ambientato ad Hawkins, piccola cittadina dell'Indiana in pieno periodo Reagan,  i nostri protagonisti sono 4 amici molto nerd, molto amici e decisamente piccoli (parliamo di 10-11 anni circa) e uno di questi, Will Byers, sparisce misteriosamente nel nulla tornando a casa una sera. Sua madre (una splendida Winona Ryder) comincia subito le ricerche con l'aiuto dello Sceriffo locale e, ovviamente, degli amici di Will, ma presto scopriranno che dietro la sua scomparsa c'è molto, molto più di quello che sembra e decisamente un qualcosa che trascende il nostro mondo (dai complotti a una misteriosa ragazzina scappata da un laboratorio segreto...).

Quindi, cosa rende Stranger Things così speciale? Diverse cose. Andiamo con ordine!
Ah, premessa: tenete presente che è già stato scritto tutto lo scrivibile su questa serie tv, quindi non aspettatevi fuochi d'artificio o ciambelle gratis per contraddistinguere questa recensione lolol.





- L'ambientazione

Prima di dire qualsiasi altra cosa occorre subito precisare due robette sull'ambietazione: favolosa. Non ne avevo mai abbastanza di questi continui rimandi agli anni '80 e penso che se fossi americana me lo sarei goduto ancora di più.
Dalle sale giochi a Dungeons & Dragons o altri giochi da tavolo "precedenti all'era digitale", i fanatici del periodo avranno di certo grandi emozioni e si perderanno in questo gigantesco tuffo nei ricordi.
I colori spara-flashati (?), contrastanti e le ambientazioni così "oh, so american" fanno sorridere in continuazione (storia narrata a parte, che di sicuro non fa sorridere).
La ciliegina sulla torta? Be', la colonna sonora *^*.

19 gennaio 2018

Non Solo Libri: L'Ultima Meraviglia del mondo delle Serie TV

Buongiornissimo cari,
come state? E' un po' che non ci sentiamo, ma ehi, oggi ho una meraviglia di post da presentarvi, almeno, su un argomento che mi piace tantissimo, le serie tv. 
Oggi vi parlo in particolare della mia ultima scoperta, o meglio di una serie tv che ho scoperto da molto tempo, ma concluso da poche settimane.

Sto parlando di...


Cos'è Black Mirror?
E' forse una delle serie più rivoluzionarie degli ultimi anni. Cito dalla Bibbia (aka Wikipedia): "Ogni episodio è a se stante, ed il filo conduttore di ognuno è l'incedere e il progredire delle nuove tecnologie, l'assuefazione ad esse ed i loro effetti collaterali. Vengono immaginate e ricreate diverse situazioni del mondo moderno o futuro in cui una nuova invenzione tecnologica o un'idea paradossale ma realistica ha, in qualche modo, destabilizzato la società e i sentimenti umani." 
E Black Mirror è proprio questo, una serie in cui ogni episodio è a sè stante e in cui si analizza un diverso terrificante scenario in cui una qualche nuova scoperta tecnologica ora inesistente, ma non così improbabile, ha destabilizzato la società umana.

Gli episodi sono di lunghezza variabile, le stagioni hanno 3, 4 o 6 episodi, ma essendo a sè stanti poco importa. Insomma, si va dallo straordinariamente inquietante al perfettamente normale o quasi tenero o tragicomico. 

Per concludere, una serie da una potenza devastante, che si presta bene al binge-watching perchè non c'è alcun tipo di sequel o continuità, quindi vedere un episodio è come vedere un piccolo film senza l'ansia di dover sapere cosa succede negli episodi successivi. 
Il lato negativo è che, be', effettivamente questa discontinuità a volte dispiace, perchè saperne di più di qualche personaggio spesso sarebbe gradito.

L'altro aspetto alquanto peculiare di Black Mirror è che è una serie effettivamente in grado di far riflettere e non come molte altre che trattano temi importanti (come razzismo, anoressia, pregiudizi ecc.), ma perchè parla di avvenimenti concreti che per ora non si sono mai verificati, ma che potrebbero verificarsi in un futuro non troppo lontano e non ci resta che augurarci la protezione di qualche essere sovrannaturale nel caso si verificassero. Il problema è che noi siamo davvero così come veniamo descritti, schiavi della tecnologia e c'è davvero da preoccuparsi e farsi un esame di coscienza.

Infine vi siete già chiesti perchè Black Mirror si chiama così? Perchè, se ci fate caso e provate a spegnere un vostro device qualsiasi - pc, telefono cellulare, ipod o che ne so - lo schermo diventa nero e voi vi ci potete perfettamente riflettere, vedendo così voi stessi. E' quindi uno Specchio Nero. Black Mirror.

Per il resto vediamo ora di analizzare i top e i flop di questa serie attraverso le splendide fan-art in stile pop di Butcher Billy (qua ce n'è solo una selezione, intendiamoci).

GLI EPISODI MIGLIORI


  

1. Hated in the Nation. Forse forse il mio episodio preferito di tutta la serie (se la gioca con USS Callister). In un mondo dove le api si sono estinte e sono stati creati dei piccoli robot che le sostituiscono esse vengono sfruttate in una specie di gioco della morte basato su Twitter. Bello e profondo, fa riflettere sull'uso sconsiderato che le persone fanno di Twitter, dell'odio gratuito che si diffonde sulla rete, perchè in ogni caso "c'è un computer che ci protegge e impedisce agli altri di vedere chi siamo"... Peccato che ogni parola abbia un peso, soprattutto se augura la morte a qualcun altro.

2. Men Against Fire. Allora. Facciamo prima una riflessione sulla rielaborazione del poster di Full Metal Jacket di Kubrick? Adoro. In questo caso siamo un contesto militare (ricorrente in Black Mirror) in cui dei soldati sono portati a uccidere dei cosiddetti "Parassiti", persone sfigurate e selvagge che si sono trasformate in mostri, ma niente è come sembra e tutto potrebbe nasconde un grosso oscuro segreto... Bello bello, anche se un tantino ovvio per le classiche teorie del complotto...

3. USS Callister. Da grandissima fan di Star Trek questo episodio non poteva che finire in top 3. Anzi, probabilmente è alla vetta del podio. E' un episodio che mira interamente ad omaggiare la pluripremiata serie televisiva e il protagonista di questo episodio è un genio dell'informatica e sviluppatore di una piattaforma virtuale molto popolare. Peccato che sia anche uno psicopatico con una predilezione per la clonazione delle persone...
Bello, bellissimo. Ironico, pieno di riferimenti anche molto espliciti, ma ovviamente anche di rivisitazioni. Non dimentichiamo però che siamo in Black Mirror quindi anche in questo caso gli elementi inquietanti non mancano.

18 settembre 2017

Non Solo Libri: Due Serie TV di cui NECESSITO di parlarvi.

Buongiorgissimo ragazzi,
oggi vi devo assolutamente parlare di due serie tv che ho finito recentemente (una settimana fa e ieri per essere precisi ahah) e questo post è semplicemente il mio spazio di sfogo in cui vi parlerò a ruota libera di tutte le meraviglie di queste opere, che mi hanno totalmente conquistata e delle quali - perciò - non posso esimermi dal parlare.

Due serie totalmente diverse e splendide in modi diversi. Detto ciò, andiamo a sproloquiare a random *^*!

- Breaking Bad





Walter White è un professore di chimica di Albuquerque. Vive con la moglie Skyler, incinta della loro secondogenita, e il figlio Walter "Flynn" Junior, affetto da una paralisi cerebrale, un disturbo che gli causa problemi di linguaggio e lo costringe a servirsi di stampelle per muoversi. Alla soglia del compimento dei cinquant'anni, Walter è costretto a svolgere un secondo lavoro come dipendente di un autolavaggio, per far fronte alle difficoltà economiche della famiglia. A tutto questo si aggiunge il profondo senso di insoddisfazione di Walter, che deve sopportare le angherie del suo titolare, dei suoi amici e familiari, i quali lo vedono come un uomo debole e remissivo. In particolare suo cognato Hank, agente della DEA, con cui peraltro ha un buon rapporto, non perde occasione per mettere a confronto la sua vita avventurosa con quella di Walter, totalmente priva di soddisfazioni.
Quando a Walter viene diagnosticato un cancro ai polmoni, i suoi problemi sembrano precipitare. Tuttavia, in seguito al casuale incontro con Jesse Pinkman, un suo ex studente diventato uno spacciatore di poco conto, Walter decide di cucinare i cristalli di metanfetamina. Il prodotto di Walter si rivela però di qualità nettamente superiore rispetto alla concorrenza, con una purezza del 99,1%, derivante dalle sue conoscenze chimiche. Decide quindi di sfruttare le sue capacità per prendere il controllo del mercato della droga.

Riconoscimenti..
La serie ha vinto numerosissimi premi tra cui 15 Emmys, 2 Golden Globes, 6 WGA Awards, 5 Satellite Awards e molti altri per un totale di 52 premi.


Il mio pensiero molto disordinatamente...
Allora, ho iniziato questa serie quasi per gioco, perchè sentirsi dire "si, questa è una delle serie televisive migliori degli ultimi anni insieme a Lost" non è un'affermazione da poco, considerando che ho giornalmente a che fare con un essere umano che stravede letteralmente per Lost e che ai suoi tempi (quando ancora ancora lo davano in lunedi sera in tv, sigh, che nostalgia) mi obbligava a guardarlo in televisione.

Quindi non è che mi aspettassi chissà cosa, perchè si sa che un paragone con Lost è sempre un paragone un po' forzato, ma in realtà MI SBAGLIAVO COMPLETAMENTE. Cioè questa serie è - e non mi sento di esagerare a dirlo - un capolavoro.



7 maggio 2017

Non Solo Libri: Let's Talk About... 13 Reasons Why - Recensione

Buongiorno carissimi,
di cosa parliamo oggi? Ma ovviamente dopo che tutti ne hanno parlato, dopo che la novità è ormai sparita e dopo che la trama è nota al mondo e apparentemente non c'è nulla da rivelare... Arrivo io. Eh si, oggi parliamo di 13 Reasons Why, tratto dall'omonimo romanzo di Jay Asher.


Un romanzo toccante e provocatorio, un thriller psicologico ad altissima tensione, crudele e sincero. Clay Jensen torna a casa da scuola e davanti alla porta trova un pacchetto indirizzato a lui, ma senza mittente. Dentro ci sono sette cassette numerate con dello smalto blu. Clay comincia ad ascoltare: le ha registrate Hannah Baker, la ragazza di cui Clay è innamorato da sempre. La stessa ragazza che si è suicidata due settimane prima. Hannah ha registrato tredici storie, una per lato, una per ogni persona che in un modo o nell'altro l'ha spinta verso la decisione di togliersi la vita. Ma lui cosa c'entra? Clay è sconvolto, vuole capire fino in fondo, scoprire quale ruolo ha svolto. Guidato dalla voce di Hannah, Clay ripercorre gli episodi e i luoghi che hanno segnato la vita della ragazza e che come tante piccole palle di neve si sono accumulati fino a divenire una valanga incontrollabile. Con la voce nelle cuffie, Clay si tuffa nei ricordi, nei rimpianti, e si tormenta cercando di capire cosa sarebbe successo se...
Trovi la mia recensione > QUI




Mini-Recensione:
Partiamo da quello che tutti si aspettavano, me compresa: una serie toccante, rigorosissima nel seguire la trama del libro così che affrontasse l'importantissimo tema del bullismo. Cosa abbiamo ricevuto invece?


Direi di affrontare tutti gli aspetti positivi di questa serie così come avevamo fatto per Scream Queens (in questo post , se ve lo steste chiedendo) c:

     1. Hannah

La nostra protagonista che da un senso all'intera serie tv, che ci rimanda a tutto ciò che di brutto le è successo e che l'ha portata ad un atto così estremo. Noi lettori del libro sapevamo bene cosa sarebbe successo e che Hannah sarebbe morta per quei certi motivi, ma non potevo decisamente desiderare una protagonista migliore. 
Ci guida con costanza, coerenza, precisione e crudeltà, riprendendo fedelmente le parole del libro, un particolare che ho adorato.

Applausi a una splendida attrice che ha reso questa Hannah la protagonista più reale che potessimo ottenere.

Una protagonista che, nonostante tutto quello che le accade e tutti gli amici che incontra, risulta sempre, inevitabilmente sola. Una doppia Hannah che si divide tra quella a scuola, che seguiamo durante tutto il suo percorso fino al suicidio, di lenta disperazione e resa, e quella che registra, convinta, amareggiata e delusa.

La chicca? La fine che fa, evidente nell'ultimo episodio, assente nel libro e crudele, spietata e immancabile. Fa ancora più male perché ormai si è affezionati a lei, ma non dimentichiamo che si sapeva fin dall'inizio che "Hannah Baker si è suicidata".

     2. Il narratore

Clay Jensen. Quanto tempo ho aspettato di incontrarti sullo schermo e quanto mi aspettavo da te. Sinceramente non mi hai deluso per niente (a parte qualche aggiunta al libro totalmente fuori contesto), sei sempre stato coerente, disperato fin dall'inizio e direi consapevole di essere colpevole, anche se poi ti sei fasciato la testa esageratamente prima di essertela rotta, perché a mio parere tu non hai nessuna colpa, o quantomeno molto meno degli altri.  
La giusta controparte di Hannah e suo complice fino all'ultimo doloroso atto.

     3. La tematica del bullismo

Poco di nuovo c'è da dire su questa tematica che non sia già stato detto dai più e soprattutto non sia stato scritto nella recensione del libro.
Questo libro insegna. Insegna come dai gesti più insignificanti si possa costituire una montagna insormontabile in grado di uccidere una persona, di come anche i nostri più piccoli atti abbiano degli effetti sugli altri, effetti che noi spesso ignoriamo.
Alcune motivazioni di Hannah sono secondo me eccessive, si, ma danno l'idea di quanto le persone possano sentirsi male per azioni che a noi sembrano normali, un simpatico scherzo o un brutto tiro, ma neanche poi così grave.

26 gennaio 2017

Non Solo Libri: BREAKING NEWS ~ In arrivo la serie tv basata su '13' di Jay Asher


Oh. Mio. Dio. 
OH MIO DIO, RAGAZZI CARI, OH MIO DIO.

Ieri sera ero su Facebook a cazzeggiare (si, tranquillamente, ma è a questo che serve facebook no?) e cosa mi trovo? Un video. Questo video, per essere precisi.



Precisamente di cosa stiamo parlando? Dell'adattamento a serie tv del libro di enorme successo 13 di Jay Asher, in arrivo il 31 marzo su Netflix.

Un romanzo toccante e provocatorio, un thriller psicologico ad altissima tensione, crudele e sincero. Clay Jensen torna a casa da scuola e davanti alla porta trova un pacchetto indirizzato a lui, ma senza mittente. Dentro ci sono sette cassette numerate con dello smalto blu. Clay comincia ad ascoltare: le ha registrate Hannah Baker, la ragazza di cui Clay è innamorato da sempre. La stessa ragazza che si è suicidata due settimane prima. Hannah ha registrato tredici storie, una per lato, una per ogni persona che in un modo o nell'altro l'ha spinta verso la decisione di togliersi la vita. Ma lui cosa c'entra? Clay è sconvolto, vuole capire fino in fondo, scoprire quale ruolo ha svolto. Per tutta la notte, guidato dalla voce di Hannah, Clay ripercorre gli episodi e i luoghi che hanno segnato la vita della ragazza e che come tante piccole palle di neve si sono accumulati fino a divenire una valanga in-controllabile. Per tutta la notte, con la voce nelle cuffie, Clay si tuffa nei ricordi, nei rimpianti, e si tormenta cercando di capire cosa sarebbe successo se...
Trovi la mia recensione > a questo link!





Allora, vi ho convinto? Io la guarderò sicuramente e mi ritufferò tra le pagine di questa meraviglia al più presto, sperando di riuscire a rileggerlo prima che inizi la serie: sono estremamente curiosa di vedere come sarà realizzata *-*.

Quanti di voi hanno letto il libro? Quanti di voi saranno lì con me ad aspettare impazienti il 31 per vedere l'adattamento? 

Gioia e giubilo, un giovedì che va nel verso giusto, per quanto mi riguarda.

Un abbraccio,
#Rainy

29 dicembre 2016

Non solo libri: Scream Queens (Stagione 2) - Recensione


A quasi un anno dalla recensione della prima stagione torniamo con un nuovo mirabolante episodio per parlare di questa serie tv, che per chi non se lo ricordasse è stata ideata dai creatori di American Horror Story (soprattutto) e Glee.

Se non conoscete Scream Queens l'unica cosa che posso consigliarvi e di leggere la recensione alla prima stagione sempre su questo blog (cliccando quiii) c:


Oh, yeah. Torniamo con il trash e con che trash! Il trash più ricco, magro, bello e alla moda della tv!

Dunque la seconda stagione di Scream Queens riprende esattamente da dove avevamo abbandonato la prima: Chanel Oberlin con #3 e #5 (vi ricordate delle sue Minions, no?) chiuse in un manicomio con il misterioso Diavolo Rosso a minacciarle. La vera domanda era: Chanel è viva o no?

Mi sembra evidente che se siamo arrivati a questa seconda stagione la risposta è si. Chanel è viva e più stronza che mai.

Quali sono le novità di questa stagione, però? Andiamo ad analizzarle tutte ^^.