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10 novembre 2023

Review Party: 'Lavinia' - Ursula K. Le Guin



Buongiornissimo come sempre :)

Come andiamo? Oggi torniamo a parlare di classici e che classici! E’ finalmente approdato sugli scaffali infatti l’ultimo lavoro di Ursula K. Le Guin, Lavinia, che punta a dare una voce ad una figura che nell’Eneide è citata, ma non parla mai, ossia per l’appunto la celebre moglie di Enea. Come sarà? Vediamo!


Ringrazio Franci per aver organizzato il tour e la casa editrice per la copia in anteprima.


Trama



UNICA FIGLIA DEL RE LATINO, la giovane Lavinia è corteggiata da Turno, re dei Rutuli. Il suo destino però è quello di sposare il principe esule venuto dall’Oriente, Enea, e da lui generare una stirpe che governerà il mondo. Un legame da cui nascerà un impero, ma al prezzo di un conflitto sanguinoso. Nonostante sia un personaggio cruciale nell’Eneide, in tutto il poema Lavinia non pronuncia una sola parola. Duemila anni dopo, finalmente Ursula Le Guin restituisce la voce alla principessa italica.


Prendendo in mano la propria sorte, la giovane svela ciò che Virgilio ha taciuto: la storia della sua vita, l’amore della sua vita.


Lavinia è una rilettura attuale ed emozionante degli ultimi sei libri dell’Eneide: un romanzo di austera bellezza che, come la migliore epica classica, parla di guerra e di passioni, intessendo un racconto ricco di dettagli e immaginazione, premiato con il Locus nel 2009.


 

Recensione


Si sa che le donne sono spesso bistrattate nella letteratura classica (e non) e che molti autori e autrici nel corso degli anni si sono fissati l’obiettivo di ridare dignità a queste figure con delle rielaborazioni o dei retelling. Non sempre questi tentativi sono riusciti con successo (vedi Arianna e vedi, come esempio positivo invece, Circe) e purtroppo l’abilità della scrittrice o dello scrittore è sempre determinante. Spesso infatti l’autore o l’autrice cade nello scontato, riscoprendo figure che non riescono a dare dignità al personaggio che si propongono di elevare e che anzi spesso ottengono l’effetto opposto. Diciamo anche che con Le Guin giochiamo in mani sicurissime e l’autrice ha più volte dato prova della propria straordinaria abilità senza proverbialmente sbagliare mai un colpo. Sarà dunque riuscita a misurarsi anche con questo nuovo genere così ostico? La risposta, ovviamente, è si.


10 gennaio 2023

Review Party: ‘Hell Bent’ (La Nona Casa #2) - Leigh Bardugo



Buonasera amigos,

oggi siamo qui per parlare di un libro che era suuuuper atteso da chiunque e che finalmente da oggi è approdato sugli scaffali: sto parlando del seguito della Nona Casa, ossia Hell Bent - Il Portale per l’Inferno. Sapete molto bene che ho adorato il primo libro (recensione), quindi dire che ero trepidante è dire poco. Senza ulteriore indugio quindi, let’s go!

Ringrazio la CE per la copia in anteprima e Bea per aver organizzato tutto as usual!


Trama


Denso di storia e ricco di colpi di scena nello stile magnifico di Bardugo, Hell Bent dà vita a un mondo intricato e indimenticabile, pieno di magia, violenza e mostri fin troppo reali.


Trovare un portale per il mondo sotterraneo e rubare un'anima dall'inferno. Un piano semplice, se non fosse che le persone che compiono questo particolare viaggio raramente tornano indietro. Ma Galaxy "Alex" Stern è determinata a liberare Darlington, anche se questo le costerà il futuro alla Lethe e a Yale. Impossibilitate a tentare un salvataggio perché non possono accedere alle risorse della Nona Casa, Alex e Pamela Dawes, l'assistente di ricerca, mettono quindi insieme una squadra di dubbi alleati per salvare il "gentiluomo della Lethe". Insieme, dovranno navigare in un labirinto di testi arcani e artefatti bizzarri per scoprire i segreti più gelosamente custoditi dalla società, infrangendo ogni regola. Ma quando i membri della facoltà iniziano a morire, Alex sa che non si tratta di semplici incidenti. Qualcosa di letale è all'opera a New Haven e, se vuole sopravvivere, dovrà fare i conti con i fantasmi del suo passato e con l'oscurità insita nelle mura dell'università.



Recensione

La serie della Nona Casa è ormai celeberrima in tutto il mondo non solo perchè è la prima serie per adulti della Bardugo distinta dal Grishaverse, ma anche perché il primo libro è di una qualità piuttosto rara. Tra le migliori letture del 2020, La Nona Casa con la sua protagonista Alex Stern aveva conquistato i cuori di migliaia di lettori lasciandoli con il fiato sospeso per l’arrivo del secondo. Ora il secondo è qui, come è?


Poche cose sono sicure nella vita e una di queste è che Bardugo sa scrivere e sa il fatto suo in quanto a caratterizzazione dei personaggi. Dopo una parentesi un po’ a ribasso con King of Scars, diciamo che le aspettative erano tante e sono felice di dire che non sono state disattese.


10 maggio 2022

Review Party: 'Queste Gioie Violente' (These Violent Delights #1) - Chloe Gong


Buongiornissimo!

Oggi vi propongo, insieme alle mie colleghe, la recensione del primo capitolo della dilogia These Violent Delights di Chloe Gong, retelling in chiave moderna di Romeo & Giulietta. Grazie alla CE per la copia in anteprima!


Trama



Corre l'anno 1926 e a Shanghai, scintillante come non mai, si respira un'aria di dissolutezza. Una faida sanguinosa tra due gang nemiche tinge di rosso le strade, lasciando la città inerme nella morsa del caos. Al centro di tutto c'è la diciottenne Juliette Cai che, dopo un passato lontano dagli affari di famiglia, ha deciso ora di prenderne in mano le redini e assumere il ruolo che le spetta di diritto nella Gang Scarlatta, un'organizzazione di criminali completamente al di sopra della legge. Ma non sono gli unici a voler imporre il proprio controllo sulla città. A contendere il loro potere, infatti, ci sono i Fiori Bianchi, nemici da generazioni. E dietro ogni loro mossa, c'è il loro rampollo, Roma Montagov, il primo amore di Juliette… ma anche il primo ad averla tradita. Quando gli affiliati di entrambe le gang iniziano a mostrare segni di instabilità, che culminano in suicidi cruenti, si diffondono strane voci. Si parla di contagio, di follia, di mostri nascosti nell'ombra. A mano a mano che le morti si accumulano, Juliette e Roma sono costretti a mettere da parte le armi – e il rancore che provano l'una per l'altro – e a iniziare a collaborare. Se non riusciranno a fermare il caos che sta sconvolgendo la loro gente e Shanghai, non resterà più nulla su cui esercitare il loro dominio. In questa originalissima rivisitazione del classico di Shakespeare, Chloe Gong conduce i lettori in un viaggio avventuroso e commovente durante il quale violenza e passione si mescolano nei destini dei giovani protagonisti.


La serie è composta da...
01. Queste Gioie Violente
02. Questa Violenta Fine 



Recensione



"Le gioie violente hanno violenta fine, e muoiono nel loro trionfo, come il fuoco e la polvere da sparo, che si consumano al primo bacio."



Io sono una grande fan dei retelling e dei libri che hanno un’ambientazione orientale, quindi mi sono fin da subito interessata a questo libro che si propone di rielaborare alcuni elementi di Romeo e Giulietta in chiave moderna e fantastica, ambientandoli nella Shanghai degli anni ’20. La prima cosa da precisare è che sebbene questo libro abbia una certa dose di riferimenti all’opera Shakespeariana, non è un retelling vero e proprio, perchè di fatto ha solo la presenza di due innamorati provenienti da due famiglie di gangster rivali (un po’ stile Romeo+Juliet), ma le somiglianze finiscono lì. Gong ha costruito una storia che riguarda i due innamorati più famosi di tutti i tempi, qui provenienti dalle famiglie di gangster Gang Scarlatta e Fiori Bianchi che imperversano nella Shanghai del primo dopo guerra, ma ci ha aggiunto degli elementi soprannaturali e fantastici costruendo una storia decisamente più complessa.



Tra gli aspetti positivi bisogna evidenziare i due protagonisti che finalmente - finalmente! - dimostrano una certa complessità e differenza rispetto agli stereotipi. Juliet, la protagonista femminile di origine cinese e erede della Gang Scarlatta, è infatti estremamente crudele, violenta, spietata, incapace di compassione, caratteristiche che solitamente vengono attribuite al protagonista maschile e, cosa ancora più importante, questa sua durezza caratteriale ci viene mostrata, non descritta (show, don’t tell dicono quelli bravi). Invece Roma, protagonista maschile di origine russa ed erede dei Fiori Bianchi, è un grande esempio di mascolinità NON tossica, ma che non ha timore di esprimere le proprie emozioni, che aborre la violenza per quanto possibile ed è vittima della pressione a cui il suo ruolo di erede lo sottopone, pressione che Juliet sembra sentire molto meno e anzi ricercare. In generale Juliet e Roma sono due ottimi esempi di come si possa ancora dire qualcosa su una storia d’amore tra adolescenti e di come i canoni a cui siamo abituati possano essere stravolti in meglio.


4 febbraio 2022

Review Party: 'La Dea in Fiamme' (La Guerra dei Papaveri #3) - R. F. Kuang


Buongiornissimo, kaffè!

Come andiamo? Oggi ci attende un arduo compito: parlare dell’ultimo capitolo della serie La Guerra dei Papaveri, arrivata al suo culmine con La Dea in Fiamme, di cui oggi discutiamo. Ringrazio la CE per la copia digitale e le mie colleghe per avermi accompagnata in questo viaggio.


Trama



Dopo aver salvato il Nikan dagli invasori stranieri e aver combattuto l’infernale imperatrice Su Daji, Fang Runin è stata tradita dai suoi alleati e abbandonata in fin di vita.


Nonostante tutto ciò che ha perso, Rin non ha rinunciato a lottare per il popolo delle province meridionali, a cui ha sacrificato così tanto, e soprattutto per il suo villaggio natale, Tikany. Nel tornare alle sue radici, Rin dovrà fronteggiare ardue sfide, ma anche inaspettate opportunità.


I suoi nuovi alleati alla guida della Coalizione del sud sono astuti e infidi, ma Rin si accorge presto che a detenere il vero potere nel Nikan sono i milioni di cittadini comuni assetati di vendetta che la venerano come una dea salvatrice.


Appoggiata dal massiccio esercito del sud, Rin userà ogni arma per sconfiggere la Repubblica del Drago, i colonizzatori esperiani e tutti coloro che minacciano le arti sciamaniche e coloro che le praticano.


Acquisterà maggiore forza o influenza, ma sarà anche in grado di resistere al richiamo della Fenice, che la spinge a dare alle fiamme il mondo intero?



Recensione


Questo terzo libro è il terzo libro che non ci meritavamo, ma di cui avevamo bisogno. E’ un finale molto lungo e sebbene sia più scarso di avvenimenti se comparato ai libri precedenti, sicuramente non manca di emozioni.



Ritroviamo Rin con i pochi alleati di sempre in lotta per liberare il Sud dal dominio di quella che avrebbe dovuto diventare la Repubblica di Vaisra e dagli Esperiani, e in questo ultimo capitolo tutti i nodi vengono al pettine nella loro drammaticità.


La cosa che sicuramente mi ha colpito di più è il brusco cambio di toni nel corso del libro: da vera maestra di strategia e scrittura, Kuang ci ha abituato ai suoi fini stratagemmi militari e sconvolgimenti di potere e così questo terzo libro non può essere da meno. Da metà in poi, però, prevale un senso di inevitabilità e predestinazione, perché appare sempre più evidente che Rin e i suoi alleati sono vittime del progresso e affannano nello stare al passo con le esigenze del mondo reale e della tecnologia che avanza e che in questo nuovo mondo dominato dagli Esperiani - che altro non sono che la versione di Kuang per rappresentare gli Occidentali e la generale colonizzazione Occidentale dell’Asia - dovranno sempre ritagliarsi spazio con le unghie e con i denti. Il mondo va avanti senza gli sciamani e sebbene questi siano le creature più potenti mai esistite sulla terra, hanno difficoltà a gestire il mondo reale fatto di fame, carestie, commerci e intrighi politici e vengono facilmente soppiantati dalla maggiore efficienza Esperiana. In tal senso infatti, Rin è il perfetto esempio di sciamana potentissima, il migliore soldato che camminerà mai su questa terra, ma assolutamente incapace di governare un paese con efficienza e obiettività. Il finale, autenticamente emozionante, è la perfetta dimostrazione della lungimiranza dell’autrice, che ha voluto costruire questa epopea epica accompagnando il lettore mano nella mano insieme a Runin salvo poi fargli capire che il destino del mondo è diverso e che un equilibrio con l’Occidente colonizzatore è necessario per la sopravvivenza. Il confitto centrale del libro è difatti questo: da una parte la necessità di piegarsi al colonizzatori per sopravvivere, dall’altra il desiderio di vincere sull’Occidente e trionfare su tutto e tutti con le proprie forze per guidare la rinascita del continente e il libro è un capolavoro di rassegnazione, inevitabilità e di lotta contro un nemico apparentemente più debole, ma con un insormontabile vantaggio strategico che lo rende invincibile.


18 gennaio 2022

Recensione: 'La Casa sul Mare Celeste' - T. J. Klune

Buongiornissimo, amici!

Buon 2022 già che ci siamo e la domanda di rito: come avete passato le feste, come va? 


Apriamo l’anno con la recensione (mentre aspettiamo venga pubblicata qualche data di uscita che ancora ci manca…) di un libro che ha spopolato l’anno scorso, che ha riscosso pareri positivi ovunque e dovunque e che ha entusiasmato i più. Un libro che pare essere una vera e propria coccola e tra le cose più dolci che mai abbiano calcato i nostri scaffali!


L’avrete capito, ma sto parlando de La Casa sul Mare Celeste!


Trama



Linus Baker è un assistente sociale impiegato al Dipartimento della Magia Minorile. Il compito che esegue con scrupolosa professionalità è assicurarsi che i bambini dotati di poteri magici, cresciuti in appositi istituti in modo da proteggere quelli “normali”, siano ben accuditi. La vita di Linus è decisamente tranquilla, per non dire monotona: vive in una casetta solitaria in compagnia di una gatta schiva e dei suoi amati dischi in vinile.


Tutto cambia quando, inaspettatamente, viene convocato nell’ufficio della Suprema Dirigenza. È stato scelto per un compito inconsueto e top secret: dovrà recarsi su un’isola remota, Marsyas, e stabilire se l’orfanotrofio diretto da un certo Arthur Parnassus abbia i requisiti per rimanere aperto.


Appena mette piede sull’isola, Linus si rende conto che i sei bambini ospitati nella struttura sono molto diversi da tutti quelli di cui ha dovuto occuparsi in passato. Il più enigmatico tra gli abitanti di Marsyas è però Arthur Parnassus, che dietro ai modi affabili nasconde un terribile segreto.


Un’incantevole storia d’amore ambientata in una realtà fantastica, meravigliosamente narrata, su cosa significhi accorgersi che, a volte, si può scegliere la vita che si vuole. E, se si è abbastanza fortunati, magari quella vita ci sceglie a sua volta.



Recensione

La Casa sul Mare Celeste è una storia su cui avevo certe aspettative ben definite e molto alte, ma di cui sapevo ben poco. Queste aspettative in sostanza si riassumono in: una storia dolcissima, una vera coccola su carta, una lettura di conforto piena di zucchero.


In effetti, LCSMC (e basta con questi titoli lunghissimi…) è un libro particolare che ruota intorno all’orfanotrofio dell’isola di Marsyas (e ai bambini che ospita) e all’assistente sociale Linus chiamato ad esaminarlo per decidere se farlo chiudere o meno, il tutto in un mondo dove la magia esiste e la cosa è di pubblico dominio, ma le creature magiche sono ancora fortemente stigmatizzate.


Ora, se avete visto La Sposa Cadavere vi ricorderete come il mondo dei vivi sia buio, freddo, grigio, tetro, mentre quello dei morti sempre in festa, colorato, allegro e vivace. Questo è un’espediente molto semplice, ma efficace per far notare a chi guarda (o legge, nel nostro caso) la superiorità di un mondo rispetto ad un altro. Ecco, anche LCSMC ripropone questo contrasto tra l’isola di Marsyas come posto felice, spensierato, gioioso e la città dove lavora Linus come triste, perennemente piovosa, rigida. Come avrete immaginato, il punto fondamentale del libro è il contrasto tra il mondo reale, che discrimina le creature magiche ed è un posto odioso e deprimente, rovinato dal proprio pregiudizio, e l’orfanotrofio dove tutto è meraviglioso e i bambini crescono felici pur sapendo che il mondo non sarà gentile con loro. Allo stesso modo è stridente il contrasto tra i bambini, entusiasti di ogni opportunità, e gli adulti che li temono, inariditi e inaciditi.



17 novembre 2021

Review Party: 'Addendum alla proposta di legge sul diritto all'autodeterminazione degli oggetti' - Sephira Riva

Buongiornissimo, amici!

Quest’oggi vi parlo di un racconto molto particolare che mi è stato gentilmente dato in anteprima dall’autrice, Sephira di Moedisia, e dalla CE Delos Digital, che ringrazio profondamente.

E’ un racconto molto particolare e non voglio perdermi in indugi che gli toglierebbero inutilmente spazio, quindi procediamo!


Trama



Fantascienza - racconto lungo (26 pagine) - Una storia surreale basata sui topoi della fantascienza e sul linguaggio inclusivo.


Uno sgangherato laboratorio di ricerca nelle isole Svalbard. Una macchina per il controllo del clima che fa grandinare nei corridoi. Un trio di giovan¿ ricercator¿ con un incarico impossibile: il reverse engineering di un manufatto extraterrestre, commissionato da alieni incorporei (anzi: alien* incorpore*, perché non conosciamo il loro sesso). Cos¿è il reverse engineering? E che aspetto ha un alieno incorporeo? La geniale autrice esordiente Sephira Riva gioca con i topoi della fantascienza e con il linguaggio inclusivo, per raccontarci la storia più surreale mai apparsa su Futuro Presente.








Recensione


Dunque, come dicevo l’Addendum non è un libro, è bensì un racconto. E’ quindi incredibilmente corto e questo è sia un punto di forza sia un piccolo difetto. Il racconto vuole trattare del linguaggio inclusivo in maniera innovativa, mischiando l’evoluzione della lingua che la sta portando ad abbracciare caratteri speciali quali la schwa con una vera e propria storia sci-fi. I protagonisti sono infatti alcunɜ scientiziatɜ che si trovano improvvisamente ad avere a che fare con delle forme aliene sconosciute. Queste, affidano a scienziatɜ di cui sopra l’identificazione di un qualcosa di misterioso, mai visto prima d’ora.


Il racconto vuole quindi essere un’ode al linguaggio inclusivo e una dimostrazione di come si possa fare della sana letteratura utilizzando ɜ e ə, senza per questo togliere dignità o qualità alla storia.


L’Addendum è infatti un racconto solido, ben scritto, avvincente, in grado di far appassionare chi legge in poche pagine. L’autrice parla poi di ricerca scientifica e scienza con cognizione di causa e competenza e dunque il libro è accurato anche da quel punto di vista.


28 settembre 2021

Review Party: 'Tunnel di Ossa' (Cassidy Blake #2) - Victoria Schwab

Buongiorno, amici!

Oggi è il giorno di un grande throwback: Victoria Schwab is baaack! Oggi infatti parliamo della sua ultima uscita, per lo meno in Italia, ossia la serie di Cassidy Blake arrivata al secondo capitolo con Tunnel di Ossa!


Ringrazio Carlotta de The Carly Library per aver organizzato l’evento e la CE per la copia digitale!


Trama



CASS È NEI GUAI. Ancora più del solito.


Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, Cass si trova a Parigi, dove i suoi genitori stanno girando il loro programma televisivo sulle città più infestate del mondo. Certo, mangiare croissant e visitare la Tour Eiffel è un vero spasso, ma sotto Parigi, nelle raccapriccianti Catacombe, c’è in agguato un pericolo spettrale.


Quando Cass risveglia un poltergeist terribilmente potente, deve affidarsi alle sue abilità di cacciatrice di spettri, ancora tutte da dimostrare, e chiedere l’aiuto di amici vecchi e nuovi per svelare un mistero.


Se fallirà, le forze che ha ridestato potrebbero rimanere a infestare la città per sempre.


L’autrice bestseller Victoria Schwab torna al mondo di Città di spettri, regalandoci nuove emozionanti avventure e un’indimenticabile lezione sull’amicizia (perché, a volte, anche i migliori amici fantasma hanno segreti…).



La serie è composta da...

01. Città di Spettri

02. Tunnel di Ossa

03. Ponte di Anime



Recensione


Questo libro è il secondo capitolo della serie dedicata a Cassidy Blake ed è sicuramente un balzo in avanti rispetto al primo per quanto riguarda lo sviluppo della trama.


Se il primo libro è affrettato e piuttosto sempliciotto, infatti, questo secondo mantiene la sua semplicità, diventando però più intrigante, più oscuro, più sviluppato. Nel primo la trama si risolve in pochi capitoli ed è comprensibile, perché ci doveva stare anche la presentazione dei personaggi, delle loro dinamiche e del contesto e questo lasciava relativamente poco spazio ai colpi di scena veri e propri. Nel caso di Tunnel di Ossa, invece, siamo già familiari con personaggi e contesto e Schwab sfrutta ciò per imbastire una trama decisamente più articolata.


E’ anche vero però che questo libro è un middle-grade ed è una cosa che va tenuta ben presente. In quanto middle grande, non aspettatevi una trama particolarmente elaborata o dei personaggi con mille sfaccettature. Schwab è incredibilmente brava a cambiare registro a seconda del genere che sta scrivendo e paragonando le Shades of Magic e Tunnel di Ossa si nota una differenza più che evidente. Tunnel di Ossa è infatti scritto in maniera più fluida, lineare, semplice, ma non scontata e proprio questo è uno dei suoi punti di forza. Schwab riesce infatti, con la sua scrittura, ad inserire sufficiente complessità e dettaglio nella serie dedicata a Cassidy, senza mai dimenticare le atmosfere cupe e misteriose che le sono tante care. Naturalmente  però, un MG rimane un MG e deve adeguarsi al target a cui si rivolge. 

8 settembre 2021

Review Party: 'Oculta' (A Forgery of Magic #2) - Maya Motayne


Buongiorno, amici!

Oggi facciamo un salto nel passato riprendendo in mano una serie il cui primo libro è stato un po’ una bufera. Se da un lato infatti molti l’hanno adorato, dall’altro fin troppi ne hanno evidenziato le somiglianze con altre serie YA molto famose. Io, personalmente, ho letto Nocturna nel 2019 con molto piacere e oggi sono qui per parlarvi del seguito, Oculta!


Ringrazio Nia per aver organizzato l'evento e la CE per la copia digitale.


Trama



Sono passati ormai quattro lunghi mesi da quando Finn e il principe Alfie hanno sconfitto l'antico e malvagio potere che minacciava di condurre il regno di Castallan alla rovina. Da allora, entrambi impegnati nelle proprie questioni personali e non, non si sono più visti. Alfie, in qualità di erede al trono di Castallan, è chiamato a occuparsi del delicato vertice con i reali englassiani per negoziare la cessazione delle ostilità e siglare la pace tra i due regni. Finn, da parte sua, sta cercando di godersi l'inedita libertà da Ignacio.


Quando, per una serie di avvenimenti inaspettati, fa ritorno a San Cristóbal, Finn scopre che, esattamente come sta accadendo a lei, anche per Alfie le cose non sembrano andare nel modo sperato. Il ragazzo, infatti, rischia di vedere vanificati i propri sforzi. A quanto pare, la misteriosa organizzazione responsabile della morte del fratello del principe è tornata nuovamente alla ribalta e il suo nuovo obiettivo sembra essere il fallimento proprio del vertice politico presieduto dal ragazzo. Ancora una volta, perciò, Finn e Alfie saranno costretti a unire le forze per seguire le tracce dell'assassino e preservare così l'unica possibilità che finalmente Castallan ed Englass trovino la pace.


Ma saranno in grado di fermare i loro avversari prima che una nuova guerra minacci il loro regno?


 

La serie è composta da...

01. Nocturna (recensione)

02. Oculta

03. Ancora Inedito



Recensione


Oculta riprende da dove Nocturna era finito e questo mi ha obbligato a fare un ripassino del primo libro per potermi godere il secondo. Niente di drammatico, comunque, le primissime pagine di questo secondo libro fanno appositamente un mini riassunto degli eventi salienti del finale del primo ed è qualcosa che ho apprezzato molto.


Il vero motivo per cui questo libro merita è però la sua trama. Non è un segreto, infatti, che il primo libro fosse un po’ troppo simile ad altre serie YA (una su tutte, A Darker Shade of Magic della Schwab con la quale le somiglianze sono innumerevoli) e che ciò abbia impedito a molti lettori di vedere il buono di questa serie, ma - gioia e giubilo! - con Oculta è diverso! 



Oculta
ha una sua trama a mio parere decisamente più originale ed è meravigliosamente intrecciata con altre tematiche che non si vedono spesso in uno YA. Il tema principale di questo secondo libro è infatti il tentativo di firmare una pace tra il regno di Castallan e il vicino regno di Englass, che in passato ha dominato su Castallan schiavizzando i suoi abitanti, mentre un gruppo terroristico detto Los Toros contrario alla pace con Englass semina il panico in città con una serie di omicidi. L’autrice è stata molto brava a inserire in questo vertice di pace tanti piccoli riferimenti all’Inghilterra coloniale e agli orrori del colonialismo in generale e una serie di riflessioni sul razzismo che seppur appena accennate sicuramente non sfuggono agli occhi dei lettori. Non ci sono tanti YA che affrontano la tematica del colonialismo dal punto di vista dei colonizzati e credo la Motayne abbia fatto un buon lavoro nell’inserirla nel suo libro, facendo così un salto di qualità dal primo libro sicuramente gradevole, ma non troppo originale, a questo secondo che offre qualcosa in più.


22 giugno 2021

Review Party: 'La Repubblica del Drago' (La Guerra dei Papaveri #2) - R. F. Kuang


Buongiornissimo, kaffè, amici!

Oggi parliamo del secondo capitolo di una serie che ha scosso mari e montagne e ha spopolato su IG: La Guerra dei Papaveri. Ringrazio la casa editrice Mondadori per la copia digitale e le mie splendide colleghe che hanno fatto questo viaggio con me.


Senza ulteriore indugio, parliamo di questo secondo capitolo, aka La Repubblica del Drago.


Trama



Già tre volte nella sua storia il Nikan ha dovuto combattere per sopravvivere alle sanguinarie Guerre dei papaveri. Il terzo conflitto si è appena spento, ma Rin, guerriera e sciamana, non può dimenticare le atrocità che ha dovuto commettere per salvare il suo popolo. E ora sta scappando, nel tentativo di sfuggire alla dipendenza dall’oppio e agli ordini omicidi della spietata Fenice, la divinità che le ha donato i suoi straordinari poteri.


Solo un desiderio la spinge a vivere: non vuole morire prima di essersi vendicata dell’Imperatrice, che ha tradito la sua patria vendendola ai nemici. E l’unico modo per farlo è allearsi con il signore di Lóng, discendente dell’ultimo Imperatore Drago, che vuole conquistare il Nikan, deporre l’Imperatrice e instaurare una repubblica.


Né l’Imperatrice, né il signore di Lóng, però, sono ciò che sembrano. E più Rin va avanti, più si rende conto che per amore del Nikan dovrà usare ancora una volta il potere letale della Fenice. Non c’è niente che Rin non sia disposta a sacrificare per salvare il suo paese, e ottenere la sua vendetta. Così si getta di nuovo nella lotta. Perché in fondo lottare è ciò che sa fare meglio.





Recensione


La Repubblica del Drago prosegue da dove abbiamo lasciato i nostri eroi alla fine de La Guerra dei Papaveri: Rin è una drogata, incapace di controllare il proprio potere e in lotta con la Fenice. I cike non la riconoscono come capo e lei stessa si sente inadeguata a raccogliere l’eredità di Altan. Come se non bastasse, molto presto una nuova guerra si farà strada tra i loro ranghi attuata dal leader della provincia Long.



Questo libro è migliore e peggiore del primo per più di un aspetto.
Del primo ci portiamo dietro la presenza massiccia della cultura cinese e della tradizione orientale e la complessità del mondo e delle varie popolazioni che lo popolano. Conserviamo anche la crudezza che ha contraddistinto il primo: la guerra permea questo secondo capitolo, violenta, spietata e l’autrice non lesina sul suo essere cruenta. Il crudo realismo con cui sono stati descritti i massacri del primo è trasportato anche in questo secondo capitolo, quindi, di nuovo, se siete sensibili a certe tematiche (stupri, violenze, sangue…) questa serie potrebbe non essere per voi.


Cosa aggiunge però questo libro? Aggiunge una dimensione geopolitica decisamente più complessa. La guerra che si combatte in questo secondo libro è più complicata di molti altri fantasy e si capisce come l’autrice abbia un piano più complesso e consideri la guerra solo una porzione del disegno politico del regno. La presenza della strategia, della pianificazione, della premeditazione dello scontro è preponderante e, se piace il genere, affascinante. Lo scontro è solo un pezzetto di un grande insieme di riflessioni e scommesse con il nemico. Non aspettatevi solo violenza, aspettatevi un resoconto puntuale e preciso di quello che significa effettivamente preparare uno scontro. Solo un punto mi ha lasciato un attimo perplessa: sono frequenti le citazioni a famosi strateghi del nostro mondi, Sun-Tsu ad esempio, quindi l’autrice vuole che il lettore supponga che questo libro sia una riscrittura di una parte di storia della Cina (che potrebbe essere, visto anche come vengono descritti i ‘diavoli biondi, dagli occhi blu’ e i loro archibugi)? Magari non so io, ne.

Per altro, il conflitto descritto in questo libro è quasi interamente navale, e questo richiede una certa quantità di ricerca da parte dell’autrice che sicuramente ci è stata, e rende il libro diverso da molti altri fantasy che trattano di scontri armati.