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25 marzo 2021

Review Party: 'Il Regno di Rame' (Trilogia di Daevabad #2) - S. A. Chakraborty


Buongiornissimo, kaffè e kissini, amici.

In sostanza… Oggi parliamo di una delusione, purtroppo. Sapete che il primo mi era piaciuto abbastanza (qui la recensione) e sapete che aspettavo con ansia di poter sapere qualcosa di più di questo universo. Peccato che Il Regno di Rame, secondo libro della trilogia ispirata al mondo arabo della Chakraborty, sia stato per me una grande delusione e ora vi spiego sostanzialmente perché.


Ringrazio Nia per aver organizzato pazientemente l’evento e ringrazio la CE Mondadori per la copia in anteprima.


Trama



La vita di Nahri è cambiata per sempre nel momento in cui ha accidentalmente evocato Dara, un misterioso jinn. Fuggita dalla sua casa al Cairo, si è ritrovata nell'abbagliante corte reale di Daevabad, immersa nelle cupe conseguenze di una battaglia devastante, e lì ha scoperto di aver bisogno di tutto il suo istinto truffaldino per sopravvivere. Anche se accetta il suo ruolo ereditario, sa di essere intrappolata in una gabbia dorata, controllata da un sovrano che governa dal trono che una volta apparteneva alla sua famiglia: basterà un passo falso per far condannare la sua tribù. Nel frattempo, Ali è stato esiliato per aver osato sfidare suo padre. Braccato dagli assassini, è costretto a fare affidamento sui poteri spaventosi che gli hanno donato i marid. Così facendo, però, minaccia di portare alla luce un terribile segreto che la sua famiglia ha tenuto nascosto a lungo. Intanto, nel desolato nord, si sta sviluppando una minaccia invisibile. È una forza capace di portare una tempesta di fuoco proprio alle porte della città. Un potere che richiede l'intervento di un guerriero combattuto tra un feroce dovere a cui non potrà mai sottrarsi e una pace che teme di non meritare mai.







Recensione:


Amici, amici. Aiuto.


L’unica cosa che mi sento di dire di questo libro è boh, raga, ma prima permettetemi di darvi qualche dettaglio.



Il Regno di Rame
è ambientato cinque anni dopo la fine de La Città di Ottone e troviamo la nostra solita triade di eroi - Nahri, Ali e Dara - dove li abbiamo lasciati, o quasi. 

Ali deve fare i conti con dei nuovi strabilianti poteri acquisti dai perfidi Marid alla fine del primo libro e come se non bastasse è stato esiliato e mandato a morire lontano da casa. E’ proprio qui però che si unisce ad una tribù che non ha particolarmente in simpatia suo padre o la famiglia reale, pian piano ritagliandosi un nuovo posto nel mondo.

Dara è vivo, ma deve fare i conti con nuovi poteri che lo turbano profondamente. Si è unito un po’ controvoglia e un po’ no a Manizheh, madre di Nahri e Banu Nahida a sua volta, che progetta di detronizzare il padre di Ali.

Nahri, infine, è incastrata nel matrimonio con Munthadir, figlio dell’emiro Ghassan e tenta di destreggiarsi in questa nuova vita tra i doveri coniugali, le difficoltà di dover sottostare all’imperatore di Daevabad, il ruolo di medico Nahid e il suo desiderio di portare pace e unificazione tra le tribù del regno.


Naturalmente i nostri tre protagonisti si ritroveranno ben presto e emergeranno nuovamente tutte le pecche che li avevano contraddistinti nel primo, quindi si, boh raga.


Boh, raga perchè se avevamo lasciato due personaggi maschili improbabili - un daeva letale pericolosissimo cattivissimo con l’intelligenza di un cassetto e un principino viziato e bigotto - li ritroviamo qui a piena forza, più determinati che mai ad odiarsi e a comportarsi da persone immature. Ali torna il bigotto inflessibile e Dara torna il bambino ingenuo e impulsivo senza uno straccio di spina dorsale. 

28 giugno 2020

Review Party: 'La Città di Ottone' (Trilogia di Daevabad #1) - S. A. Chakraborty




Buongiorno, miei prodi!

Oggi parliamo di un libro che sto aspettando da moltissimo tempo, amici cari, e di cui abbiamo già brevemente parlato la settimana scorsa con il blog tour che vi lascio qui.


Naturalmente, è la Città di Ottone.


Trama



EGITTO, XVIII SECOLO. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori.


Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all’interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L’arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli.





La serie è composta da...

01. La città di Ottone

02. The Kingdom of Copper

03. The Empire of Gold



Recensione:


Questo libro è sicuramente affascinante per molti motivi, ma è tutto fuorché perfetto. Dan dan daaaaaan. Non temete, come sempre iniziamo con gli aspetti positivi ^^.


Giusto per dare un’introduzione, la nostra protagonista femminile Nahri scopre che sostanzialmente la sua vita è sempre stata inconsapevole. Lei infatti si è sempre creduta poco più che una ladruncola con un talento per la medicina, ma la realtà è ben diversa. Per vie traverse conosce Dara, un daeva, una creatura soprannaturale profondamente legata al fuoco e condannata ad essere schiava degli umani, che le rivela la sua vera natura. La vita della povera Nahri, infatti, è costruita su una grossa menzogna, ma non vi dirò altro ;).

Dara decide così di condurre la giovane alla Città di Ottone, Daevabad, dove sarà protetta e dove le verrà insegnato tutto quello che deve sapere sulla storia del proprio vero popolo.



Riguardo agli aspetti positivi, primo fra tutti sicuramente l’ambientazione arabeggiante molto curata e ricca di dettagli di ogni tipo: usi, costumi, miti, leggende… Questo mondo ha una propria identità e una propria storia della quale il lettore non può non interessarsi e cercare di scoprire man mano. Ho trovato i riferimenti alla cultura araba davvero precisi e curanti (l’autrice stessa è profondamente legata a questa cultura, quindi si capisce che sa di cosa parla!) e assolutamente un valore aggiunto al libro!

Preparatevi dunque ad essere ammaliati dalle calde sabbie dell’Arabia e dalla ricchezza di questo universo!


L’altro particolare estremamente notevole di questa storia è il sistema magico. Se avete letto Rebel - Il Tradimento e simili siete sicuramente familiari con questo mondo popolato da djinni e jinn e simili. Se invece non siete familiari con questo sistema, questo è il libro perfetto per avvicinarcisi e per immergersi nell’antica mitologia araba e nella sua miriade di dettagli. 


city of brass | Tumblr

L’elemento che però mi è senza dubbio piaciuto di più è la complessità anche sociopolitica della vicenda. Nahri è infatti catapultata all’interno di una faida millenaria tra popoli diversi che è sfociata in una guerra terribile molti anni prima. I Daeva le danno una versione della storia, i Jinn quella opposta. Chi è venerato dai Daeva è disprezzato dai Jinn e chi è considerato un santo dai Jinn è un usurpatore per i Daeva: una rivalità che va avanti da millenni e che a Nahri verrà raccontata in versioni diverse a seconda di chi la racconta. Proprio queste radicali differenze nella rappresentazione storica della stessa storia, tipico se si ascoltano prima i vincitori e poi i vinti, sono uno degli elementi a mio parere più interessanti del libro.


Le difficoltà sociali emergono prepotentemente anche nell’amministrazione concreta di Daevabad, con la minaccia di rivolte popolari estremamente presente. Non è dunque uno di quei libri che si concentrano esclusivamente sulle dinamiche di corte, sui principini e i cortigiani, ma anzi, combina le dinamiche di palazzo più ‘politiche’ con problemi quotidiani di gestione di una grande città.

Allo stesso tempo La Città di Ottone, Daevabad, alla quale Nahri viene portata da Dara non è sicuramente accogliente. Lei viene guardata con sospetto in quanto misteriosa superstite spuntata dopo anni dalla scomparsa dell’ultimo del suo popolo e di conseguenza possibile impostora. Per di più, ora che è a Daevabad rappresenta una possibile minaccia alla linea di successione.