Buongiorno, amici lettori!
Oggi si torna a parlare di graphic novel e si torna a parlare di Tunuè. Nel loro catalogo hanno sempre dei titoli particolarmente attenti a importanti temi contemporanei, anche se sovente trattati con linguaggi non convenzionali e Pelle di Mille Bestie non fa eccezione.
Devo ammettere che non conoscevo la graphic prima che che l'organizzatrice, Silvia, proponesse l'evento, ma ODDIO sono felice l'abbia fatto e la ringrazio per avermi selezionato.
Un grazie anche alla casa editrice per la copia omaggio e per il resto allacciate le cinture perchè con questa storia ne vedrete delle belle, altrochè!
Trama
Belle è davvero bellissima e tutti i ragazzi del villaggio la vogliono ma rifiuta la prospettiva di un matrimonio che non avrebbe scelto e fugge per rifugiarsi nelle profondità della foresta. Lì, il re Lucane la raccoglierà, poi lo adorerà follemente. Da questa unione nascerà una bambina, Ronce, il cui destino sarà profondamente influenzato dalla scomparsa di sua madre. Aiutata dagli spiriti animali e dalla dedizione della bella Lou, riuscirà a far prevalere la libertà e la forza dell’amore sulla brama di potere e la morte Un superbo adattamento dai Grimm che parla al cuore del lettore contemporaneo, e modula consapevolezza di genere, umorismo, attenzione per i dettagli e personaggi articolati e ben caratterizzati.
Trama
Pelle di Mille Bestie è quella graphic novel che non ti aspetti. Ma proprio per niente.
Sembra in effetti la classica bella favoletta del principe che vuole salvare la propria principessa prigioniera di una maledizione, ma lì finiscono le somiglianze e ‘classica fiaba’ non è affatto il modo in cui descriverei questa storia. Certo, tutti gli elementi canonici ci sono: una splendida donna che si vede obbligata con un incantesimo a sposare un uomo malvagio, una principessa costretta all’esilio e poi richiamata esclusivamente per sposarsi, una maledizione e il bacio del vero amore come unico modo per spezzarla… Solite cose, ma poi finisce lì.
La vera forza di questa graphic novel è illudere il lettore di trovarsi di fronte a una bella fiaba e poi tirargli regolarmente dei pugni in faccia. I colori pastello, le atmosfere fiabesche e le tematiche a cui tutti sono molto abituati quando si tratta di una storia per bambini sono solamente un travestimento che nasconde il completo stravolgimento dell’idea canonica di ‘fiaba’.
Fin dalle prime pagine, infatti, l’autore non si fa nessun tipo di problema a inserire spietate critiche alla società della fiaba, la quale naturalmente è solo uno specchietto per le allodole per infierire pesantemente sul mondo a noi contemporaneo. Si pensa di essere di fronte a qualcosa di classico, invece si viene fin da subito confrontati con commenti apparentemente insignificanti, ma in realtà estremamente duri sul ruolo subordinato della donna, sull’assenza di personaggi omosessuali nella letteratura, sulla morte e sul lutto…
















