Buongiornissimo, amici.
Oggi sono ENTUSIASTA di potervi parlare di un fantasy di ispirazione cinese e un’opera che a collocarsi in quel meraviglioso sottogenere che mischia culture diverse e coraggiosamente gioca con le regole ‘classiche’ del fantasy per costruire qualcosa di nuovo.
Una nuova cultura, diversa da quella occidentale a cui siamo tanto abituati, in un contesto fantasy è sempre una cosa positiva e se poi questa cultura è di origine asiatica, io non posso che andare in un brodo di giuggiole.
No, non sto parlando del seguito de La Grazia dei Re, ma della nuova perla uscita per Oscar Vault da pochissimo, La Guerra dei Papaveri.
Grazie a Silvia per aver organizzato e alla CE per la copia omaggio!
Trama
Rin ha passato a pieni voti il kējǔ, il difficile esame con cui in tutto l’Impero vengono selezionati i giovani più talentuosi che andranno a studiare all’Accademia. Ed è stata una sorpresa per tutti: per i censori, increduli che un’orfana di guerra della provincia di Jī potesse superarlo senza imbrogliare; per i genitori affidatari di Rin, che pensavano di poterla finalmente dare in sposa e finanziare così la loro impresa criminale; e per la stessa Rin, finalmente libera da una vita di schiavitù e disperazione. Il fatto che sia entrata alla Sinegard – la scuola militare più esclusiva del Nikan – è stato ancora più sorprendente.
Ma le sorprese non sono sempre buone.
Perché essere una contadina del Sud dalla pelle scura non è una cosa facile alla Sinegard. Presa subito di mira dai compagni, tutti provenienti dalle famiglie più in vista del Paese, Rin scopre di avere un dono letale: l’antica e semileggendaria arte sciamanica.
Man mano che indaga le proprie facoltà, grazie a un insegnante apparentemente folle e all’uso dei papaveri da oppio, Rin si rende conto che le divinità credute defunte da tempo sono invece più vive che mai, e che imparare a dominare il suo potere può significare molto più che non sopravvivere a scuola: è forse l’unico modo per salvare la sua gente, minacciata dalla Federazione di Mugen, che la sta spingendo verso il baratro di una Terza guerra dei papaveri.
Il prezzo da pagare, però, potrebbe essere davvero troppo alto.
La serie è composta da...
01. La Guerra dei Papaveri
02. The Dragon Republic (inedito in Italia)
03. The Burning God (inedito)
Recensione:
La primissima cosa degna di nota de La Guerra dei Papaveri è che fa parte di quel magico sottogenere del fantasy asiatico che mi ha conquistata con La Grazia dei Re e che si riconferma un piccolo baule di meraviglie con questo. Ma di ciò parliamo tra un secondo.
Per iniziare la recensione vorrei raccontavi brevemente come è stata la mia esperienza di lettura de La Guerra dei Papaveri, perchè merita di essere raccontata ahahah. Ho iniziato a leggerlo pochi giorni fa e dalle prime 50/100 pagine mi sono detta ‘Oddio, inizia come Memorie di una Geisha’. Si, no, cioè, alt, già vi vedo con i forconi.
Le differenze sono ovviamente molteplici, prima fra tutte il paese di ambientazione che nel caso de La Guerra dei Papaveri è di ispirazione cinese, mentre per Memorie di una Geisha è il Giappone, ma il rapporto della protagonista con la zia, il suo essere stata adottata, schiavizzata e poi letteralmente scaricata (si, per motivi diversi, lo so), mi ha subito ricordato quest’ultimo.
Ovviamente le similitudini finiscono lì, ma dovete sapere che io ho letto e amato Memorie di una Geisha e lo ritengo un libro splendido, dunque questo non ha fatto che mettere La Guerra dei Papaveri in ottima luce.
Le similitudini finiscono quasi subito, dato che la protagonista Rin non viene venduta ad una casa per Geishe (lol), ma anzi supera un esame complicatissimo e viene ammessa ad una prestigiosa scuola di addestramento per soldati scelti. In questa scuola imparerà l’arte della guerra in ogni sua forma, potendo dopo qualche tempo scegliere una disciplina specifica in cui specializzarsi, e si dedicherà anima e corpo a diventare un soldato provetto. Scoprirà però molto presto che in lei c’è del potere antico che a lungo è rimasto sopito e ora pretende di essere liberato. Il regno di Rin è in pericolo, minacciato da una grande potenza, e il suo potere sarà decisivo nella lotta per il dominio.
Dopo esserci lasciati alle spalle le similitudini con Memorie di una Geisha, ho divorato il resto del libro in pochi giorni, perché non riuscivo davvero a metterlo giù. Cos’ha di tanto speciale La Guerra dei Papaveri?




















