Buongiorno, amici!
Oggi vi parlo finalmente di una delle letture più famose del 2020, un’opera che ha messo d’accordo quasi tutti nella book community e che è stata pubblicata a furor di popolo tra le lodi generali di chi l’ha letto in inglese.
Aspettative alle stelle, quindi, e potete immaginare la mia delusione quando dopo le prime 150 pagine ho realizzato che questo libro era esattamente come Il Circo della Notte: bello, ma non balla. Anzi, nemmeno così bello, nel caso de Il Mare Senza Stelle.
Quindi si, state per leggere uno sproloquio negativo e deluso, buckle up.
Trama

Zachary Ezra Rawlins è uno studente del Vermont che un giorno trova un libro misterioso nascosto fra gli scaffali della biblioteca universitaria. Mentre lo sfoglia, affascinato da racconti di prigionieri disperati, collezionisti di chiavi e adepti senza nome, legge qualcosa di strano: fra quelle pagine è custodito un episodio della sua infanzia. È soltanto il primo di una lunga catena di enigmi. Una serie di indizi disseminati lungo il suo cammino – un'ape, una chiave, una spada – lo conduce a una festa in maschera a New York, poi in un club segreto e infine in un'antica libreria sotterranea. Là sotto trova ben più di un nascondiglio per i libri: ci sono città disperse e mari sterminati, amanti che fanno scivolare messaggi sotto le porte e attraverso il tempo, storie bisbigliate da ombre. C'è chi ha sacrificato tutto per proteggere questo regno ormai dimenticato, trattenendo sguardi e parole per preservare questo prezioso archivio, e chi invece mira alla sua distruzione. Insieme a Mirabel, un'impetuosa pittrice dai capelli rosa, e Dorian, un ragazzo attraente e raffinato, Zachary compie un viaggio in questo mondo magico, attraverso miti, favole e leggende, alla ricerca della verità sul misterioso libro. Ma scoprirà molto di più. Preparatevi a solcare le pagine del Mare Senza Stelle, a perdervi in questo viaggio straordinario attraverso mondi inimmaginabili, che celebra il potere delle storie e l'amore per i libri. Finché il Mare Senza Stelle non scriverà l'ultima pagina.
Recensione
Ero rimasta praticamente l’unica sul web a non aver letto
Il Mare senza Stelle, osannato come libro del 2020 e migliore opera della Morgenstern, ed era quindi giunto il mio momento. Ho iniziato a leggerlo un mese fa circa prendendolo in biblioteca e mi stava anche piaciucchiando, poi tra università, trasferimenti e altre letture più urgenti l’ho abbandonato a sé stesso fino a qualche settimana fa, quando mi sono decisa, finalmente, a finirlo.
Il Mare senza Stelle è una di quelle letture che promette di sacrificare un po’ di azione e un po’ di trama a favore di una scrittura evocativa, poetica, immersiva e atmosferica che riesca a conquistare il lettore. Ora, sicuramente non l’ho letto nel momento più giusto, ma a me francamente è rimasto ben poco se non tanta confusione e molti ‘boh’. Ma andiamo con ordine…
Dalle recensioni a dir poco estatiche che si trovano online, principalmente questo libro dovrebbe offrire al lettore una trama presente, ma che passa in secondo piano, un sistema di personaggi convincente di cui innamorarsi, un intreccio elaborato che mischia realtà e fantasia passando per decine di storie diverse, miti e leggende, e soprattutto un’ambientazione meravigliosa, ammaliante, unica nel suo genere. Bene, così non è.
TRAMA, dite voi? Beh, superate le prime 150 pagine che sono state sinceramente interessanti e mi hanno fatto decidere che avrei finito il libro, c’è poco. Zac entra nella libreria sotterranea e, a parte qualche primo enigma da risolvere, nella gran parte del libro si fa trasportare dagli eventi per poi giungere al confuso finale dove invece il ritmo subisce un’improvvisa accelerata.
Il resto è dedicato all’esplorazione del Mare, dei suoi segreti e alla ripetizione ossessiva degli stessi simboli mentre i personaggi vagano sottoterra senza uno scopo, dimostrando più volte di essere assolutamente sprovveduti, ignari di quello che si cela nel Mare e in balia di forze e personaggi più potenti di loro. Molte cose accadono assolutamente per caso e l’intreccio degli eventi rimane a mio parere molto confuso perché non da abbastanza spazio a cosa succede preferendo descrivere dove succede e con quali simboli (api, miele, api, miele, spade, cuori, api, miele, cuori, miele)…
Allora
I PERSONAGGI? Beh, nemmeno. Zac è uno di quei classici personaggi che ti fa esclamare - volendo rubare l’espressione a @logolepsy_e che ha riassunto perfettamente quello che anche io penso di questo libro -
‘show, don’t tell’. Ci viene detto che ama i videogiochi e i libri, ma non viene mai ritratto a leggere qualcosa nella biblioteca sotterranea. Ci viene detto che è la chiave di tutto più volte, ma risolve alcuni enigmi con autentici colpi di fortuna spacciati per ‘destino’ (comodo così, eh?). Ci viene fatto intendere che è una persona acuta e scettica fino alla fine, ma non si chiede mai come sia possibile quello che sta vedendo, semplicemente accettando passivamente che sia magia o la sua immaginazione e così permettendo all’autrice di cogliere la palla al balzo per non spiegare granché, per dimenticanza o intenzione.
Abbiamo poi Dorian, che dovrebbe essere l’interesse amoroso del protagonista,
ma definire instant love la loro storia sarebbe un complimento, visto che scoprono di essere indissolubilmente innamorati l’uno dell’altro dopo essersi visti due volte e in circa un nanosecondo. Non nego che poi mi sia interessata molto alla storia dei due, che mi abbia preso come ship, ma obiettivamente nasce a casissimo dal nulla e finisce in un happy ending secondo me molto forzato.
Da ultimi, è anche presente una corolla di altri personaggi secondari che - nonostante io abbia apprezzato come elementi di decoro, perchè hanno sottotrame proprie che si intrecciano bene con la storia principale - è, appunto, solo una corolla. Vengono buttati dentro la storia in momenti random giusto per salvare o aiutare i personaggi principali e spariscono dopo poche pagine senza lasciare niente di che. L’autrice quindi illude i lettori mettendo in campo molti personaggi diversi, per poi strumentalizzarli per portare a compimento la storia di solo due di loro, ossia Zac e Dorian. E’ così per Eleanor, che salva Dorian con un colpo di fortuna imbarazzante e sparisce dopo un paio di capitoli, ed è così soprattutto per Simon, che pareva una delle chiavi del mistero dietro il Mare, ma che viene trovato da Zac in maniera totalmente casuale e che è presente in una scena sola del libro (più un piccolo accenno alla fine, sisi) esclusivamente perchè serve al protagonista per capire qualcosa.