14 agosto 2020

Recensione: 'Beauty Queens' - Libba Bray

Buongiorno, amici. Ah, Beauty Queens.

Ho iniziato questo libro grazie a Miss Fiction e ai suoi consigli, quindi molto obbligata.


Se volete un libro che tratta temi estremamente seri e attuali con una scrittura vivace e divertente, allora questo è il libro per voi. Leggere per credere!


Trama


The 50 contestants in the Miss Teen Dream pageant thought this was going to be a fun trip to the beach, where they could parade in their state-appropriate costumes and compete in front of the cameras.


But sadly, their airplane had another idea, crashing on a desert island and leaving the survivors stranded with little food, little water, and practically no eyeliner.


What’s a beauty queen to do? Continue to practice for the talent portion of the program - or wrestle snakes to the ground? Get a perfect tan - or learn to run wild? And what should happen when the sexy pirates show up?


Welcome to the heart of non-exfoliated darkness.














Recensione:


Nel suo video Miss Fiction chiarisce immediatamente di ‘non fermarsi alla copertina’ ed è la stessa cosa che dico io a voi. Diciamocelo, questo mix tra Apocalypse Now e Miss Italia è assolutamente atroce, ma vi prego, vi prego, vi prego NON fermatevi alla copertina, vi assicuro che il contenuto è di tutt’altra risma.


Giusto per darvi due idee sulla trama, se avete visto Lost, l’idea di base è la stessa: un disastro aereo e un atterraggio di fortuna su un’isola deserta, con solo le proprie forze e le risorse naturali dell’isola a disposizione per sopravvivere. Qua finiscono però le somiglianze con Lost. Peccato, infatti, che le passeggere del volo siano le contestanti di Miss Teen Dream, ossia le aspiranti reginette del concorso di bellezza più famoso degli Stati Uniti. Non proprio le persone più adatte a cavarsela nella natura selvaggia, no?


Beauty Queens è quindi la storia di questo gruppo di ragazze e delle mille peripezie che devono affrontare per sopravvivere. 


Non fatevi ingannare dalla trama apparentemente semplice, perché questo disastro aereo è solo una scusa per imbastire una sorta di romanzo di formazione. Le partecipanti sono infatti ragazze giovanissime, molto diverse tra di loro, ma tutte fin dalla tenera età vittime dello show business e portate a reprimere la propria individualità a favore dell’apparenza, soprattutto televisiva, così da risultare più amabili e affascinanti ai giudici dei concorsi e più consone all’idea di donna che la società perpetra.

A tutte loro sono stati inculcati fin dalla tenera età i segreti per vincere un concordo di bellezza e soddisfare i requisiti degli esaminatori. Non rispondere mai male, non aspirare ad una carriera, ma preferire lo stare in casa, puntare ad avere una famiglia e un matrimonio altrimenti non si è davvero 'donne realizzate’, curare sempre il proprio aspetto e apparire impeccabile in ogni situazione, perché è la cosa più importante e l’unica per la quale una donna viene notata, non essere mai scortese ne dire parolacce, non abbuffarsi mai per non ingrassare, limitarsi alle ‘attività femminili’ e aborrire il sesso e qualsiasi cosa sia vagamente sessuale, non dire mai di ‘no’ e sentirsi fortunata se un uomo, chiunque esso sia, prova interesse sentimentale o fisico per una donna… Questi sono solo alcuni dei dogmi che le giovani protagoniste sono state portate ad accettare dal sistema dei concorsi di bellezza e in generale dalla società nella quale sono cresciute. Servirà un’esperienza estrema come un disastro aereo per farle riflettere sulla propria situazione e unirle nella lotta contro la discriminazione.


Durante il libro le nostre eroine, però, capiranno lentamente che si, va bene dire parolacce, va bene non scusarsi se si esprime la propria opinione, va bene urlare, va bene protestare di fronte ad un’ingiustizia, va bene aspirare ad una carriera di successo, va bene dire di ‘no’ e che un ‘no’ è un ‘no’, punto e basta, va bene amare il sesso e va bene avere delle giornate no… Potrei andare avanti all’infinito!



“Why do girls always feel like they have to apologise for giving an opinion or taking up space in the world? Have you ever noticed that?” Nicole asked. “You go on websites and some girl leaves a post and if it’s longer than three sentences or she’s expressing her thought about some topic, she usually ends with, ‘Sorry for the rant’ or ‘That may be dumb, but that’s what I think.’”



Beauty Queens è un libro fortemente femminista che mette in luce i problemi del mondo dei concorsi di bellezza e per estensione della nostra società ancora patriarcale e maschilista.


Non pensate ci sia solo del femminismo, però! 


Oh no, cari miei, Libba Bray ci è andata giù molto pesante e ha deciso di aggiungere in una storia sola anche molti altri spunti interessanti quali il razzismo, la transfobia, il consenso nelle relazioni amorose, la pazzia, la disabilità e l’abuso, di ogni genere. Non illudetevi dunque credendo che leggere Beauty Queens sia una passeggiata e ammetto che io stessa ci ho messo molto tempo a causa della frustrazione e della rabbia che alcune scene e alcuni dialoghi suscitano. In questo senso, la Bray è stata estremamente cinica nel rappresentare la nostra società dichiarando senza mezzi termini come il ruolo della donna e delle minoranze sia costantemente messo in discussione e in secondo piano.



“I don’t mean to offend you, Petra or J. T. or whatever, but my mom says that’s against nature and God.”

“Maybe you should ask God and nature why they put a girl inside a boy’s body?” Petra shouted to the uncaring sky. “And while you’re at it, maybe you should ask your mom why she thinks it’s not against God and nature to dress her little girl up in garters, sparkle her face with makeup, and let her pole dance.”



Proprio per questo motivo, il processo di crescita ed evoluzione delle protagoniste è, per usare una parola forse esagerata, glorioso. Dopo aver penato per pagine e pagine leggendo di continue discriminazioni che disgustano ogni lettore, la rivalsa delle nostre eroine è soddisfacente oltre ogni dire. Si gioisce con le protagoniste, si acclamano le loro riflessioni e la loro ribellione all’agenzia che finanzia il concorso e in ultima analisi alla società.


La ciliegina sulla torta? Questo libro è esilarante. E’ scritto con un linguaggio assolutamente delirante ed esagerato e le situazioni che le nostre eroine devono affrontare sono assurde e portate all’estremo. Parlare di temi seri ed importanti in maniera piacevole e divertente così da arrivare a molte più persone? Lo stai facendo bene, Libba, lo stai facendo bene. Di nuovo, lo ripeto ancora una volta, non pensate di leggere un trattato di comicità e leggerezza, perché l’autrice riesce a veicolare importanti messaggi con un linguaggio si, giovanile, divertente ed immediato, ma anche molto cinico e tagliente.



When the virus stole most of Sosie’s hearing, it also stole her right to complain. She figured out early that nobody liked an angry disabled person. It messed with their sympathy, with the story in their head about people overcoming adversity to be shining lights in the world. People wanted to think you were so okay with it all so they wouldn’t have to expend any energy feeling guilty. Sosie had played her part, being the smiling, plucky, don’t-worry-about-me, lip-reading Pollyanna. If she was angry about how unfair life could be, she never let on. Not like Fawnda Toussaint. [...] She had not gotten the memo about how disabled people were supposed to be happy and noble all the time in order to make people without disabilities feel okay about being lucky bastards. 



Se dovessi scegliere una parola per descrivere lo stile di questo libro, questa sarebbe infatti UNAPOLOGETIC. Un sorry not sorry insomma, già che ci siamo con gli inglesismi.


Nel caso non l’aveste ancora capito, per concludere, dovete leggere questo libro, fine. Premettendo che ogni libro sull’abbattimento delle discriminazioni e del maschilismo è sempre ben accetto, in questo caso ogni lettore può trovare qualcosa di suo in queste pagine e nelle improbabili eroine della storia e il linguaggio con cui il libro è scritto non fa che aiutare la lettura - la cosa che la renderà difficile è il contenuto, badate bene. 


Non saprei che altro aggiungere senza ripetermi più di quanto non abbia già fatto, dunqueeeeee adieu!


Verdetto: 



Meraviglioso! Eccezionale.


Rainy

4 commenti:

  1. Adoro Libba Bray. Questo libro, però, non sono proprio riuscita a costringermi a finirlo: probabilmente perché i temi sono importantissimi e lo stile scoppiettante come al solito, ma la trama nel suo complesso lascia molto (ma veramente molto) a desiderare, secondo me! :(
    Mi fa piacere che tu l'abbia apprezzato, però!
    Mi considererò sempre una grande fan della Bray! ^___^

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    1. Si, forse hai ragione, la trama è un po' traballante (e ci sono cose non-sense a palate lol). Proprio perchè è un libro così esagerato, però, a me non ha dato particolarmente fastidio, prendevo un po' il tutto così come veniva ahah.
      De gustibus comunque, mi dispiace che tu non sia riuscito ad apprezzarlo a pieno.
      Ho già acquistato The Deviners (che ovviamente in Italia è stata interrotta) e non vedo l'ora di iniziarla!

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  2. Ciao! La copertina però è davvero pessima per me! 😂 Probabilmente non avrei letto nemmeno la trama! Invece sembra molto interessante e il fatto che tratti di temi così importante gioca a suo favore! Prima o poi mi piacerebbe recuperarlo! :)

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    1. Non posso che concordare. Quale migliore modo di far passare un libro inosservato che mettergli una copertina assolutamente orribile? Nessuno, credo.
      Ma per fortuna il contenuto è di tutt'altra risma ahahah

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Mi farebbe davvero piacere sapere cosa ne pensate :3 Lasciatemi un commentino se vi va!